POESIA /
ALESSANDRA PAGANARDI
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da “Ospite che
verrai”, Joker, 20051, 20072 (Prefazione di
Gabriela Fantato) da “Tempo reale”, Joker, 2008 (Prefazione di
Mauro Ferrari)
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1. Da “Ospite che verrai”
CHALET
Non aspettano niente queste case
che sanno ancora di un abete scuro –
non il lembo di luce strappata
troppo in alto per loro,
non il sonno caduto sulle dita.
Essere questi comignoli invisibili
fatti solo di fumo,
generosi del fuoco che una mano
ha acceso nelle stanze.
Essere sguardo che non chiede,
nebbia sul vetro d’inverno
quando lo velano baci e parole.
Da questi tetti appesi alla notte
imparare il resistere di un fiore
AGOSTO
Non ha segreti una città d’estate.
Ti dà ciò che ti deve – come il ramo
spogliato da novembre,
il viso di una donna appena sveglia,
l’accordo che saluta una canzone.
Odori senza giacca, non più timidi,
fanno festa nel vento.
Non può mentire un anno che finisce
e più non corre, più non ha ripari
come un re quando è nudo o quando muore.
Capodanno sarà uno zaino grande,
settembre – tante biro colorate,
la fessura più stretta della sera,
la luce dalla porta che si chiude.
O l’ultimo caffè dal tavolino
fra la ruota ed il muro.
Qui ricominceremo, rifaremo
i confini per un’attesa nuova.
LEZIONE DI HEGEL
Arrivavi in ritardo: era difficile
scenderti dalla rampa che si alzava
sull’auto ferma fuori dalla scuola.
Scherzavo sul tuo eterno passeggino,
dicevo: sai che io non so guidare?
E’ facile, c’è il clacson, rispondevi -
riuscivi qualche volta con le dita
a indovinarlo. Eravamo spesso in tanti -
io, Marilena, Paolo, l’assistente
che scriveva per te.
Troppi adulti per una lezione
forse noiosa. Ma quando spiegai
la logica hegeliana alla lavagna
l’unico riso – grande – è stato il tuo.
2. Da “Tempo reale”
HOTEL ROMA
(A Cesare Pavese)
Ho sognato di entrare nella stanza
di quell’albergo, città in una città.
E’ già uscito il commesso viaggiatore.
Due donne in bianco e nero fanno il letto –
lo spianano come una focaccia grande.
Dico di aver lasciato il mio rossetto –
tornano a chiacchierare come prima.
In un’ora la stanza è tutta nuova –
grotta dei nani dopo Biancaneve.
Mi sveglio. Sono in una stanza anch’io.
I luoghi non ricordano mai nulla.
CHIOCCIOLA
Prendi per mano la tua casa
e la porti con te:
non lo scoglio tiranno di un’ostrica,
non tenda di un viandante senza pace.
Porti con te il colore
di una perla che muore nella pietra,
un’agenda di solchi e di ferite
dove riposi come in un ricordo.
La casa è il tuo inquilino, tu sei casa:
tu crollata, rimane sulla foglia
il testardo abitante di macerie
contento di non dare più l’affitto.
Certe volte la casa è carne ed ossa,
il guscio è di parole.
(Menzione d’onore al Premio Montano 2006, sezione inediti)
ROSA
Hai sfogliato la rosa nel bicchiere.
Ogni giorno ne recidevi un petalo,
tagliavi un po’ di stelo a quella morte
che non appare.
E’ bocciolo di nuovo, ma con una
storia, nei suoi sinceri tacchi bassi.
Il tempo è sempre ciò che sa restare
dopo tutto, l’applauso a scena chiusa.
10 GIUGNO 1940
La radio era una grande rana scura
che gracchiava la storia. Tu ascoltavi
le sue pause, i silenzi, la mattina
di quella primavera senza estate.
Immaginavi il dito alzato, il sopracciglio
di paura, erano tutti fuori -
uomini ad inventare cieli accesi,
bambini che giocavano ai soldati.
Tu comperavi uova, riso e pane
donna che non sapevi buio e strade
e all’improvviso erano tutti spenti
come in un film veloce senza voce.
Ti sembrava la foto color sabbia
di quel vecchio raduno di coscritti
dove ogni anno c’era un volto di meno
e un sorriso più altrove.
Ti sembrava una montagna ferita
dalle cave, il brutto odore di quel marmo
strappato alla sua pancia per calare
piccoli blocchi freddi. La stagione
correva, non potevi più fermarla
come le bianche barche di cartone
nel canale da piccola.
Guardarle
passare il ponte e perderle di vista,
chiederti dove andassero a finire –
averle costruite solamente
per non saperlo mai.
(Poesia vincitrice “San Domenichino Città di Massa” 2007,
sezione.inediti)
© Alessandra
Paganardi
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Biografia
Alessandra Paganardi vive e
insegna a Milano. Tra le raccolte di poesia: Vedute
(Ibiskos Ulivieri, 2008), Tempo reale (Joker 2008),
Ospite che verrai (Joker, 2005; seconda edizione 2007).
Ha pubblicato il volume di saggi Lo sguardo dello stupore:
lettura di cinque poeti contempopranei (Viennepierre, 2005);
testi letterari e interventi critici su riviste, tra cui “La
clessidra”, “Il Monte analogo”, “Alla bottega”, “Odiessea”,
“Leggendaria”, “Gradiva”, “L’immaginazione”, “Costruzioni
psicoanalitiche”, “Il cavallo di Cavalcanti”, e su vari siti web.
Altri saggi sono presenti in AA.VV., Atti della Giornata di
Studio su Giampiero Neri, a cura di Victoria Surliuga
(LietoColle, 2006) e in AA.VV., Sotto la superficie, a
cura di Gabriela Fantato (Bocca editore, 2004).
Ha vinto vari premi letterari, fra cui il “San Domenichino” 2007 per
la poesia e il “Gozzano” 2007 per la narrativa inedita.
Interventi critici sul suo lavoro sono usciti su riviste e
quotidiani, fra cui “Poesia”, “Letture”, L’Unità”, “Il secolo
d’Italia”, “Polimnia”, “Le voci della luna”, “L’Indipendente”,
L’azione”, “Gradiva”, “Annali d’Italianistica”, “MM-Università degli
Studi di Milano”.
È redattrice della rivista di poesia, arte e filosofia La
Mosca di Milano.
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