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Maurizio Piccirillo

FRANCO SANTAMARIA

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NARRATIVA / MAURIZIO PICCIRILLO


Battiti anomali
 

Maurizio Piccirillo, Battiti anomali

Maurizio Piccirillo
BATTITI ANOMALI Storie di provincia
Zona Editrice
ISBN 978 88 89702 79 6; pp. 102, € 11,00

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A Castiglioncello

A Castiglioncello, d’estate fanno le selezioni regionali di Miss Italia. Paolo ed Enzo sono sempre lì, mica per vedere di concludere, ci mancherebbe. Quanto per esserci. Hanno sempre svolto questa funzione, loro. Apparire, non certo essere. Secondo loro, infatti, conta molto l’abito. Io li trovo eccessivi ed anche Mauro è d’accordo. Io, Paolo, Enzo e Mauro, ci conosciamo da una vita e siamo tutti ultra trentenni. Ognuno di noi ha sempre lavorato, chi in comune, chi in fabbrica, senza infamia e senza lode. Mauro è stato l’unico di noi che ha avuto una storia seria ma finita male. Per questo lui ha deciso di non avere più rapporti con una donna, è sfiduciato.
“La delusione è stata tanta. Io amavo Dalila.” – sussurrò al mio orecchio, mentre stavamo seduti sul muretto in Piazza della Vittoria.
“Vedrai, Mauro che col tempo troverai un’altra brava ragazza.”
“Per l’amor di Dio, adesso proprio non desidero altro che star da solo.”
“Scusami tanto, io te lo dicevo per tirarti un po’ su il morale. E poi guarda quegli altri due babbei di Paolo ed Enzo, che tristezza vederli sbavare sulle ragazzine di diciassette, diciotto anni.”
“Ma vedi, Leo, loro sono così. Gli interessa soltanto quel tipo di ragazza lì. Se gli va bene se la portano a letto, se va male, avanti un’altra, no? Io invece sono diverso, lo sai.”
“Lo so. In ogni caso, che ne dici di mangiarci un gelato?”
“Ma si dai, meglio che star qui a pronunciare i soliti discorsi.”
La gelateria dista solo pochi metri e rapidamente ci mettemmo pure a sedere al tavolino. L’afa era terribile pur essendo alle dieci di sera. Sopra la passerella messa su dagli operai del comune, sfilavano ragazze nella speranza di essere elette, mentre osservavamo quei due dei nostri amici che si mostravano come se fossero operatori del settore. A me, a differenza di Mauro, facevano ridere e, sotto, sotto, talvolta l’invidiavo perché loro non si creavano minimamente dei problemi. Per loro la donna doveva essere soltanto usata e incredibilmente discreta. Spesso, quando si conosceva qualche ragazza, loro due si mettevano d’accordo a chi la sparava più grossa. Siamo passati da ingegneri informatici, ad avvocati di successo, poi, dopo aver scoperto che per le donne i più fighi erano magari attori, musicisti e scrittori, Paolo ed Enzo studiavano persino passi di letteratura o motivetti musicali. Incredibili e conosciuti. Sì, perché in paesi come il nostro ci conosciamo un po’ tutti, così i due, si sono costruiti col tempo un fama di furbacchioni. Ora, le ragazze del posto l’hanno testati molto bene, come fare? Rompere le palle a quelle di fuori, no? Così ogni estate da ormai più di dieci anni, via con il tour delle bufale. Mauro a volte ci si arrabbia, ma cosa fai? Del resto non si può mica essere tutti uguali. E poi, dalle nostre parti c’è così poco da divertirsi…
“Ehi, ragazzi! Perché non siete venuti a vedere ‘ste tipe? Ce n’era qualcuna che quasi, quasi…” – esordì Paolo, dopo averci raggiunto alla gelateria-
“Mah, senti, io sono rimasto qui con Mauro a tirarlo un po’ su, dopo la Dalila…”
“Appunto per questo, almeno si rifaceva gli occhi, no? E poi dai, guardatevi intorno, quanto bella roba c’è.” – riprese Enzo mentre si girava a trecentosessanta gradi come fosse un faro –
“Lasciatemi stare, ragazzi. Non sono proprio in vena stasera.” – continuò lui finendo il cono –
“Scherzavo, testina! Senti, mica puoi rovinarti l’estate in questo modo. Si vede che doveva andare così. Piuttosto, che si fa? Si va in discoteca oppure…” - propose Enzo sistemandosi su una sedia della gelateria –
“Io non ho tanta voglia del casino, ed in discoteca certo non puoi nemmeno chiacchierare. E poi, guardate, con tutto quel fumo. A me non va più di tornare a casa verso le quattro di mattina coi vestiti impregnati dal fumo.” - dissi io, pulendomi le labbra –
“Ok, allora si fa un giro con la macchina verso Cecina, poi si va a letto.” – suggerì Paolo –
Lungo la vecchia Aurelia parlavamo di tutto, dalla politica allo sport, dal lavoro alla musica. Benché fossimo diversi, su molti punti concordavamo e poi, fondamentalmente eravamo amici.
Quella strada la facevamo da anni e la conoscevamo centimetro per centimetro, eppure…Guidava Paolo, la sua Polo millesei con andatura moderata procedeva verso sud. Giunti ad un incrocio, poco prima di Vada, dallo stop di destra, ecco una macchina di grossa cilindrata con una roulotte che s’immette sulla strada senza fermarsi al segnale. Ore 24.e 35, le autoambulanze caricano Paolo ed Enzo ormai senza vita. Io sono sotto choc. Rimango seduto ai bordi della strada e Mauro è trasportato all’ospedale per dei controlli. Tutt’intorno grovigli di metallo, fumi acri e di gomme bruciate e chiazze di sangue. Io non sento altro, ne grida, ne pianti soltanto il peso della disperazione e dell’incoscienza. L’altro, il turista tedesco cerca di spiegarsi, sembra che non abbia ancora capito cosa sia davvero successo. Eppure, quella strada che percorrevamo sempre da anni, era ormai diventata la tomba di due miei amici. Ore 01 e 05, i genitori di Paolo ed Enzo piangono mentre disperatamente chiedono lumi alla polizia. Penso che per fortuna non sono ancora arrivati a me. Ore 1 e 20 circa, ci sono i miei, ma io rimango muto, sento soltanto loro che mi abbracciano e piangono. Ore 1 e 45, la polizia mi rivolge qualche domanda ma capiscono il mio stato e mi rimandano a casa. I genitori di Mauro non li ho visti, forse sono all’ospedale. Ore 2 e 30, io chiudo gli occhi ma non dormo.

© Maurizio Piccirillo, da “Battiti anomali”

Il libro
Storie della provincia toscana.
Storie di follia quotidiana, solitudine, amore, stress, incomunicabilità... I personaggi di queste storie sono tutti attraversati e afflitti, a volte inconsapevolmente, dai malesseri della nostra società. Quei malesseri che, come un cancro oscuro, ci stanno cambiando, stanno cambiando i modi stessi della convivenza.
Racconti inquietanti e sorprendenti, fette di realtà, metafore di un presente poco (o affatto) rassicurante.

L'Autore
Maurizio Piccirillo è nato a Cercola, in provincia di Napoli, nel 1968, ma vive e lavora in Toscana. Musicista, poeta e scrittore assai prolifico, ha pubblicato le raccolte poetiche Dietro le Nuvole (1998), Le Lacrime degli Angeli (2001), Il Sentiero (2002), L’Albero di sale (2004), Il Sibilo dei sommersi (2005), L’Ultimo chiuda la porta (2006), Poesie scelte 1998-2004 (2006), e le opere di narrativa Binari di solitudine (2002), Sussurri & Sospiri (2003), Angeli, Barboni & Cavalieri (2004), Benzennerdezoster (2005).

Maurizio Piccirillo <iziobenz@freemail.it>


 

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.