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A Castiglioncello
A Castiglioncello, d’estate fanno le selezioni
regionali di Miss Italia. Paolo ed Enzo sono sempre lì, mica per
vedere di concludere, ci mancherebbe. Quanto per esserci. Hanno
sempre svolto questa funzione, loro. Apparire, non certo essere.
Secondo loro, infatti, conta molto l’abito. Io li trovo eccessivi ed
anche Mauro è d’accordo. Io, Paolo, Enzo e Mauro, ci conosciamo da
una vita e siamo tutti ultra trentenni. Ognuno di noi ha sempre
lavorato, chi in comune, chi in fabbrica, senza infamia e senza
lode. Mauro è stato l’unico di noi che ha avuto una storia seria ma
finita male. Per questo lui ha deciso di non avere più rapporti con
una donna, è sfiduciato.
“La delusione è stata tanta. Io amavo Dalila.” – sussurrò al mio
orecchio, mentre stavamo seduti sul muretto in Piazza della
Vittoria.
“Vedrai, Mauro che col tempo troverai un’altra brava ragazza.”
“Per l’amor di Dio, adesso proprio non desidero altro che star da
solo.”
“Scusami tanto, io te lo dicevo per tirarti un po’ su il morale. E
poi guarda quegli altri due babbei di Paolo ed Enzo, che tristezza
vederli sbavare sulle ragazzine di diciassette, diciotto anni.”
“Ma vedi, Leo, loro sono così. Gli interessa soltanto quel tipo di
ragazza lì. Se gli va bene se la portano a letto, se va male, avanti
un’altra, no? Io invece sono diverso, lo sai.”
“Lo so. In ogni caso, che ne dici di mangiarci un gelato?”
“Ma si dai, meglio che star qui a pronunciare i soliti discorsi.”
La gelateria dista solo pochi metri e rapidamente ci mettemmo pure a
sedere al tavolino. L’afa era terribile pur essendo alle dieci di
sera. Sopra la passerella messa su dagli operai del comune,
sfilavano ragazze nella speranza di essere elette, mentre
osservavamo quei due dei nostri amici che si mostravano come se
fossero operatori del settore. A me, a differenza di Mauro, facevano
ridere e, sotto, sotto, talvolta l’invidiavo perché loro non si
creavano minimamente dei problemi. Per loro la donna doveva essere
soltanto usata e incredibilmente discreta. Spesso, quando si
conosceva qualche ragazza, loro due si mettevano d’accordo a chi la
sparava più grossa. Siamo passati da ingegneri informatici, ad
avvocati di successo, poi, dopo aver scoperto che per le donne i più
fighi erano magari attori, musicisti e scrittori, Paolo ed Enzo
studiavano persino passi di letteratura o motivetti musicali.
Incredibili e conosciuti. Sì, perché in paesi come il nostro ci
conosciamo un po’ tutti, così i due, si sono costruiti col tempo un
fama di furbacchioni. Ora, le ragazze del posto l’hanno testati
molto bene, come fare? Rompere le palle a quelle di fuori, no? Così
ogni estate da ormai più di dieci anni, via con il tour delle
bufale. Mauro a volte ci si arrabbia, ma cosa fai? Del resto non si
può mica essere tutti uguali. E poi, dalle nostre parti c’è così
poco da divertirsi…
“Ehi, ragazzi! Perché non siete venuti a vedere ‘ste tipe? Ce n’era
qualcuna che quasi, quasi…” – esordì Paolo, dopo averci raggiunto
alla gelateria-
“Mah, senti, io sono rimasto qui con Mauro a tirarlo un po’ su, dopo
la Dalila…”
“Appunto per questo, almeno si rifaceva gli occhi, no? E poi dai,
guardatevi intorno, quanto bella roba c’è.” – riprese Enzo mentre si
girava a trecentosessanta gradi come fosse un faro –
“Lasciatemi stare, ragazzi. Non sono proprio in vena stasera.” –
continuò lui finendo il cono –
“Scherzavo, testina! Senti, mica puoi rovinarti l’estate in questo
modo. Si vede che doveva andare così. Piuttosto, che si fa? Si va in
discoteca oppure…” - propose Enzo sistemandosi su una sedia della
gelateria –
“Io non ho tanta voglia del casino, ed in discoteca certo non puoi
nemmeno chiacchierare. E poi, guardate, con tutto quel fumo. A me
non va più di tornare a casa verso le quattro di mattina coi vestiti
impregnati dal fumo.” - dissi io, pulendomi le labbra –
“Ok, allora si fa un giro con la macchina verso Cecina, poi si va a
letto.” – suggerì Paolo –
Lungo la vecchia Aurelia parlavamo di tutto, dalla politica allo
sport, dal lavoro alla musica. Benché fossimo diversi, su molti
punti concordavamo e poi, fondamentalmente eravamo amici.
Quella strada la facevamo da anni e la conoscevamo centimetro per
centimetro, eppure…Guidava Paolo, la sua Polo millesei con andatura
moderata procedeva verso sud. Giunti ad un incrocio, poco prima di
Vada, dallo stop di destra, ecco una macchina di grossa cilindrata
con una roulotte che s’immette sulla strada senza fermarsi al
segnale. Ore 24.e 35, le autoambulanze caricano Paolo ed Enzo ormai
senza vita. Io sono sotto choc. Rimango seduto ai bordi della strada
e Mauro è trasportato all’ospedale per dei controlli. Tutt’intorno
grovigli di metallo, fumi acri e di gomme bruciate e chiazze di
sangue. Io non sento altro, ne grida, ne pianti soltanto il peso
della disperazione e dell’incoscienza. L’altro, il turista tedesco
cerca di spiegarsi, sembra che non abbia ancora capito cosa sia
davvero successo. Eppure, quella strada che percorrevamo sempre da
anni, era ormai diventata la tomba di due miei amici. Ore 01 e 05, i
genitori di Paolo ed Enzo piangono mentre disperatamente chiedono
lumi alla polizia. Penso che per fortuna non sono ancora arrivati a
me. Ore 1 e 20 circa, ci sono i miei, ma io rimango muto, sento
soltanto loro che mi abbracciano e piangono. Ore 1 e 45, la polizia
mi rivolge qualche domanda ma capiscono il mio stato e mi rimandano
a casa. I genitori di Mauro non li ho visti, forse sono
all’ospedale. Ore 2 e 30, io chiudo gli occhi ma non dormo.©
Maurizio Piccirillo,
da “Battiti anomali”
Il libro
Storie della provincia toscana.
Storie di follia quotidiana, solitudine, amore, stress,
incomunicabilità... I personaggi di queste storie sono tutti
attraversati e afflitti, a volte inconsapevolmente, dai malesseri
della nostra società. Quei malesseri che, come un cancro oscuro, ci
stanno cambiando, stanno cambiando i modi stessi della convivenza.
Racconti inquietanti e sorprendenti, fette di realtà, metafore di un
presente poco (o affatto) rassicurante.
L'Autore Maurizio
Piccirillo è nato a Cercola, in provincia di Napoli, nel 1968, ma
vive e lavora in Toscana. Musicista, poeta e scrittore assai
prolifico, ha pubblicato le raccolte poetiche Dietro le Nuvole
(1998), Le Lacrime degli Angeli (2001), Il Sentiero (2002), L’Albero
di sale (2004), Il Sibilo dei sommersi (2005), L’Ultimo chiuda la
porta (2006), Poesie scelte 1998-2004 (2006), e le opere di
narrativa Binari di solitudine (2002), Sussurri & Sospiri (2003),
Angeli, Barboni & Cavalieri (2004), Benzennerdezoster (2005).
Maurizio Piccirillo <iziobenz@freemail.it>
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