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Mario Gazzola
RAVE DI MORTE - romanzo
Ugo Mursia Editore
Codice 23712P - EAN 978-88-425-4088-5, pp. 176, € 12,00
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1.
New York, Sonar
Building
12 settembre 2025, ore 11,30 a.m
Il critico musicale viene scortato all’interno del bunker
dell’etichetta discografica Sonar da una pattuglia antipirateria in
assetto da guerra urbana. Lo fanno entrare da un accesso segreto
legato dalle flexmanette, bendato e con un tappo in bocca che sembra
una gag-ball da bondage.
Così immobilizzato il giornalista raggiunge la camera stagna che
custodisce come un’ostrica blindata i preziosi file del primo vero
album della grande Yorki Amor, dopo solo alcuni singoli
spaccaclassifiche, per un ascolto in anteprima. Il disco è un
concept album di 34 canzoni che si snoda per ben 124 minuti di
musica, ispirata ai traumi dei reduci della Quarta Campagna
Irachena. La musica gli verrà spruzzata sui padiglioni auricolari
tramite uno speciale spray sonoro, un nuovo brevetto segreto della
Sonar i cui effetti svaniscono dalla corteccia cerebrale dopo 6 ore.
Il tempo necessario a completare un ascolto e trascrivere per i
lettori il suo riverito parere sull’opportunità di acquistare o meno
un nuovo cd.
“Secondo me siete diventati completamente paranoici, Lene”, sibila il
critico appena stappato verso la responsabile ufficio stampa &
promozione della Sonar, che gli si fa incontro gioviale per
salutarlo.
“Secondo me hai ragione, Les”, risponde ancor più gioviale lei,
atteggiando la bocca ad una cortese espressione di dispiacere e
piegandosi a novanta gradi per dargli un bacio sulla guancia mentre
è ancora legato su un lettino a rotelle paraospedaliero. “Ma sai che
adesso queste sono le procedure di sicurezza per un lancio. Specie
se è un’uscita che qualcuno ha budgettato possa superare i dieci
milioni di copie vendute”, sorride.
“Nientemeno. E, dimmi un po’, come pensate di vendere questo
sfracello, se i buoni vecchi bluCD ormai li compra sì e no un
americano su 10.000, e più della metà di quei pochi ormai è
completamente sorda?”.
“La maggior parte non sono veri sordi, lo sai. Per farglielo capire,
stiamo investendo pesantemente in una campagna di psicanalisi
promozionale, con lo slogan ‘Ricomincia A Suonare Una Musica
In Te ’. Ormai paghiamo più strizzacervelli noi del servizio
sanitario nazionale, non hai ricevuto i mini clip sul palm? Comunque
è vero, le vendite del prodotto al pubblico non raggiungerebbero mai
quella cifra da sole: adesso il vero business è vendere
l’entertainment alle forze armate. Medio Oriente, Balcani,
Nordafrica, Confederazione Italica e bacino del Mediterraneo, Sud
Est Asiatico… ci sono più truppe al fronte che americani in America.
Se poi parte la Quinta Campagna Irachena, come dicono, ci saranno
concerti nel deserto, proiezioni di film negli alloggiamenti, quiz,
sport… chi credi che giri tutti quei bei notiziari di guerra con le
riprese dei bombardamenti all’infrarosso? E chi credi che ci metta
le colonne sonore? E quei finti snuff con donne arabe
torturate che fanno impazzire i marines quando credono di scoprirli
per caso in rete…?
Adesso però piantala di pensare ai nostri affari, abbiamo già un
servizio marketing”, punzecchia Lene, “e concentrati sulla musica.
Vedrai, sono sicura che ti piace da morire”.
“E come faccio a ricordarmi centoventiquattro minuti di musica per
non scrivere solo cazzate scopiazzate dalla vostra cartella
stampa?”.
“Con la tua consumata esperienza, Les”, ammicca lei. “Sai che sei il
primo in tutti gli Stati Uniti ad ascoltare l’album, no? Oggi,
sdraiati su lettini così ci sono solo un tuo collega a Berlino, uno
a Istambul e uno a Honk Kong (lui ha il lettino a croce di
Sant’Andrea)”, sussurra vezzosa. “Mica la offriamo al primo che
capita, quest’opportunità, ti pare? Beh, bando alle ciance: sta
arrivando il Dr. Caligar, il nostro strizzatimpani, col tuo
spray. Concentrati e goditi il viaggio sonoro, Les. Ci vediamo dopo,
così mi dici com’è stato. E ricordati: voglio le copertine di tutte
e quattro le edizioni!”. E scivola fuori dalla stanza ondeggiando la
minigonna di similpelle vintage, lasciandolo solo, sempre legato al
suo lettino chirurgico, con quel tipo in camice bianco, la faccia da
ragioniere. “Ma lo sai che non dipendono tutte da me…”.
“Il freddo iniziale può darle un po’ fastidio, signor Peels”, dice
lo specialista con una bomboletta in mano. “Ma durerà solo un paio
di secondi. Il resto dovrebbe valere la pena, anche se nessuno di
noi in realtà l’ha potuto sentire, nemmeno qui alla Sonar, è top
secret. Siccome è la prima volta che usiamo lo spray in promozione,
le chiedo di segnalarmi se percepirà dei disturbi acustici all’avvio
del primo brano, in modo che possa segnalarlo a mia volta al Reparto
Ricerche. Comunque, stia certo che non c’è alcuna conseguenza
negativa per la salute: l’abbiamo testato su cavie (anche parecchi
italici, sono i più duri) fino allo sfinimento!
È pronto, signor Peels?”.
“Sì”.
“Allora buon ascolto”.
Ffffffffffffffffffthhh…
E parte la musica.
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Policromi coriandoli
neopsichedelici, evocati dall’uso di chitarre Gretsch col
tremolo (come in certo garage rock dei mid-sixties)
turbinano fra le battute lascive di un’oscura ritmica
elettronica trip hop, che nei momenti più drammatici si
spinge a lambire un disturbante noise postindustriale, senza
mai deflagrare veramente. In tre brani, la presenza di una
sezione fiati caldamente swing dona all’insieme un’atmosfera
rétro gustosamente lounge, che stempera il clima minaccioso
in un recupero ironico delle colonne sonore morriconiane dei
vecchi film noir. Una produzione molto curata e attenta a
controllare gli estri dark di Yorki fa sì che nessun brano
suoni veramente claustrofobico o cerebrale come i suoi primi
singoli. E comunque, la voce con cui la Amor carezza le sue
malinconiche storie di amori perduti e impossibili è miele e
rosolio che cola anche sulla più nera pece, pizzicando le
corde delle nostre anime inquiete… |
Questa e altra
spazzatura in puro critichese detta di getto Lester Peels al vocal
pocket writer, tornando al suo studio dopo essere stato
riaccompagnato all’elitaxi – sempre legato e bendato – dalle guardie
antipirateria, educatamente ricomposto, abbracciato e baciato dalla
suadente Lene.
“Allora, ne è valsa la pena?”.
“Massì, però la prossima volta cercate di progettare dei lettini che
consentano anche di stare dritti, o almeno seduti come in poltrona,
non sono ancora malato!”.
© Mario
Gazzola, da "Rave di morte"
Il libro
“Rave di morte”, il
romanzo d'esordio di Mario Gazzola, è una sfida continua di
citazioni e rimandi storici che spaziano attraverso tutte le
stagioni rock fino alla techno più estrema, ma è anche un
provocatorio spaccato della follia del marketing discografico, in
cui l'immagine è diventata più importante dei suoni e l'industria
musicale si è trasformata in una mostruosa macchina di propaganda e
distruzione di massa, organica a una “politica-spettacolo” che tutto
può e a nessuno concede sconti.
Per il suo debutto nella narrativa, Gazzola ha attinto a piene mani
dalla sua esperienza di critico e di esperto musicale: mescolando
con abilità diversi filoni della letteratura fantascientifica,
Gazzola ha dato vita a un romanzo ambientato nel 2025, alle soglie
dalla Quinta Campagna Irachena. In un mondo che sta pericolosamente
sfiorando l'autodistruzione, tra attentati terroristici e guerre che
nessuno osa più definire giuste, esplode la voce straordinaria di
una nuova cantante pop, Yorki Amor. Una voce bella al punto da
scatenare i sospetti del protagonista, il critico Lester Peels, che
finirà per scoprire il groviglio di interessi economici, militari e
politici che si nascondono dietro il patinato mondo del musicbiz.
Avvincente, musicalmente impeccabile, il romanzo trascina il lettore
in un labirinto di stimoli acustici che nascondono domande
inquietanti sulle manipolazioni sensoriali a cui tutti, consapevoli
o no, siamo sottoposti.
L'Autore
Mario Gazzola è nato nel 1964. Ha
scritto di musica su diverse testate, tra cui «Rockerilla»,
«Rockstar», «Musica!» de «la Repubblica», «Panorama», «l'Espresso»,
«Musica & Dischi», «JAM». Ha collaborato con Radio Lodi, Radio
Popolare e attualmente collabora con CiaoRadio. Autore di diversi
racconti, si muove nel campo multimediale in tutte le sue forme.
Rave di morte è il suo primo romanzo.
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