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Mario Gazzola

FRANCO SANTAMARIA

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NARRATIVA / MARIO GAZZOLA


Rave di morte

Mario Gazzola, Rave di morte

Mario Gazzola
RAVE DI MORTE - romanzo
Ugo Mursia Editore
Codice 23712P - EAN 978-88-425-4088-5, pp. 176, € 12,00

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Ugo Mursia Editore, Via Melchiorre Gioia, 45 – 20124 Milano
Tel. +39 02 6737 8515; +39 334 6094 973
E-mail: ufficiostampa2@mursia.com

 

1.

New York, Sonar Building
12 settembre 2025, ore 11,30 a.m

Il critico musicale viene scortato all’interno del bunker dell’etichetta discografica Sonar da una pattuglia antipirateria in assetto da guerra urbana. Lo fanno entrare da un accesso segreto legato dalle flexmanette, bendato e con un tappo in bocca che sembra una gag-ball da bondage.
Così immobilizzato il giornalista raggiunge la camera stagna che custodisce come un’ostrica blindata i preziosi file del primo vero album della grande Yorki Amor, dopo solo alcuni singoli spaccaclassifiche, per un ascolto in anteprima. Il disco è un concept album di 34 canzoni che si snoda per ben 124 minuti di musica, ispirata ai traumi dei reduci della Quarta Campagna Irachena. La musica gli verrà spruzzata sui padiglioni auricolari tramite uno speciale spray sonoro, un nuovo brevetto segreto della Sonar i cui effetti svaniscono dalla corteccia cerebrale dopo 6 ore. Il tempo necessario a completare un ascolto e trascrivere per i lettori il suo riverito parere sull’opportunità di acquistare o meno un nuovo cd.
“Secondo me siete diventati completamente paranoici, Lene”, sibila il critico appena stappato verso la responsabile ufficio stampa & promozione della Sonar, che gli si fa incontro gioviale per salutarlo.
“Secondo me hai ragione, Les”, risponde ancor più gioviale lei, atteggiando la bocca ad una cortese espressione di dispiacere e piegandosi a novanta gradi per dargli un bacio sulla guancia mentre è ancora legato su un lettino a rotelle paraospedaliero. “Ma sai che adesso queste sono le procedure di sicurezza per un lancio. Specie se è un’uscita che qualcuno ha budgettato possa superare i dieci milioni di copie vendute”, sorride.
“Nientemeno. E, dimmi un po’, come pensate di vendere questo sfracello, se i buoni vecchi bluCD ormai li compra sì e no un americano su 10.000, e più della metà di quei pochi ormai è completamente sorda?”.
“La maggior parte non sono veri sordi, lo sai. Per farglielo capire, stiamo investendo pesantemente in una campagna di psicanalisi promozionale, con lo slogan ‘Ricomincia A Suonare Una Musica In Te ’. Ormai paghiamo più strizzacervelli noi del servizio sanitario nazionale, non hai ricevuto i mini clip sul palm? Comunque è vero, le vendite del prodotto al pubblico non raggiungerebbero mai quella cifra da sole: adesso il vero business è vendere l’entertainment alle forze armate. Medio Oriente, Balcani, Nordafrica, Confederazione Italica e bacino del Mediterraneo, Sud Est Asiatico… ci sono più truppe al fronte che americani in America. Se poi parte la Quinta Campagna Irachena, come dicono, ci saranno concerti nel deserto, proiezioni di film negli alloggiamenti, quiz, sport… chi credi che giri tutti quei bei notiziari di guerra con le riprese dei bombardamenti all’infrarosso? E chi credi che ci metta le colonne sonore? E quei finti snuff con donne arabe torturate che fanno impazzire i marines quando credono di scoprirli per caso in rete…?
Adesso però piantala di pensare ai nostri affari, abbiamo già un servizio marketing”, punzecchia Lene, “e concentrati sulla musica. Vedrai, sono sicura che ti piace da morire”.
“E come faccio a ricordarmi centoventiquattro minuti di musica per non scrivere solo cazzate scopiazzate dalla vostra cartella stampa?”.
“Con la tua consumata esperienza, Les”, ammicca lei. “Sai che sei il primo in tutti gli Stati Uniti ad ascoltare l’album, no? Oggi, sdraiati su lettini così ci sono solo un tuo collega a Berlino, uno a Istambul e uno a Honk Kong (lui ha il lettino a croce di Sant’Andrea)”, sussurra vezzosa. “Mica la offriamo al primo che capita, quest’opportunità, ti pare? Beh, bando alle ciance: sta arrivando il Dr. Caligar, il nostro strizzatimpani, col tuo spray. Concentrati e goditi il viaggio sonoro, Les. Ci vediamo dopo, così mi dici com’è stato. E ricordati: voglio le copertine di tutte e quattro le edizioni!”. E scivola fuori dalla stanza ondeggiando la minigonna di similpelle vintage, lasciandolo solo, sempre legato al suo lettino chirurgico, con quel tipo in camice bianco, la faccia da ragioniere. “Ma lo sai che non dipendono tutte da me…”.
“Il freddo iniziale può darle un po’ fastidio, signor Peels”, dice lo specialista con una bomboletta in mano. “Ma durerà solo un paio di secondi. Il resto dovrebbe valere la pena, anche se nessuno di noi in realtà l’ha potuto sentire, nemmeno qui alla Sonar, è top secret. Siccome è la prima volta che usiamo lo spray in promozione, le chiedo di segnalarmi se percepirà dei disturbi acustici all’avvio del primo brano, in modo che possa segnalarlo a mia volta al Reparto Ricerche. Comunque, stia certo che non c’è alcuna conseguenza negativa per la salute: l’abbiamo testato su cavie (anche parecchi italici, sono i più duri) fino allo sfinimento!
È pronto, signor Peels?”.
“Sì”.
“Allora buon ascolto”.
Ffffffffffffffffffthhh…
E parte la musica.

Policromi coriandoli neopsichedelici, evocati dall’uso di chitarre Gretsch col tremolo (come in certo garage rock dei mid-sixties) turbinano fra le battute lascive di un’oscura ritmica elettronica trip hop, che nei momenti più drammatici si spinge a lambire un disturbante noise postindustriale, senza mai deflagrare veramente. In tre brani, la presenza di una sezione fiati caldamente swing dona all’insieme un’atmosfera rétro gustosamente lounge, che stempera il clima minaccioso in un recupero ironico delle colonne sonore morriconiane dei vecchi film noir. Una produzione molto curata e attenta a controllare gli estri dark di Yorki fa sì che nessun brano suoni veramente claustrofobico o cerebrale come i suoi primi singoli. E comunque, la voce con cui la Amor carezza le sue malinconiche storie di amori perduti e impossibili è miele e rosolio che cola anche sulla più nera pece, pizzicando le corde delle nostre anime inquiete…

Questa e altra spazzatura in puro critichese detta di getto Lester Peels al vocal pocket writer, tornando al suo studio dopo essere stato riaccompagnato all’elitaxi – sempre legato e bendato – dalle guardie antipirateria, educatamente ricomposto, abbracciato e baciato dalla suadente Lene.
“Allora, ne è valsa la pena?”.
“Massì, però la prossima volta cercate di progettare dei lettini che consentano anche di stare dritti, o almeno seduti come in poltrona, non sono ancora malato!”.

© Mario Gazzola, da "Rave di morte"


Il libro

Rave di morte”, il romanzo d'esordio di Mario Gazzola, è una sfida continua di citazioni e rimandi storici che spaziano attraverso tutte le stagioni rock fino alla techno più estrema, ma è anche un provocatorio spaccato della follia del marketing discografico, in cui l'immagine è diventata più importante dei suoni e l'industria musicale si è trasformata in una mostruosa macchina di propaganda e distruzione di massa, organica a una “politica-spettacolo” che tutto può e a nessuno concede sconti.
Per il suo debutto nella narrativa, Gazzola ha attinto a piene mani dalla sua esperienza di critico e di esperto musicale: mescolando con abilità diversi filoni della letteratura fantascientifica, Gazzola ha dato vita a un romanzo ambientato nel 2025, alle soglie dalla Quinta Campagna Irachena. In un mondo che sta pericolosamente sfiorando l'autodistruzione, tra attentati terroristici e guerre che nessuno osa più definire giuste, esplode la voce straordinaria di una nuova cantante pop, Yorki Amor. Una voce bella al punto da scatenare i sospetti del protagonista, il critico Lester Peels, che finirà per scoprire il groviglio di interessi economici, militari e politici che si nascondono dietro il patinato mondo del musicbiz. Avvincente, musicalmente impeccabile, il romanzo trascina il lettore in un labirinto di stimoli acustici che nascondono domande inquietanti sulle manipolazioni sensoriali a cui tutti, consapevoli o no, siamo sottoposti.

L'Autore
Mario Gazzola è nato nel 1964. Ha scritto di musica su diverse testate, tra cui «Rockerilla», «Rockstar», «Musica!» de «la Repubblica», «Panorama», «l'Espresso», «Musica & Dischi», «JAM». Ha collaborato con Radio Lodi, Radio Popolare e attualmente collabora con CiaoRadio. Autore di diversi racconti, si muove nel campo multimediale in tutte le sue forme. Rave di morte è il suo primo romanzo.


 

 

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.