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“Libertà va cercando, ch’è sì
cara,
come sa chi per lei vita rifiuta”
Dante, Purgatorio, I, 70-2
Le sei e trenta della mattina di
Natale. Mi hanno svegliato di soprassalto i vicini di casa. Erano
già in piedi ad aprire i regali e a cantare a squarciagola “Jingle
Bells”. Pur di non sentirli sono scappato fuori di corsa. Ho ancora
il pigiama sotto i pantaloni. Sulle strade e nelle vene, il gelo.
Cerco perlomeno il privilegio della solitudine: viaggiare in
carreggiate vuote, quasi all’inglese, sulla corsia opposta rispetto
al normale. Ci sono gli altri, però. Numerose macchine, lanciate in
direzione contraria o analoga. Mi viene da chiedermi perché. Dove
vanno? Con quale diritto invadono il mio spazio, la follia fuori
tempo e fuori orario?
Lo so, è assurdo. Ma non posso fare a meno di pensarlo. Così come
non posso evitare di fuggire, ora. Lontano da tutti, ad ogni costo.
Mi infilo in un dedalo di viuzze che non conosco. Ho tutto il tempo
che voglio. E assolutamente nessun impegno o appuntamento. Mi
ritrovo in una strada sterrata. Solchi sempre più profondi
all’altezza delle ruote e sempre più alti l’erba e il pietrisco al
centro. Non c’è uno scanso, uno spazio vuoto grande abbastanza per
fare manovra. Vado avanti per chilometri. Dietro di me il nulla, una
pianura desolata e sconosciuta. Costeggio la siepe di una villa
enorme. Presagisco la presenza di una muta di cani da guardia. Mi si
affiancano, puntuali, spalancando le fauci fin quasi a mordere la
rete. Mi inseguono fino all’ingresso. Mi preparo a fare retromarcia
nel vialetto antistante l’entrata. Più velocemente possibile. Per
tornare indietro, sulla strada statale. Ma, contro ogni attesa, il
cancello automatico mi si spalanca di fronte. Sarebbe una ragione di
più per scappare rapido come un fulmine, se fossi lucido. Oggi però
è un giorno speciale. Sarà la stanchezza, la follia generata dalle
musiche e dalle campane, dallo spumante e dall’overdose di pandoro,
ma decido di premere sull’acceleratore ed entro.
Guido tra muro e muro, nei vialetti minuscoli che separano le varie
palazzine e le dependance. Sfioro la calce con gli specchietti. La
tensione, paradossalmente, svanisce. Lascia il posto alla
concentrazione, alla voglia di uscire dal labirinto. Mi ritrovo
finalmente in un prato amplissimo, quasi un piazzale da luna-park
senza giostre e baracconi. Rimango fermo. Il centro esatto di un
gigantesco bersaglio. Immobile, sotto sguardi invisibili. Minuti di
silenzio assoluto. Poi una voce, secca, poderosa, amplificata da un
megafono. “Eccolo il regalo per te, amore!”. Chissà come e perché mi
viene da pensare che le parole siano rivolte a me. Penso a uno
scherzo, qualcosa di simile a una “Candid camera”. Invece, qualche
attimo dopo, esce fuori un ragazzino di circa dieci anni, con una
giacca elegante e un cravattino rosso. Tra le mani stringe un enorme
fucile ad acqua giallo e viola. Il suo regalo sono io! D’altronde,
si sa, oggi è Natale.
Spruzza la macchina da ogni lato, urlando e sghignazzando. Dopo un
po’ cambia espressione, guarda sconsolato verso le finestre della
villa, e comincia a frignare: “Papi, non mi diverto così! Non mi
piace. Mi annoio lo stesso, papino!”
Riecheggia di nuovo il megafono.
“Sì, Gerardo bello, tieni raggione. Tieni raggione, a papà. Vedrai
che chisto ti piacerà!”.
Si fiondano nella piazza due fuoristrada da cui escono scagnozzi in
doppiopetto. Sostituiscono il mitra ad acqua di plastica con uno in
acciaio verniciato di nero. Molto più realistico. Anzi, reale.
Mi fanno cenno di aprire il finestrino e uno di loro mi borbotta in
un orecchio: “Gerardo si deve divertire! Adesso ti diamo cinque
minuti di vantaggio, poi ti veniamo a cercare con le Land Rover. Nel
parco della villa c’è un’uscita con uno sbocco verso l’esterno. Se
sei fortunato la trovi e scappi in direzione della superstrada.
Quello sarebbe il tuo Natale. Se non la trovi ti troviamo noi. E
quello sarà il Natale di Gerardo. E’ bravo quanto noi a sparare. Si
esercita fin da quando aveva cinque anni. Vai mò. Ah, dimenticavo:
nella villa ci sono una ventina di uscite. Tutte sbarrate e
invalicabili tranne una. L’estensione del parco è di un’infinità di
ettari. E’ il quinto della regione. Vengono anche quelli del WWF, il
sabato e la domenica, perché qui svernano diverse specie rare di
uccelli migratori. Il padrone concede il permesso di ingresso per
osservarli e studiarli. Eh sì, è proprio una gran brava persona. A
proposito: i tuoi cinque minuti cominciano... ora! Buona fortuna! E
buon Natale!”.
Metto in moto e ingrano le marce. Rapido, ma non frenetico. Sparisco
alla vista, lontano dalle finestre. Le strade sterrate sono deserte,
ora. Vuote. Completamente. Solo qualche cerbiatto mi osserva, e
qualche poiana. L’uscita giusta la cerco, sì, ma senza particolare
convinzione. Anzi, mi viene da pensare che se la trovassi mi
dispiacerebbe, quasi. E’ bello girare a vuoto in questo silenzio,
questo intrico di terra, erba ed acqua, sotto alberi secolari. Non
so quanto durerà, ma è proprio un gran bel regalo. Non solo per
Gerardo. Anche per me.
© Ivano Mugnaini
L'Autore
Laureato in Lettere Moderne presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Pisa.
È autore di testi di prosa, romanzi e racconti, poesia e saggistica.
Suoi testi, in particolare il romanzo “Limbo minore”
edito da Piero Manni, sono stati presentati nella Sala delle Baleari
del Comune di Pisa, nel Palazzo del Centro Studi Leopardiani di
Recanati, nella Sede dell’Ambasciata Italiana in Olanda, e nei Caffé
Letterari “Le Giubbe Rosse” di Firenze e “L’Ussero” di Pisa.
È autore di recensioni per volumi di narrativa, poesia, arte e
saggistica per alcune riviste nazionali: “Poiesis”, “L’
Immaginazione”, “La Clessidra”, e numerose
altre. Pubblica note di lettura anche su riviste diffuse tramite
Internet. In particolare “Vico Acitillo 124 - poetry wave”,
www.vicoacitillo.it, curata
da Antonio Spagnuolo e Emilio Piccolo e sul sito “Sinestesie”,
www.sinestesie.it.
È socio e collaboratore del Gruppo Internazionale di Lettura di
Pisa, fondato da Renata Giambene e attualmente diretto da Maria
Paola Ciccone.
Collabora, come autore di testi, con alcune associazioni culturali,
tra cui “Il Teatro di Campana”. Nel corso delle ultime stagioni sono
stati realizzati spettacoli di prosa e recitazioni di poesie, così
come perfomances a tema dedicate ad artisti e letterati, tra cui Van
Gogh, Rimbaud, Verlaine, Campana ed altri.
Ha presentato suoi testi, prose e liriche, all’interno di
manifestazioni e rassegne artistico-letterarie nazionali tra cui
“Versinguerra” e “Bunker Poetico”, brani letterari abbinati ad opere
artistiche all’interno della Biennale d’Arte di Venezia.
È autore di racconti premiati o segnalati in concorsi letterari, tra
i quali: Premio “Nuove Lettere“ giuria presied. da A. Bevilacqua,
Istit. Italiano di Cultura (NA); “Parole di carta“ (Roma) - con
pubblicazione su volume edito da Marsilio Editore - Venezia;
“Teramo” (TE) giuria Michele Prisco, Renato Minore, Barbara
Palombelli, Giuseppe Pontiggia, Raffaele Nigro; “Fiur’lini” (L’Aia,
Olanda) giuria Associaz. Culturale Forum; “Eraldo Miscia - Città di
Lanciano“ giuria Roberto Pazzi, Giuseppe Cassieri, Vincenzo Consolo;
“Arturo Loria“ - Carpi (MO) giuria Alberto Bertoni, Anna Prandi.
Ha pubblicato la raccolta di racconti “La casa gialla“
e il romanzo “Limbo minore“ (Piero Manni, Lecce).
È autore di liriche e raccolte di poesie premiate o segnalate in
concorsi letterari nazionali, tra cui:
Premio “Eugenio Montale“ (Roma) - Sez. Inediti Italiani - giuria
Goffredo Petrassi, Maria Luisa Spaziani; “Leopardi” Recanati giuria
Centro Studi Leopardiani; “Lerici-Pea“ (SP) giuria presied. da Folco
Portinari; “Rabelais“ (AP) giuria Paolo Ruffilli, Maria Jatosti,
Marco Sabellico; “Orfici” (PI) giuria Francesca Ceragioli - Scuola
Normale di Pisa, Luciano Luciani; “Fiorino d'Oro“ (FI) - Centro
Cult. Firenze Europa; “Camaiore“ (LU) - Sez. opere prime - giuria
Alberto Cappi, Valentino Zeichen; “Aspera“ (MI) ; “Felsina” (BO) ;
“Mimesis” (LT)...
Ha pubblicato la silloge dal titolo "Controtempo"
(Milano, 2001)
Tra i critici ed autori che hanno presieduto giurie in cui sono
stati premiati i suoi testi, si sono occupati della sua attività
letteraria o hanno scritto note o commenti sui suoi lavori,
ricordiamo: Vincenzo Consolo, Gina Lagorio, Paolo Ruffilli, Giorgio
Barberi Squarotti, Ferdinando Camon, Paolo Maurensig, Giorgio
Saviane, Michele Dell'Aquila, Umberto Russo, Walter Mauro, Andrea
Camilleri ed altri.
Collabora con racconti, poesie, recensioni e saggi con riviste
letterarie nazionali, cartacee o diffuse tramite Internet.
Blog: www.ivanomugnaini.splinder.com
Email: ivmugnaini@libero.it
- Tel. 0584.954283; Cell 333 2187403
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Il faro di Ustica
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