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A spasso tra le nuvole
Come va? Passavo di qua e....Ho
sentito riecheggiare la tua voce e mi sono fermato. Ogni tanto fa
bene fermarsi un po': in questo mondo va tutto così in fretta!
Volevo parlarti, sì! Discorrere della realtà, del tempo che va
sempre più veloce: ogni anno sembra sempre più breve del precedente
e passano come niente; se ti volti ce ne sono tanti accantonati là
che sembra impossibile averli attraversati tutti....o ci hanno
attraversato loro? Questo non lo so!
Gli esperti dicono che non esiste né il passato e né il futuro e che
l'unica entità certa sia il presente. Ipotesi affascinante, ma
mentre sei lì a pensarci un attimino su..... diventa già passato.
Dicono che il segreto sia vivere bene ed intensamente l'attimo, e lo
dicono come se fosse una cosa semplice.....è inutile negarlo: ci
sono dei momenti invivibili in cui il tempo sembra
fermarsi.....sembra! Forse è proprio questa la fregatura. Davanti ad
una delusione o di fronte ad un dolore ti lasci andare e non
reagisci come se il tempo si fosse davvero fermato. Invece no,
mentre tu sei lì tutto continua ad andare lasciandoti indietro. A
volte sai cosa penso? Bisognerebbe applicare al mondo un pulsante di
un grande cronometro virtuale, così quando una persona attraversa un
momento difficile schiaccia il pulsante ed il tempo ed il mondo si
fermano per davvero; passato il dolore si ricomincia da dove si è
lasciato, come nelle partite di basket.
Cosa dici? Sì hai ragione tu! Il mondo starebbe sempre fermo, oramai
siamo diventati sei miliardi, sai quanti momenti difficili!?!??
Forse al di là di ogni filosofica teoria, nel bene o nel male, è
proprio questa la sua bellezza, e come dice qualcuno la sua cura: lo
scorrere! Solo che come un fiume si porta via tutto, anche le cose e
le persone che vorresti tenere con te.
Lo dicevi anche tu: "La vita è dura ma passa, se ne va.......".
Lo vedi, sono di nuovo qua a dirti sempre le stesse cose....così!
L'altra volta parlavo di tempo e di cose fuori dallo scibile
nonostante tutte le spiegazioni in proposito. No, sta' tranquillo,
oggi mi chiedo solo se in me c'è qualcosa di te: un portamento, un
pensiero....
Mi ricordo che a volte parlando di alcune persone e dei loro infimi
comportamenti tu ti chiedevi: “ Siamo nel duemila ed esiste ancora
questa gente?".
Lo dicevi qualche anno fa, quando ancora c'eri ed il terzo Millennio
(a parte le date) non era ancora arrivato. Adesso nel duemila ci
siamo per davvero e....sono ancora tante le cose da cambiare, sono
sempre le solite cose, quelle che tutti sanno. Tu però, avevi
fiducia nelle persone, tu come me. Probabilmente è questo il seme
che hai lasciato in me: la fiducia nel prossimo, quella speranza che
dicevi :" Bisogna cercare di tenere viva!".
Dimmi un' ultima cosa poi vado: ora che sei a spasso fra le nuvole e
guardi il mondo da lassù. Ora che tante cose ti sembreranno stupide.
Ora che di tutta la bella esteriorità del mondo ne puoi fare a meno
e ti arriva solo la verità quella che a volte quaggiù manca. Dimmi
ce l'hai ancora tutta quella fiducia nelle persone?
Pensaci un po', poi me lo dici.....ne ha bisogno quel seme che hai
lasciato dentro di me.
Sono le sei del mattino e sto andando a lavorare proprio come facevi
tu. A quell'ora io non ti sentivo mai, avevo da dormire. Ora tocca a
me. Tocca a me uscire quando il sole non è ancora su, e devo dire
che stamattina fa tanto freddo che restare qualche ora in più a
letto non sarebbe stato male. Che tempo c'è lassù? È sempre giorno?
É sempre notte? É caldo o è freddo? Ti copri o le anime non hanno
bisogno di niente? Spero che faccia caldo e che sia un giorno di
sole, ché di freddo ne hai sentito tanto quaggiù!
Siamo a Gennaio e nonostante siano passate da un po' le sei è ancora
notte. In macchina c'è una specie di riscaldamento e l'ho acceso, ma
fa freddo e penso tante cose. Cose belle, cose brutte, dipende anche
da come ho dormito le poche ore previste dal sistema. Chissà se tu
mentre aspettavi l'autobus pensavi le stesse cose, avevi gli stessi
dubbi, o eri convinto di quello che facevi?
Io convinto non lo sono quasi mai: mi chiedo che senso ha tutto
questo: il copione che con tanto stress ed avidità, ogni giorno
recita l'umanità e lo comincia a recitare ancora prima del giorno.
Una risposta a tutto questo c'è! Il mondo che ci siamo costruiti è
un mondo fatto di bisogni superflui da soddisfare per essere
all'altezza di non so che cosa, spesso dimenticando che i bisogni
non sono sogni e alla fine possono non appagare: sai ..... non ho
ancora quarant'anni ma di morti sui marciapiedi della nostra città
ne ho incontrati davvero tanti e....quelli fanno paura. Sono fra di
noi, si nascondono, si fingono amici solamente per trascinarti nel
baratro. Noi ci abbiamo messo un po' di tempo ma queste cose le
abbiamo capite, non possiamo far finta di niente. Aspetteremo il
sole e poi lo grideremo assieme alla vita, alla gioia, alla felicità....
Sì, grideremo le nostre ragioni assieme alla vita, alla gioia e alla
felicità, ma prima dobbiamo fare una guerra che non abbiamo mai
fatto. Dobbiamo batterci contro nemici invisibili : l'ipocrisia,
l'invidia, la meschinità. Penso che queste siano le grandezze
occulte da cui non riusciamo a difenderci e che non riusciamo a
capire. Sembra che stia dicendo una cretinata, certo! L'ipocrisia,
l'invidia sono cose che tutti sanno cosa sono e dove stanno. Lo
sanno tutti.......e allora perché nel duemila esistono ancora uomini
usciti da una stessa donna ma divisi da poche centinaia di migliaia
di lire, perché?
Perché Caino continua ancora ad ammazzare Abele e Giuda continua a
tradire, perché?
Non so se a queste domanda ci sarà mai una risposta o se la risposta
siamo noi come uomini. Io non lo so, ma lassù fra le nuvole ne
parlate mai?
Avrei da dirti ancora tante cose ma arriva gente e devo tacere: va
di sicuro a finire che mi prendono per pazzo. Qui uno non ci mette
niente a dire 'quello parla da solo, quello è matto. Però puoi stare
tranquillo l'ho capito.
Sì certo è chiaro!
Cambierà se cambierò è questa la cura, la ricetta.
Poi non so.
Cambierà se cambierò!
Ciao Papà, ciao...ciao.
Ieri
Parlare del "passato" come di
qualcosa oramai andato mi sembra sbagliato, poiché esistono persone
che vivono di passato o che cercano di dimenticarlo e se lo
ritro-vano davanti, e persone che attingono dal passato i giusti
sentimenti per vivere ina-spettate situazioni, e persone che
purtroppo il passato lo hanno subito e ne portano dentro
l'indelebile segno.
Ieri non è soltanto il giorno andato, quello con una cifra in meno a
quello di oggi. Ieri è qualcosa che almeno in parte resta nella
memoria e ti arricchisce con sensa-zioni che porterai sempre con te
durante il viaggio.
Ieri è una stanza abbandonata in una grande casa, dove col passare
dei minuti, delle ore, dei giorni e degli anni hai accumulato tutte
quelle cose che al momento non ti servivano, ma all'occasione sai
che sono lì..........
Una situazione vissuta con una certa intensità, un incontro
importante, uno sguardo che ti è rimasto impresso; il professore che
ti ha fatto l'esame di maturità, la prima masturbazione, la prima
volta che hai fatto l'amore, lo sguardo severo di tuo padre; qualche
schiaffo, quando hai pagato per fare l'amore; le persone attorno a
te ad un funerale o su di un treno che ti portava lontano o al mare
o in città, qualche addio......dei tanti momenti vissuti, il tempo
col suo scorrere ne potrà smussare i contorni, delle persone
digradarne i volti, ma delle sensazioni provate in quei mo-menti ti
rimarrà dentro qualcosa in più di un ricordo senza nessun peso e
nessuna importanza.
Qualcuno disse " Nessuno è senza passato", forse per dire che il
passato con il presente è l'unico binomio certo del nostro vivere.
Il futuro non è arrivato ancora, e credo che nessuno abbia la
facoltà o la fortuna di firmare un improbabile e virtuale documento
per esserci quando esso arriverà.
Per esprimermi meglio devo ritornare all'esempio di poco fa, quando
paragonavo ieri ad una stanza abbandonata di una grande casa: per
riuscire a vivere in quella casa con la necessaria armonia, bisogna
farlo tenendo conto della stanza abban-donata, ma non commettere mai
l'errore di vivere in funzione di essa, basterebbe un solo istante.
Comunque sia il tempo resta un egoista, pensa solo a se stesso ed
alla sua folle corsa ignorando le inevitabili senescenze da lui
provocate, anche se, per contrasto al suo scorrere, in certi momenti
ti volti indietro e ti accorgi che tanti "ieri" sono ancora là!
Gli attimi che stiamo vivendo saranno i futuri ieri e dovrebbero
essere vissuti e respirati tenendo presente questo piccolo
particolare. In ultima analisi, bisogne-rebbe riuscire a vivere bene
il presente pur pensando in qualche modo al futuro. Come dicevano
gli antichi bisognerebbe ' friggere il pesce e riuscire a tener
d'occhio il gatto'. Potrebbe essere in queste semplici parole la
chiave ma
intanto................ .........tic...tac...tic...tac....tic...ta.c.....
© Giuseppe Bianco,
da “Lungo le strade del tempo”
Il libro
[...] ...
l’immagine di copertina, come il contenuto del libro, riflette la
personalità dello scrittore e lancia un primo messaggio al
potenziale lettore: un uomo, di colore, in piedi e di spalle, con in
primo piano le mani poste dietro la schiena, un uomo dagli abiti
dimessi, in attesa. Cosa aspetta? Verso cosa guarda?
Le risposte le ho trovate nel libro, formulate spesso in modo
palese, altre volte le ho cercate tra le righe, qualche volta le ho
immaginate, proprio come lo scrittore voleva che facessi perché è
giusto che ognuno legga con i suoi occhi, intenda a seconda del suo
modo di discernere e concluda nel modo più appagante possibile.
È una raccolta di racconti che in nove momenti diversi ci introduce
a storie di vita reale e ci permette di apprezzare l’arte narrativa
dello scrittore che, come giusta-mente viene sostenuto nella
prefazione, tratta problematiche attuali senza preten-dere di dare
una soluzione.
Ci troviamo catapultati fin dall’inizio tra le parole che Giuseppe
Bianco definisce “fotografie di sentimenti” perché come istantanee
racchiudono le “espressioni facciali dell’anima”. [...]
Ed è piacevole andare in giro con il nostro Autore, tra le tematiche
che si incrociano e le stupende immagini che si susseguono cariche
di reconditi significati, sotto i flash retrospettivi che
scandiscono in modo incisivo il percorso della narrazione
intercalato da un presente che lampeggia e si spegne… appena un
momento…
Ed il pensiero torna all’immagine dell’uomo in copertina: cosa
aspetta? cosa guarda? Io credo di averlo capito. Vi aspetto per un
confronto, quando anche voi avrete letto “Lungo la strada del tempo”
…senza esservi persi! (Anna Bruno)
Note biografiche di Giuseppe Bianco
Scrittore, poeta e promotore
culturale, Giuseppe Bianco consegue nel 2000 una Segnalazione
speciale al premio Letterario Nazionale A.D.I. (Associazione
Doganale Italiana). Nello stesso anno vince il premio Letterario
“Città di Crispano”, con il racconto “A spasso fra le nuvole” e
organizza il premio Letterario Nazionale “Tra le parole e
l’infinito”, del quale è ideatore, e ne cura la presentazione e la
pubblicazione dell’antologia omonima. Curerà questo premio e ne
pubblicherà l’antologia delle opere vincitrici anche negli anni 2001 e 2002.
Nel 2001 vince la 13a edizione del premio Letterario nazionale
“Silarus”, con il racconto “Il profumo della primavera”. Pubblica il
racconto “Un vecchio blues” inserito nel volume “Il baule delle
storie perdute” (edizioni Araba Fenice) e la raccolta di racconti
“Lungo la strada del tempo” (edizioni Spartaco). Fa parte del
comitato d’onore del premio internazionale “Ruggero II il Normanno”.
Scrive la pagina culturale del mensile “Free-Press” e collabora con
la rivista d’informazione culturale "Voci”.
Nel 2002 fa parte della giuria del premio Letterario nazionale
organizzato dall’associazione culturale “Il Buco” di S. Nicola la
Strada (CE) ed è riconfermato nel comitato d’onore del premio
Nazionale “Ruggero II il Normanno”.
Nel 2003, con il racconto “ Il fratello di Giovanna”, scritto con e
da un'idea di Donatella Garitta, vince il “Narrativa Art Festival”
edizione 2002, organizzato dal circolo degli universitari di
Afragola. Al premio Nazionale di Poesia “Città di Crispano” risulta
quarto classificato con “Ma quale pace”. Organizza il "Premio città
di Caivano” (evoluzione di "Tra le parole e l'infito"). Pubblica
on-line “Le parole per te - Il sito da scrivere e da leggere”. Cura
la pubblicazione di "Un mondo di Parole", antologia delle opere
vincitrici del premio Letterairo Nazionale “Città di Caivano”.
Nel 2004 risulta secondo classificato al Premio Letterario Nazionale
di Roma “Parole per amare” con il racconto epistolare “Stanamore”;
secondo classificato alla 15° edizione del Premio Letterario
Nazionale “Santuario Madonna di Montalto” di Messina; terzo
classificato al Premio Letterario Nazionale “I nuovi orizzonti
dell'arte”, organizzato dal CLC “Eugenio Montale” di Casal di
Principe (CE), con la poesia “Piccolo fiore nero”; menzione al
merito per il libro “Lungo la strada del tempo”, nell'ambito della
Biennale Culturale organizzata dall'Accademia di Arti, Scienze e
Lettere “Terra del Vesuvio”. Pubblica il racconto “La passeggiata”
inserito nel volume “Faximile - 49 Riscritture” (Frilli editrice).
Organizza la 5a edizione del “Premio Città di Caivano” e ne cura la
pubblicazione dell'antologia. Fa parte della giuria del Premio
Letterio Nazionale “L'arcobaleno della vita” di Rovigo.
Nel 2005 pubblica il racconto “Il profumo della primavera” inserito
nel libro “Il lavoro nobilita?” a cura dell'associazione A3 di
Genova e il racconto “Ancora viva” inserito nel libro “Vedi napoli e
poi scrivi” (Kairos Edizioni).. Ottiene la Segnala-zione speciale al
Concorso Internazionale “V. Rispoli” e il Premio della Giuria al
Premio Letterario Nazionale “Vivere Baiano”. Organizza la 6a
edizione del “Premio Città di Caivano”. Fa parte della giuria del
Premio Internazionale “L'arcobaleno della vita” di Lendinara (Rovigo).
Nel 2006 pubblica sulla rivista Prospektiva il racconto “L'amore è
una storia troppo grande” selezionato dalla casa editrice
Prospettiva; il racconto “Una notte con Fernanda” nel volume “Oxè
racconti erotici italiani” (Zona editrice); il racconto “Senza
Parlare” nel volume “Angeli” (Keltia Editrice). Cura con Monica
Schiaffini ed in collaborazione con Homoscrivens.it la raccolta di
poesie “Le parole per te” (Giulio Perrone Editore). Ottiene la
Menzione Speciale al concorso Nazionale di Narrativa “Totus Tuus”
organizzato da “Il Gazzettino del Tirreno”; risulta 4° clas-sificato
al concorso Letterario Nazionale di Poesia e Narrativa A.V.I.S
Capannoli (Pisa). È in giuria nel concorso letterario nazionale
“Napoli Cultural Classic” orga-nizzato dall'omonima associazione e
al Premio Letterario Internazionale “L'arcoba-leno della vita”.
Organizza la 7a edizione del Concorso Letterario “Premio Città di
Caivano - Le parole per te”.
Nel 2007 è in giuria al Concorso Letterario per ragazzi “Il dolce in
racconto”. Pubblica la raccolta di racconti "Chiedilo all'amore"
(Albus edizioni).
Recensione di Anna Bruno a "Lungo le strade del tempo"
da "Chiedilo all'amore" |