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Giuseppe Bianco
CHIEDILO ALL'AMORE - racconti
Albus Edizioni-ISBN 978-88-902949-1-4, pp. 137, € 10,00
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Dal racconto "Paly
it again"
(…) E… fecero l’amore. In un
mondo impegnato a costruire la guerra loro si persero per le vie del
vecchio sentimento. Un bacio li univa a dispetto delle bombe che
scoppiavano tutt’intorno. Ansimavano fra tutti quelli che urlavano.
La macchina, la strada, l’umidità della sera, basta poco per far
battere un cuore, non c’è bisogno di molto frastuono.
E un uomo e una donna. Un uomo e una donna si fusero l’uno
nell’altra. Profumo di burro sciolto nel tegame, voglia e bisogno di
essere una sola cosa, come il cielo e il tramonto, la notte e la sua alba.
Fecero l’amore nell’umidità della sera, nei ricordi e nel futuro. Si
scambiarono sentimenti senza chiederli e senza negarli: tutto e
niente nello stesso istante come la poesia. Nel solo attimo che
avrebbero avuto per loro da lì all’infinito. Erano due botti in uno
spettacolo pirotecnico, in un solo momento lo scoppio, la luce, il
rumore, i colori e… la fine.
Era sopra di lui, lo sentiva dentro, mise le mani sulle sue spalle,
tese le braccia, tirò su il busto assieme a un sospiro. Lasciò
cadere la testa all’indietro, la riprese, strinse fra i denti il
labbro inferiore e ansimando disse: «Adesso sì. Amore. Posso
chiamarti amore. Solo qui. Solo adesso», e lasciò ricadere indietro
la testa, perdendosi in un indefinito sospiro senza se e senza ma. (…)
Dal racconto "Un mondo di parole"
Solo sognando si può mandare
la vita in avanscoperta per poi cercare
di raggiungerla e cambiarla un po’ per noi:
rispecchiarci in lei rispecchiata dai
nostri sogni…
(…) Amica mia e delle parole
scritte non so se ti è capitato mai, di svegliarti un mattino, e in
barba alle corse di ogni giorno, ritrovarti sospesa, all’impasse,
bloccata da una piacevole malinconia. Un sentimento così lieve che
passa sul cuore come l’ombra fuggevole di una nuvola sulla strada
illuminata dal sole di agosto.
Ti accorgi di avere tanto amore attorno che non può mancarti nulla,
ti rendi conto che le persone che ami sono tutte lì, eppure… resti a
seguire la traiettoria di quell’ombra, che dopo averti attraversato,
continua ad andare per le sue sinuosità.
È stato di certo un attimo, e se come in tutte le altre mattine
fossi uscita di fretta, non te ne saresti nemmeno accorta. Ma basta
un attimo, e da quel varco passano tante immagini: gli sguardi che
non hai mai conosciuto, le mani sfiorate su di un autobus, le parole
che avresti dovuto dire: tutte cose all’apparenza insignificanti.
Com’è strana la vita!
Per questo è bella.
Se riesci ad annullarti e a vivere con fiducia le situazioni che
essa ti offre, se riesci a farti trasportare dalla sua onda, ti
accorgi che il viaggio è fatto anche di posti
che non erano nei tuoi piani, di sospiri vissuti per caso.
Ma perché dire no a quello che nasce naturalmente?
Il difficile è capire se effettivamente quel che nasce nasce
naturalmente. Non credi?
I nostri simili sono presi da tanti tipi di interessi che non
potremmo mai sapere dove potranno andare a parare.
Ma tu no, forse per questo scrivo a te. E anche se non trovo le
parole giuste so già che mi capirai.
Affido i miei pensieri a una pagina bianca, così come la chiamavi
tu, ricordi?
La riempio di parole e mi accorgo che gradatamente diventa lo
specchio dell’anima mia.
Sai, rileggendo me stesso, riesco a capire che quelle ombre
passeggere fanno parte di quelle piccole cose che non si possono
spiegare, o come dici tu, si potrebbero spiegare guardandoci dentro,
ma continuano a essere troppi i pensieri che ci portano via da noi
stessi! (…)
Dal racconto "Stranamore"
È stato niente, l’orlo
d’una stella, soltanto.
Ma tornati i miei piedi sulla terra,
quanto lontano sei rimasto, cielo!
Juan Ramon Jimenez
(…) Sei dentro me, ti sento e
vorrei mandarti un SMS, ma per dirti le cose che mi girano in testa
ci vorrebbe un display grande quanto un televisore! Per dirti quello
che sai già non c’è bisogno di tanto spazio, bastano solamente tre
lettere: TVB (Ti Voglio Bene).
Ieri sera, dopo averti lasciato al telefono, non avevo ancora sonno
e mi sono messo ad ascoltare un po’ di musica. Nemmeno io vado matto
per la tivù: ci somigliamo tanto!
Per fortuna a non pensarla come la pensa il mondo siamo almeno in
due.
Qualcuno dice che le persone non s’incontrano mai per caso. A dirti
la verità non so se è davvero così, anche se le affinità che fanno
di noi due un solo pensiero sembrano testimoniarlo.
Comunque andrà a finire abbiamo vissuto un gran bel film!
Cominciò tutto così.
Due come tanti che si sfiorano tutti i giorni nella folla senza
notarsi, forse senza neanche piacersi.
E poi…?
Due sguardi che per un momento si toccano, qualche parola, un
battito di cuore e la città che comincia a sem-
brare diversa, quasi un angolo di paradiso.
Nei primi incontri il nostro era un parlare normale, col solo
difetto di essere un po’ troppo sincero. Era naturale essere amici e
raccontarsi. Parlare del tempo, dei sogni sempre troppo grandi e
scoprire che in parecchi sogni, in molte illusioni non eri sola:
c’ero io a pensarla come te. L’amicizia è un sentimento che può
nascere anche tra un uomo e una donna, sembrava tutto così logico
fin quando una sera mi dicesti: «Ti voglio Bene, questo ti
spaventa?».
Non mi spaventava, mi faceva piacere e te lo dissi. Quella sera
scoprii di volertene anch’io.
Che fortuna volersi bene in un mondo che bada solo agli interessi e
alle cose importanti!
Lentamente il nostro sentimento diventò “bene più”!
Con indifferenza parlavamo di tante cose, senza mai accorgerci che
questo strano amore che ci legava continuava a crescere e a
diventare più grande di noi; a legarci tanto da diventare un solo
pensiero da cento SMS al giorno. Un anelito continuo dall’alba al
tramonto: il primo pensiero appena svegli e l’ultimo prima di
addormentarci.
Quel volerci “bene più” diventò un amore diverso, fu così breve il
passo fra i due sentimenti che riuscì ad anticipare il nostro stesso
stupore.
“Diverso” perché doveva esserlo per forza, perché il tuo e il mio ci
aspettavano di notte dentro il letto.
Poi sentii in bocca il sapore del tuo seno, fra i denti la tua
lingua, addosso il calore del tuo corpo e, quello che con
naturalezza credevamo un “Amore diverso”, perse la seconda parola. (…)
© Giuseppe
Bianco, da "Chiedilo all'amore"
Il libro
Anche quando non entra dalla
porta principale l’amore riesce a dettare le sue leggi, a urlare
forte le sue ragioni pur non alzando la voce.
L’amore capito o subito, fatto di sesso o soltanto di parole;
l’amore platonico oppure infedele fatto di silenzi o di grandi
promesse; quello di una volta sola o quello rincorso da sempre,
appena sfiorato oppure mai raggiunto.
Un pensiero, uno scritto, un viaggio per le vie recondite di un
sentimento che, anche quando non si dimostra in modo assoluto,
riesce a essere mistero, magia, dolore, passione, ineffabile alito.
In "Chiedilo all′amore" fantasia e realtà si fondono ispirandosi a
vicenda: un piccolo gioiello di equilibri emotivi, poetici e
narrativi per un imperdibile libro.
L'Autore
Giuseppe Bianco ha pubblicato la
raccolta di racconti "Lungo la strada del tempo" (Spartaco 2001). Suoi
scritti sono presenti nei volumi "Il baule delle storie perdute"
(Araba Fenice 2001), "Faximile. 49 riscritture di opere letterarie"
(Frilli 2004), "Vedi Napoli e poi scrivi" (Kairós 2005), "Oxè. Racconti
erotici italiani" (Zona 2006), "Angeli" (Keltia 2006), "Florilegio" (Lisi
2007). Ha curato l’antologia poetica "Le parole per te" (Giulio
Perrone 2006). Ha vinto numerosi premi letterari nazionali e
gestisce il sito web www.leparoleperte.it dove dà spazio a opere di
autori esordienti o già affermati.
da "Lungo
le strade del tempo"
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