Franco Santamaria,poesia,narrativa,pittura,culturapoesia narrativa pittura arte
   

 

Giovanni Riccio

FRANCO SANTAMARIA

Opere
Hanno detto di
Franco Santamaria
Biografia
Biographie 
SALA DEGLI OSPITI
Poesia
Narrativa
Arte
Critica-Sagg.
Citazioni

Eventi Culturali Naz.
Concorsi Letter./Art.
Link Culturali

SALA DEGLI OSPITI

 

NARRATIVA / GIOVANNI RICCIO


Come alle cinque e mezza del mattino

Giovanni Riccio, Come alle 5 e mezza del mattino

Giovanni Riccio
COME ALLE CINQUE E MEZZA DEL MATTINO
Presentazione di Luigi Merola
Chirico editore, ISBN 978-88-89872-22-2, p.128, € 9,00

Per ordinare il libro:
- Chirico Editore, V.le degli Oleandri 9 - 80131 Napoli
tel. 081.7440413 - info@chiricolibri.com
- Libr. Dehoniane di Napoli, via De Pretis (081.5513655)
- Libr. Paoline di Napoli, via Duomo (081.449902)

Introduzione

MH
27 maggio 2005. Oggi compio 46 anni: pochi? molti? Certo non è un compleanno qualsiasi, e non per la cifra.
Sulla carta intestata della Divisione Ematologia del Cardarelli di Napoli, dopo il mio nome e cognome mi sono ora abituato a leggere due lettere maiuscole che, fino a qualche mese fa, avrei immaginato in un giallo o in un indovinello: MH.
MH sta per morbo di Hodgkin che, per l’esigua stramaggioranza di persone che non lo sapesse –senza che ciò costituisca reato né peccato!– non è altro che un linfoma, un tumore del sangue che attacca, in modo più o meno grave, il sistema linfatico: in ogni caso un male oggi non fatale, con alte probabilità di guarigione completa.
Non sono un tipo fissato con le malattie, uno di quelli che a ogni sintomo pensa …che potrebbe mai essere?, e i sintomi sono stati davvero scarsi: febbricola e astenia serali, raro prurito notturno, riconsiderati solo dopo la diagnosi…


Cap. 1: Gli si puo’ parlare (marzo)

Meno male (venerdì 18 e sabato 19)
Noto, o meglio non posso non notare, toccandola più che vedendola, una pallina che mi sporge dal lato sinistro del collo. Stavolta, la domanda incalza: E che roba è questa?
Meno male che dopodomani ho appuntamento in ospedale per verificare l’estinzione di un focolaio di polmonite da cui sono reduce (evidentemente non è un bel periodo!): così i medici controlleranno la protuberanza e ci leviamo pure questo pensiero.
La festa del papà mi distrae, con quattro figli…

Senti pure tu (domenica 20 e lunedì 21)
Viene mia sorella maggiore che, costretta pure lei a toccare per mia curiosità, giustamente mi rassicura:
- “Fatti controllare, che puo’ essere di grave?”.
La mattina dopo è san Benedetto… inizio della primavera, Domenica prossima sarà Pasqua.
Passo dall’analista per un altro prelievo, allo studio per l’rx del torace, poi arrivo in ospedale.
Il medico, nel tastarmi il collo, abbassa improvvisamente la voce mentre dice al collega:
- “Vieni un po’ qui, senti pure tu”.
Di nuovo esplode dentro la domanda: Di che si tratta? Mi rimandano al giorno dopo per un’ecografia.
‘Nu poco ‘e pacienza, dicette zi’ Vicienzo… *
 * Un po’ di pazienza, disse zio Vincenzo… (detto napoletano)

Come uno specchio (martedì 22)
Senza sapere come me niente di preciso, mia moglie Giuliana ha come un presentimento e, ottenendo un permesso a scuola, mi accompagna.
Durante l’ecografia, di nuovo i medici abbassano la voce nel consultarsi.
Io vedo solo Giuliana che come uno specchio riflette i medici stessi: non riesce a nascondere preoccupazione.
Più che il referto, sinteticamente: linfoadenopatia, mi colpisce l’insistenza con cui mi sollecitano una visita ematologica urgente.
Ematologia? E che ci azzecca l’esperto del sangue? Risposta: per scrupolo, per escludere ogni problema al riguardo. Il calcolo delle probabilità si orienta allo stato attuale verso un virus che analisi specifiche potranno identificare. Mah…
In serata riusciamo a partecipare, finché la solita astenia me lo permette, all’incontro degli adulti CVX (Comunità di Vita Cristiana)*.
A casa la Nonna, come affettuosamente chiamo la mamma di Giuliana, sempre parca di lamentele, accusa un mal di testa violentissimo; intorno a mezzanotte Giuliana la accompagna in ospedale col 118, dove le sarà poi diagnosticato un ictus.
Incredibile! Che periodo!
Addò steve scritto? **
Mah!…
 * presente in 60 Paesi, la Comunità di Vita Cristiana (Cvx) riunisce adulti e giovani di ogni condizione. Seguendo più da vicino Gesù Cristo, ogni membro Cvx cerca di armonizzare la fede con la vita quotidiana, e di rendersi disponibile a ciò che è più urgente e universale (www.cvx.it).
 ** Dove era scritto, deciso?

Una persona speciale (mercoledì 23)
Avvio i miei figli più piccoli, gemelli di 10 anni, al pulmino alle 8 meno un quarto, e mi assicuro che pure i grandi, di 16 e 17 anni, si dirigano a scuola.
Con qualche ora di, diciamo così, sonno e… ‘na capa tanta *, alle 10 e mezza faccio il necessario maxi-prelievo del sangue.
Nel pomeriggio riesco a contattare a telefono l’ematologo. Per me è una persona speciale, anche se non ci vediamo da tempo: da ragazzo è stato il fratello maggiore (che non ho) che abitava al piano di sotto, e io per lui il fratello (che non ha).
- “Ok, Giovà, vieni da me domani mattina al Cardarelli”.
Domani mattina: perché tanta pressa **?
 * una testa piena
 ** fretta

Dal fondo del corridoio (giovedì 24)
Prima visita ematologica e, ovviamente, nuovo prelievo: quanti ne ho fatti? e quanti altri ne dovrò fare?
Lo specialista pensa a una malattia virale che presenta sintomi simili, e ci invita ad aspettare l’esito di non so quale test ematico che mi fa effettuare.
Alle 14 circa ci fa cenno di seguirlo nella stanza.
Vedendolo venire dal fondo del corridoio:
- “Che brutta faccia che tiene…”, dico a Giuliana.
- “Sai che pensieri ha per la testa col lavoro che fa?”.
- “Hai ragione, mica esisto solo io!”.
Mi prenota sobriamente una visita chirurgico-endocrinologica per il giorno dopo.
Domani? Un’altra volta domani? Perché tanta pressa? E il chirurgo, che c’entra?

© Giovanni Riccio, da "Come alle cinque e mezza del mattino"

Il libro

Presentazione di Luigi Merola
Questo libro affronta, vissuto in prima persona, il tema-tabù della sofferenza.
Giovanni non esorcizza il male né lo domina, semplicemente e docilmente lo esplora, vi entra con arguzia e sagacia e ne cava considerazioni che lo fanno vivere quale esso è, un aspetto inevitabile della vita. Giuliana, la sua dolce e forte compagna, nella sua prima frase che apre il libro, ne rappresenta come l’architrave: “Qualsiasi cosa si tratti affrontiamola da credenti“. Una fede radicata e non di facciata ma al contempo né bigotta né fanatica: il lettore non credente o che è in ricerca non si sente a disagio.
Il libro ha un ritmo forte e impetuoso. Per mia natura quando leggo preferisco centellinare la lettura, farla scendere giù piano piano, per masticarla lentamente e farla divenire parte di me…: qui no, qui non si riesce a farlo, il testo va preso di petto guardandolo dritto negli occhi, senza finzioni. La lettura non si interrompe, corre necessariamente ai puntini sospensivi della fine, per poi di nuovo tornare alle frasi, alle citazioni, ai pensieri. È un testo autentico, scritto con la penna su fogli di carta, non frutto di una elaborazione del computer.
Senza essere travisato, dico che è un libro popolare, vissuto da una persona normale che vive la dura quotidianità della malattia con dolore misto a ironia, con dolcezza e forza, inquietudine e leggerezza… bellissimi i passaggi in napoletano, opportunamente tradotti.
Oggi Giovanni è guarito clinicamente dal male ma deve affrontare il ciclo di radioterapia ed essere sottoposto ad accertamenti nei prossimi cinque anni per il pericolo di recidive: scrive ancora viandante della vita… Ora sarà ciascuno a vivere il testo per come egli stesso sente, immerso nell’inquieto mare dell’amore.

Note biografiche di Giovanni Riccio
Giovanni Riccio è nato a Napoli nel 1959. È sposato con quattro figli.
Laureato in Giurisprudenza, già vicedirettore del Ministero delle Finanze, è stato fino al 31 luglio 2007 capo area della Sepsa, un’importante Società di trasporti partenopea.
Aderente della Comunità di Vita Cristiana (www.cxvx.it), che ha rappresentato nel laicato cattolico a livello nazionale, è da sempre impegnato nella formazione e nel volontariato, in particolare nella parrocchia di Forcella. Ha vissuto un’esperienza di affidamento familiare.
“Come alle cinque e mezza del mattino” costituisce il suo debutto letterario.

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.