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Cinzia Pierangelini, scrittrice, violinista

FRANCO SANTAMARIA

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NARRATIVA / CINZIA PIERANGELINI


Eraclito e il muro

Cinzia Pierangelini, Eraclito e il muro

Cinzia Pierangelini
ERACLITO E IL MURO - romanzo
GBM, Messina 2006 - ISBN 88-7560-010-4, p. 160, € 12,00

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Preludio

Aveva appena tuffato il coppolicchio della brioche nella panna della granita alla fragola, il dottor Matteo Micciché, e con godimento stava portandoselo alle labbra quando, alzando la testa e aprendo la bocca, i suoi occhi, che in quel momento pre-ciso non avevano niente da fare, si fissarono sul nuovo cartellone della stagione liri-ca, affisso sul muro di fronte.
Muro di nobili origini, appartenendo al regio teatro della città, ma sempre deturpato da scritte, propaganda, murales e quanto d’improprio potesse venire in mente di esternare alla collettività.
Periodicamente, è vero, il comune lo faceva ripulire, scrostare, dipingere ma, forse proprio per la sua favorita posizione sul corso principale, nel giro di un paio di set-timane si era punto e a capo.
Era, questa di scrivere sul muro, un’abitudine talmente radicata in paese da poter essere considerata ormai una tradizione, tanto che i clienti abituali del bar Rigoletto, il più antico del centro, quando se ne stavano sfaccendati ai tavoli all’aperto, clima permettendo - vale a dire quasi sempre - passavano il tempo a leggere le novità sulla parete di fronte, commentandole vivacemente e spesso in modo piuttosto pittoresco.
In verità, vi si leggevano storie assai più ghiotte, umane e credibili di quelle pubbli-cate dal quotidiano locale. Certo erano notizie ufficiose perlopiù: pettegolezzi, in-giurie, storie d’amore, tifoserie, profferte di sesso illecito, o anche spiate, accuse, sfoghi disperati. Sul muro c’era da leggere per tutti i gusti e ogni palato trovava il sapore che gli rianimava la giornata o gliela schifìava definitivamente.
Sta di fatto che, subito dopo ogni intervento igienista del comune, al Rigoletto si respirava un’aria triste e sconsolata. La vista del muro tinteggiato, l’aria linda e ci-vile, da monumento europeo, che il teatro riacquistava, sembrava opprimere i cittadini.
I clienti del Rigoletto se ne stavano seduti, ai tavoli d’alluminio, quasi a disagio e, tra una mano di carte e l’altra, avevano l’impressione di non aver niente da dire, nessun motivo per ridere o lamentarsi, nulla.
Forse per questo, il giorno seguente a ogni imbiancata, la prima frase che si sco-priva, sul muro immacolato, era: Governo Ladro; ladro a prescindere, ovvio, e ladro della libertà di scrivere sul muro ciò che si vuole. Magari la verità, o quella che si reputa la verità che, pure quando è inganno, rappresenta sempre una faccia della realtà, importante da condividere, anzi in Sicilia pure più importante.
Così quando sul muro, immacolato e asettico, finalmente compariva la fatidica certezza, Governo Ladro appunto, ghirigorata da mani poco avvezze all’arte dello scrivere, dai tavoli all’aperto si levava quasi un sospiro di sollievo e le attività usuali, finalmente, riprendevano con rinnovata alacrità.

© Cinzia Pierangelini, da “Eraclito e il muro”


Il libro

La storia di un critico dello spettacolo, Matteo Micciché, musicista fallito, si intrec-cia a quella di un paesino siciliano degli anni Settanta. Seguendo le sue vicissitu-dini ci si addentra in un piccolo, fascinoso mondo di falsità, furbizie e popolana saggezza, passioni, potere e viltà. Ne scaturisce la gustosa rappresentazione di una certa Sicilia, metafora dell’Italia di ieri e di oggi. Pecche e virtù, speranze e disillu-sioni si mischiano in un caleidoscopio che restituisce, ogni volta, un nuovo fanta-sioso disegno, a tratti comico, a tratti tragico, a tratti poetico. Il muro di un teatro, muto testimone della comunità, diventa audace strumento di comunicazione collet-tiva mentre la musica, con la sua magia, sembra insinuarsi tra le pagine, quasi a di-ventare colonna sonora della sonnacchiosa quotidianità di questo paese in cui, mal-grado inevitabili cambiamenti, ogni cosa sembra condannata a rimanere, nella so-stanza, uguale a se stessa.
In due parole: Lo scanzonato e affettuoso ritratto di un piccolo paese della Sicilia do-ve affari politici e rapporti clientelari tracciano i binari entro cui si svolge la vita del-la comunità e dove, tuttavia, le passioni umane e la musica in particolare, tentano un difficile riscatto.

Recensioni e commenti al libro:
www.arteinsieme.net
www.operanarrativa.com
www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?isbn=8875600104
www.cochina63.splinder.com (categoria Eraclito e il muro)


Cinzia Pierangelini. "Il gigante" (racconto) + Biografia

 

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.