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Alferio & Antonio Spagnuolo
L'ULTIMA VERITÀ (un giallo napoletano)
Editore Kairòs - ISBN 88-95233-03-4; p. 160 - € 10,00
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Incipit
Anche se il
mare batte ripetutamente contro la scogliera lo sciacquio diviene un
mormorio delicato onda dopo onda.
Le grotte e gli anfratti di Posillipo frangono l’eco degli ultimi
scintillii di una stagione che muore.
Le reti in attesa, mentre il gorgoglio dei pescatori si allontana,
accompagnando le lampare in un dondolio ripetuto, attento,
sonnolento, quasi lamentoso, per quella nostalgia che il golfo
attanaglia senza illusioni.
La chiesetta di Santa Maria del Parto, che affaccia sul porticciolo
di Mergellina, bianca nelle sue mura, rispecchia le sue antiche
testimonianze, nella penombra della notte.
È un giorno qualunque, una mattina durante la quale tutto sembra
sperdersi nell’arco di poche ore per rincorrere le emozioni
suscitate dal volo di un gabbiano, lento, pigro, elegante. È una
sera illuminata dalla grigia luce dei riflessi ed inchiodata alle
pesanti palpebre del sogno.
A volte i nostri sogni improvvisamente cedono ai bagliori della luna
nel momento in cui la realtà emerge con tutte le sue insidie. Le
immagini svaniscono riflesse in uno specchio fragile, nel quale il
regista incide la sceneggiatura del rischio, adattando le figure ai
ruoli delle ombre. È questo il momento della scelta delle parti,
affidate alla sopravvivenza, è questa l’interpretazione del nostro
pensiero attanagliato dall’ involontario tormento delle
interpretazioni.
Infine guai ad essere coinvolto in un gruppo anonimo di
intellettualoidi.
1
La ragazza aspettava qualcuno poggiata al muro di un sudicio
edificio, in un vicolo dove, in quel momento della notte, passavano
poche auto, quasi ad interrompere a sorpresa la monotona armonia dei
cani randagi, in gruppi di cinque e di sei , come ubriachi in
affannosa ricerca di un ultimo bicchiere.
Ormai aveva deciso, e non intendeva più tornare sui suoi passi.
Ripeteva pensieri amplificati dal timore, cercando di non dare
troppo peso a quello che poteva apparire una sofferta presa di
posizione. Diffidava degli uomini di cultura che pronti ad ogni
sbuffo assumevano aria di alta sufficienza per non dichiarare
compromessi, ma bisognava concludere.
Non voleva più avere alcun contatto con Carlo e Piero.
Questa la novità che avrebbe riferito ai suoi due amici.
"Amici, - pensò - si fa per dire. Piuttosto compagni di sventure o
complici."
Come la morte di un povero ragazzo per overdose, di cui loro tre, e
solo loro tre erano la semplice e inevitabile causa.
Lei era riuscita a disintossicarsi anche se, per la verità, non
aveva mai raggiunto una soglia seriamente pericolosa.
Ed ora c'era l'impegno dell'ufficio, che a lei piaceva e che per
fortuna le aveva evitato di divenire una spacciatrice.
Inoltre Marco, l'avvocato che le aveva procurato il lavoro
nell'agenzia assicuratrice, teneva molto a lei, come se fosse stata
una sorella: non poteva deluderlo, dopo tutto quello che aveva fatto.
Claudia avrebbe detto ai due che desiderava semplicemente essere
messa fuori da quel gioco.
E se loro avessero impiantato dei divieti? Se l'avessero minacciata?
E di cosa potevano minacciarla? No! Voleva e doveva stare
tranquilla!
Lei - già se lo giurava mentalmente - non avrebbe detto nulla e a
nessuno, né cosa Carlo e Piero combinassero con i loro soldi.
Sperando che i due bellimbusti l'avrebbero lasciata in pace.
Due sagome scure si avvicinavano nell'ombra del vicolo verso la
ragazza. Camminavano lentamente, entrambe con le mani sprofondate
nelle tasche dei pantaloni leggeri, di lino.
Claudia si distaccò dal muro e si diresse verso le due ombre.
*
L'avvocato Paolo Fontana guardò l'orologio prima di aprire la porta
del suo appartamento: le ventuno e trenta.
Ancora una giornata di duro lavoro alle prese con malviventi,
truffatori e con i vari articoli del codice penale.
Non vedeva l'ora di infilarsi sotto la doccia e rilassarsi.
Era ancora metà giugno e, nonostante le giornate luminose
riuscissero a metterlo di buon umore, agognava come non mai che
arrivasse il mese di luglio per staccarsi dalle maledette carte, da
quella scrivania dai colori impossibili, dalle incombenze sempre più
gravose, insomma dal lavoro più pesante del mondo.
Il telefono squillò sul tavolino accanto al divano, quel divano dove
soltanto alcuni anni prima la seducente siluette della sua ex moglie
lo aspettava per trascinarlo voluttuosamente tra i cuscini e
attanagliarlo con quella sua singolare passione.
Una sera - triste il ricordo - una sera come tante altre, aveva
percepito che lei non lo baciava con quel calore che gli dimostrava
da sempre; e, proprio da quella stessa sera, era cominciata una
lunga serie di litigi, che avevano portato loro due a un divorzio un po' violento.
Alzò la cornetta del telefono:
-Non sei mai a casa?- Chiese una voce di donna.
"Cosa te ne importa ormai?" Pensò dopo avere facilmente riconosciuto la voce.
Ho lavorato fino a tardi. È un brutto periodo questo.-
-È sempre stato un brutto periodo per te- Rispose la donna- È a
causa di questi brutti periodi che le cose sono andate come sono andate.-
-Sandra, non incominciamo con questa storia. Piuttosto si può sapere
perchè hai telefonato?-
Fontana andò a spegnere il gas sotto la caffettiera e cominciò a versare il caffè:
-Ti volevo chiedere un favore- Disse sua moglie.
"Sandra che voleva chiedere un favore? A lui? Era forse ammattita?"
-Lo so che sei preso dal tuo lavoro- Appariva adulatrice.
Lui scosse la testa incredulo.
-Volevo chiederti se potevo lasciarti Carlo domenica pomeriggio.-
Aveva innescato la bomba.
-Si, certo. Va bene- Rispose Fontana senza esitazione.
All'avvocato faceva sempre piacere vedere suo figlio, di quattro
anni ormai: coglieva qualsiasi occasione per incontrarlo anche
quando non rientrava nei suoi diritti.
-Sei sicuro ?- La voce della donna esprimeva una incontrollata incredulità.
-Certo. Mangeremo un bel gelato alla nocciola, non preoccuparti. Ci
divertiremo moltissimo.-
-Cosa stavi facendo? - Gli chiese con voce divenuta repentinamente affettuosa.
-Bevo il caffè. Mi dispiace che tu non sia qui. Avrei potuto
offrirne una tazza.-
-Non fa niente. Paolo come stai?- Quasi in un sussurro.
Fontana sentì come un brivido percorrergli la schiena. Le cose che
vorresti evitare ti capitano sempre nei momenti più impensati.
-Me la cavo. Non c'è che dire.-
Forse Sandra voleva che lui le dicesse che le mancava? No. Scosse la
testa. Sua moglie era troppo orgogliosa.
-Perchè non mi telefoni quando pensi di avere qualcosa da
dirmi?- Chiese ancora lei.
-Va bene, certo! - Riattaccarono.
Paolo era sicuro che non avrebbe avuto più niente da dire a Sandra
oltre cose formali. Lei aveva voluto angosciosamente il divorzio ed
ora che se la godesse quella sua indipendenza! Paolo era certo che
non sarebbe tornato più indietro. Era stato trattato troppo male
dalla donna che lui aveva amato fino all’ossessione. Aveva
assaporato molta felicità nei momenti belli che avevano vissuto
insieme. Lei aveva fatto del tutto per cancellare dalla sua mente
quegli attimi. Per tale ragione non era più comprensivo con lei. Era
stata troppo malvagia dopo tanti anni stupendi.
Non era riuscito a cancellare nulla: sentiva ancora il dolore delle sue profonde ferite.
2
La ragazza era morta. Su questo non c'era alcun dubbio. Il corpo
accasciato sul divano color crema, con la luce che filtrava
attraverso le tendine in oscillazioni regolari, era come qualcosa
fuori tono in una casa dall'arredamento perfetto.
Lo aveva notato Marco Pirro nell'entrare in quell'ambiente,
invitato telefonicamente dalla polizia del quartiere per "avere
alcune delucidazioni". Così avevano detto,
"delucidazioni", come se si fosse trattata di un'infrazione commessa
da qualche conducente d'auto e non di un omicidio volontario. No.
Avevano detto "delucidazioni", mentre lì era disteso il corpo di una
giovanissima donna, uccisa da qualche pazzo assassino.
Paolo Fontana era stato chiamato dal suo collega, perché desiderava
il suo valido aiuto nel parlare alla polizia, e sopratutto perchè
era scioccato al solo pensiero della morte di Claudia Porta.
In realtà Claudia era più amica dell'avvocato Pirro che sua, ma
egualmente, alla notizia della sua morte, Paolo era corso giù per
le scale arrabbiato contro tutti coloro che non avevano rispetto per
la persona umana. Era molto inferocito verso chi fa del male a
esseri innocenti, verso tutte quelle persone folli, che fanno della
brutalità una ragione di vita, senza avere alcun rimorso per avere
ucciso o violentato una ragazza ancora tanto giovane.
© Alferio & Antonio Spagnuolo
Il libro
La scoperta da parte della
polizia del cadavere di una giovane donna dal passato torbido apre
una fitta e complessa trama capace di rilevarsi un sapiente affresco
di suggestioni, esperienze, immagini e personaggi che si incrociano
e si richiamano continuamente, comparendo e scomparendo a tratti,
autonomi ma legati gli uni agli altri dallo stesso obiettivo:
scoprire l'ultima verità sulla vita della donna e giungere alla
soluzione del caso.
In mezzo storie di droga, di scommesse clandestine, truffe e
tradimenti. La città di Napoli, le sue strade, i suoi panorami, gli
squarci da Mergellina a Posillipo sono la tela sulla quale l'autore
dipinge l'intera storia.
Biobibliografia di Antonio Spagnuolo
Antonio Spagnuolo è nato a Napoli
il 21 luglio 1931.
Presente in numerose mostre di poesia visiva nazionali e
internazionali , inserito in molte antologie, collabora a periodici
e riviste di varia cultura : Altri termini - Hebenon - Il Cobold -
Issimo - l'immaginazione - l'involucro -l'Ortica - lo stato delle
cose - Mito - Offerta speciale - Oltranza - Poiesis - Polimnia -
Porto Franco - Terra del fuoco - Vernice. Ha diretto la collana di
"poesia" per Guida editori. Attualmente dirige la collana "L'assedio
della poesia" e "Poetry wave" in internet.
Nel volume "Ritmi del lontano presente" Massimo Pamio prende in
esame le sue opere edite tra il 1974 e il 1990.
Tradotto in francese, inglese, greco moderno, iugoslavo, spagnolo.
Ha pubblicato:
1) I volumi di poesia:
"Ore del tempo perduto" - Intelisano, Milano 1953
"Rintocchi nel cielo" - Ofiria, Firenze 1954
"Erba sul muro" - Iride, Napoli 1965 (prefaz. G. Salveti)
"Poesie 74" - SEN, Napoli 1974 (prefaz. Dom. Rea)
"Affinità imperfette" - SEN, Napoli 1978 (prefaz. M. Stefanile)
"I diritti senza nome" - SEN, Napoli 1978 (prefaz. M. Grillandi)
"Angolo artificiale" - SEN, Napoli 1979
"Graffito controluce" - SEN, Napoli 1980 (prefaz. G. Raboni )
"Ingresso bianco" - Glaux, Napoli 1983
"Le stanze" - Glaux, Napoli 1983 (prefaz. C. Ruggiero)
"Fogli dal calendario" - Tam-Tam, Reggio Emilia 1984 (prefaz. G.B. Nazzaro)
"Candida" - Guida, Napoli 1985 (prefaz. M. Pomilio) - Premio Adelfia
85 e Stefanile 86
"Dieci poesie d'amore e una prova d'autore" - Altri Termini, Napoli
1987 (Premio Venezia 87)
"Infibul/azione" - Hetea, Alatri 1988
"Il tempo scalzato" - All'antico mercato saraceno, Treviso 1989
"L'intimo piacere di svestirsi" - L'Assedio della poesia, Napoli 1992
"Il gesto - le camelie" - All'antico mercato Saraceno, Treviso 1992
(Premio Spallicci 91)
"Dietro il restauro" - Ripostes, Salerno 1993 (Premio Minturnae 93)
"Attese" - Porto Franco, Taranto 1994 (illustrazioni di Aligi Sassu)
"Inedito 95" inserito nell'antologia di Giuliano Manacorda
"Disordinate convivenze - L'assedio della poesia, Napoli 1996.
"Io ti inseguirò" (venticinque poesie intorno alla Croce) - Luciano
Editore, Napoli 1999
“Rapinando alfabeti” – Napoli 2001 (pref. Plinio Perilli)
“Corruptions” – Gradiva Pubblications, New York 2004 (trad. Luigi Bonaffini)
“Per lembi” – Manni editori, Lecce 2004 (Premio speciale della
Giuria – Astrolabio 2005, Premio Saturo d’argento 2006)
"Fugacità del tempo" - LietoColle, 2007
"Fratture da comporre" - Kairòs, 2009
2) I volumi in prosa:
"Monica ed altri"- racconti - SEN, Napoli 1980
"Pausa di sghembo" - romanzo - Ripostes, Salerno 1994
“Un sogno nel bagaglio” – romanzo – Manni ed., Lecce 2006
"La mia amica Morèl e altri racconti" - racconti - Kairòs,
Napoli 2008
3) Il volume per il teatro:
"Il cofanetto" - due atti - L'assedio della poesia, Napoli 1995
Di lui hanno scritto numerosi autori fra i quali A. Asor Rosa che lo
ospita nel suo "Dizionario della letteratura italiana del
novecento", Carmine Di Biase nel volume "La letteratura come
valore", Matteo d'Ambrosio nel volume "La poesia a Napoli dal 1940
al 1987", Gio Ferri nei volumi "La ragione poetica" e "Forme
barocche della poesia contemporanea", Stefano Lanuzza nel volume "Lo
sparviero sul pugno", Felice Piemontese nel volume "Autodizionario
degli scrittori italiani", Corrado Ruggiero nel volume "Verso dove",
Alberto Cappi nel volume "In atto di poesia", Ettore Bonessio di
Terzet nel volume "Genova-Napoli due capitali della poesia", oltre a
L. Fontanella, M. Lunetta, G. Manacorda, Gian Battista Nazzaro, G.
Raboni , C.Vitiello e molti altri.
Antonio Spagnuolo - Via G. Paisiello 19 - 80128 Napoli
tel. (casa) 081.7702471 - e-mail
spagnuoloantonio@hotmail.com
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