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Antonio Fomez

FRANCO SANTAMARIA

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SALA DEGLI OSPITI

 

NARRATIVA / ANTONIO FOMEZ


Un Kiebitz racconta
Testi dal 1994 al 2009

Antonio Fomez, Un kiebitz racconta

Antonio Fomez
UN KIEBITZ RACCONTA - Testi dal 1994 al 2009
Eupalino srl edizioni, Milano 2010
Formato cm 21x cm28, pagg. 168 con illustrazioni, € 20 (€ 50 con litografia a colori numerata e firmata dall’Autore, dedicata ad personam)

Per ordinare il libro:
Eupalino srl edizioni
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En plein air

Prima di raggiungere la sommità della collina di Benincasa, a quattro chilometri da Vietri sul Mare, l'architetto Pietro imbocca la strettissima strada del paese, dopo un'attesa di tre minuti al semaforo, per lasciar passare le auto che scendono... L'attesa però non è noiosa, giacché da un lato della strada si possono ammirare le case che diradano verso la collina verdeggiante, mentre dall'altra parte s'ammira dall'alto un fantastico paesaggio marino, con in vista il golfo di Salerno.
Il giorno di Ferragosto, giacché i suoi collaboratori hanno preteso un paio di giorni di ferie, si riposa anche lui e non ha altro da fare che ciondolare per apprezzare il bel paesaggio di Benincasa, girare al fresco tra limoneti e vigne, e osservare nei campi gli alberi da frutta, con mele e pere che non raccoglie nessuno. Ad un tratto scorge un giovane trentenne che raccoglie la frutta caduta dalle piante, che depone, anche se infangate dalla pioggia caduta ieri, in larghi sacchi dell'immondizia. Il giovane si chiama Ciro, darà la frutta in pasto alle sue 15 capre, ai maiali e ad altri animali che ogni giorno porta a pascolare in collina, dove vive con la sorella e i genitori. Ciro è un giovane bruttino, che parla di continuo, mentre indossa una maglietta e uno short da spiaggia molto luridi e pieni di macchie. Si muove a passo spedito, come una persona che ha qualche problema, ma ha un'espressione timida, affidabile e d'indole buona. Ha però l'ardire di chiedere a Pietro un passaggio in auto fino ai suoi campi, altrimenti col carico dei tre sacchi pieni di mangime per le sue bestie, dovrà compiere almeno due viaggi a piedi, per raggiungere la sua casa di campagna. Non avendo nulla da fare, Pietro acconsente depositando i sacchi nel baule della sua Punto, e facendolo sedere accanto, non prima di aver coperto il sedile con un giornale.
Dopo un minuto di percorso i due arrivano a destinazione; Pietro conosce la madre e la sorella di Ciro, rifiutando però di prendere il caffè in una casa dall'igiene dubbia, preferendo invece proseguire col giovane per i limoneti.
A un certo punto Ciro mostra all'architetto dove finisce la sua proprietà, chiusa da singolare e fantasiosa porta: fanno da imposte due reti arrugginite d'altrettanti letti singoli, tenuti da una catena e da un lucchetto.
Ciro, sempre andando a passo svelto è seguito da Pietro con affanno, conduce costui in una stradina sterrata con bellissimi boschi intorno, che li porta in un piccolo slargo, con sotto una gran vallata, dove sulla destra ci sono le colline dove pascolano le capre, e di fronte il bellissimo paesaggio marino di Vietri, con dietro il golfo di Salerno.
A un certo punto però il giovane si ferma improvvisamente e dice a Pietro: "Scusate", appartandosi dietro certi cespugli a pochi metri dall'ospite, con davanti la vista panoramica con le casine piccole come da un presepe, per espletare un impellente funzione fisiologica, e pulendosi con l'erba secca. Pietro resta senza parole, ma non vede l'ora di andarsene, tornando indietro per riprendersi la macchina.
Milano 15 febbraio 2006.

© Antonio Fomez


Premessa al volume “Un kiebitz racconta” (1)
Scrive l’Autore: “……In questo secondo volume di “Un kiebitz racconta ho raccolto i testi su svariati temi scritti tra il 1994 e il 2009, nonché le pseudo poesie, spaziando a ruota libera su argomenti contemporanei, affrontati giocosamente, sebbene con un pizzico di veleno che spero non guasti. In taluni flash mi sono soffermato su argomenti seri, come i conflitti bellici, o più frivoli e disimpegnati, come i racconti di viaggi personali su voli charter, prediligendo le situazioni più sgangherate e improbabili. Specie negli ultimi tempi i miei viaggi sono stati davvero deludenti, come quelli alle Mauritius, a Zanzibar e a Sharm. In tutte queste occasioni i vari tour operator e le agenzie turistiche, gioie e dolori dei vacanzieri, hanno fatto a gara nel vendermi i pacchetti di viaggio più brutti e insignificanti. Nella mia personale classifica dei disagi sono inclusi i piani di voli che cambiano senza ritegno, quando l’hotel è lontano da un qualsiasi centro abitato e mi considero un prigioniero della struttura, oppure quando nella località prescelta il clima è assai diverso da quanto appare nelle fotografie, quando il mare è giallo anziché azzurro e quando i cuochi dell’albergo preparano pietanze inadatte agli esseri umani. Una buona notizia però voglio darla a chi ama viaggiare: alcune note società turistiche sono fallite e pertanto in futuro nessun malcapitato avrà più problemi con questi soggetti. In “Un kiebitz racconta”, ho tralasciato la narrazione dell’ultimo viaggio a Rodi perché sono rimasto molto soddisfatto del pacchetto turistico, anche se non è mancata la sorpresina finale: l’arrivo del volo a Malpensa è stato ritardato alle tre del mattino, causandomi l’esborso imprevisto di 100 € a favore del tassista che mi ha riportato a casa sbacalito e sbiellato.

“Un kiebitz racconta” è dedicato a tutti quelli che in futuro vorranno prestare attenzione al mio lavoro artistico, e in special modo alle giovani generazioni, come quella studentessa dell’Università di Salerno che alla fine di questo mese discuterà una tesi monografica che mi riguarda.” Antonio Fomez (Settembre 2009)

(1) Il “kiebitz” è un termine scacchistico in lingua tedesca che indica un osservatore inopportuno e ficcanaso che guarda dall’esterno o sbircia una partita di scacchi o di carte, per poi commentarla a modo suo.


Note biografiche
Antonio Fomez è nato a Portici (Napoli) nel 1937 e nel 1963 si trasferisce a Milano, dove vive. Scrive testi d’arte, cronache e racconti su giornali e riviste dal 1965 ad oggi: A.Fomez, Linea Sud Napoli anno III N°3/4/1966.”Due dipinti di Brueghel a Napoli, Fine Arts, Milano genn. 1982. Tra gli scritti più recenti: A.Fomez: Arte del progresso, Terzo Occhio, Bologna, Marzo 2000; A.Fomez: Arte a sinistra, Presenza, Striano (Napoli), 2002; A.Fomez, Veleni da Stromboli a Bagdad, Il Quotidiano di Caserta, 8 e 9 giugno 2005; A.Fomez: Racconto da Oslo, Artecultura Milano, ottobre 2005; A.Fomez, Cammellate con bagarini da Oslo a Kabul, Il Quotidiano di Caserta, 24 luglio 2005; Calice Ligure,ritrovo di artisti negli anni sessanta, Il Quotidiano di Caserta 26 luglio 2005.
Nel 1994 pubblica il libro “Articoli saggi” (Arte & fatti dal 1957 al 1993), per le edizioni S. Erasmo di Milano.
Nel 2010 pubblica il libro “Un kiebitz racconta” (Articoli scritti dal 1994 al 2009 e le Pseudo poesie) per le Edizioni Eupalino di Milano.

Antonio Fomez
E-mail: antonio@fomez.it
http://www.fomez.it

Antonio Fomez, litografia
Litografia di A. Fomez allegata alle prime 200 copie del volume

 

Antonio Fomez, alcune opere d'arte

 

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.