Franco Santamaria,poesia,narrativa,pittura,culturapoesia narrativa pittura arte
   

 

Alessandro Assiri

FRANCO SANTAMARIA

Opere
Hanno detto di
Franco Santamaria
Biografia
Biographie 
SALA DEGLI OSPITI
Poesia
Narrativa
Arte
Critica-Sagg.
Citazioni

Eventi Culturali Naz.
Concorsi Letter./Art.
Link Culturali

SALA DEGLI OSPITI

 

NARRATIVA / ALESSANDRO ASSIRI


quaderni dell'impostura

Alessandro Assiri, quaderni dell'impostura

Alessandro Assiri
quaderni dell'impostura
LietoColle editore, ISBN 978-88-7848-399-6, € 13,00

Per ordinare il libro:
- LietoColle Editore, via Principale 9, Faloppio (Como)
tel. 031 986292 - fax 02 57609273
info@lietocolle.com - www.lietocolle.com


Estratti

Sembra sempre mi rivolga ad altri, anche quando tento solo di riconoscermi, di restare solo con la mia povertà, tentando di trasformare in dialogo il melodramma di un monologo. Detesto essere immediatamente fruibile, mi dissocia dal mistero… e tutto quello che di me posso raccogliere non è detto che lo debba distribuire. Questa frenesia del concedersi percuote lo spazio, inondandolo di passioni tristi.

Un disagio che sgomita, arrotolata l’anima e confonde trascendere ed esistere… una storia di piccolezze e impedimenti, una debole miseria, pallida anomalia… in qualche istante dove non ti vedo nemmeno se ci sei, dove volersi è solo inganno o forse parodia.

C’è uno strano senso nella fedeltà, un ancoraggio a un’incertezza, un’apparizione timida di una speranza. Sentirsi attratti dal rimanere crea una sorta di permanenza e l’attenuarsi della distanza passa in ogni istante, dove il crederci è il primo pensiero.

Solo se esistono parole che descrivono l’altro la scrittura sopravvive. La mancanza di significato deriva da uno svuotamento interno dell’alterità. Lavorare con gli scarti è gestire sapientemente il residuo, io non sono capace, rigetto troppo facilmente. Ho una scrittura di ripiego, fatta di dettagli di descrizioni in frammenti, diluisco lo spaesamento, sminuisco l’orrore. L’inabitabilità dell’attuale costringe l’immaginario a fabbricare mondi, ma spesso creiamo universi disabitati solo per esasperare solitudini.… e muoiono così le parole che non sono dirette, in questo fiorire costante di insignificanza, di inutilità, che chiama relazioni dibattiti claustrofobici e cultura le chiacchiere da talk show.

… e attendo il disturbo salire quasi godendo della certezza del suo arrivo… di quale cecità si accusa l’amore, se è l’unico sentimento ancora capace di scorgere l’anima.
Siamo in troppi a credere che ascoltare ci redima, una specie di sovraccarico da portare sulle spalle, illudendoci di essere assolti, solo per aver portato qualche peso.

… e mi compiaccio di questa melensa umiltà, di questo rammarico indistinto, dove nessuna speranza è più riposta nel futuro. In questa contesa, dove scontiamo parole per fabbricare poesie, dove sopravvivere è solo alibi, gratificazione per i nostri sogni indisposti… e detestarsi comunque per questa stanchezza.

… è vero avrei dovuto essere più intransigente, raccogliere quella molesta fermezza e buttarla lì, in frasi arroganti, dove parole importune volano come pietre. Ma ho sempre amato la meraviglia dei verbi malati, la gioia del dialogo sbocconcellato, dove le sillabe tentano di essere, e non di mediare apparenze.

Da ciò che temo mi distacco per rifugiarmi nei luoghi del consono
gli spazi abitati di cose, di distanze conosciute
e un balcone dove godere il plenilunio
se è vigliaccheria magari me ne frego
di ogni esperienza dove non grava un capriccio, ma solo mare in odor di burrasca.

Non ne guardo mai la fine, quasi per rispetto, come se la dissolvenza fosse un atto privato o un qualcosa da consumare in solitudine
per l’avversità verso le sequenza trite, mi allontano di due passi, al confine esatto tra l’inutile presenza e il mostrare le spalle
ho immaginato un futuro, nello scorrere lento dei titoli di coda.

In questo buco di mondo, in questo autoesilio che mi sono imposto, così lontano da i rumori di ogni festa.
In quei momenti arroganti dove non si impara niente, ma si intuisce che piccoli istanti fanno sempre la storia, vorrei il suono della piazza a coprire il rumore di questo deserto.
… e nel rammentarmi un giorno la favola alla quale non ho partecipato, racconterò di te e del timido tentativo di un bacio… come la sabbia sopra le guglie, o altri imprevisti.

… e adagio, come quando manca un pizzico di vita, o come amici ci si abbandona ad un abbraccio che sottolinea gli sconosciuti che si rimarrà per sempre
con tutto quel candore che si riserva quando non si vuole esaurire il momento
con tutto il timore che sovviene per aver scritto solo parole inutili.

Ho in mente la parola concreto, questo esistere motivato solo in funzione dell’astratto. Ne sorrido, come di qualcosa di cui posso accarezzarne le forme, anche se forma non mi sento, a malapena tratto in compimento. Comunque oggetto di questa vita provvisoria, concessione a un grumo di pensieri, materia, che fino a ieri guardavo con orrore e oggi sorreggo rassegnato.

A sparire destinato
in procinto d’orizzonte
un punto piccolino che prima era una nave
singolo momento di avvenute circostanze
nessuna magia solo poche parole in corsivo, una nota per dovere, la scomparsa dell’autore.

Ho le mani vuote, ieri ho letto poco, così non ho niente da spiegarti e così si rischia di perdersi, perché vivi nel tempo che contraggo, nel dolore delle sillabe e in quello che non riesco a spandere. Poco più di niente e hai ragione, basterebbe carta e penna e tutte quelle verità, piccole, che raccontavo ad Anna. Non c’è niente di fertile in quelle stelle opache, solo gli istanti che passano come se tu fossi, tu che non sei perduta , ma soltanto imprevista…
                                                                       © Alessandro Assiri, da "quaderni dell'impostura"

Il libro

…[il volume] si presenta come una successione di frammenti a tratti aforistici, ....
traccia un percorso, un andare, per paradossi, slanci e arretramenti, al cuore dell’impostura, al cuore della scrittura.
Il linguaggio di Assiri è secco ed essenziale, .....
Ognuno di questi testi è concluso in sé eppure strettamente connesso agli altri, in un incedere dialogico di domande, risposte e smentite da cui nascono nuove domande. Assiri si pone in ascolto delle cose
Assiri tende a riconoscere nelle cose, nella loro immobilità, nel soffio che genera una parvenza di vita, la propria stessa irresolutezza, il proprio stesso attendere, che si alimenta di sé, senza aspirare ad alcun compimento. (Chiara De Luca)

La finzione è dettato cardine dei “Quaderni dell’impostura”. Talvolta cercata come disillusione da sentire decomporsi nel corpo inane. Altrove esercizio di riflessione che cerca di evitare e di mettere in scacco cinismo ed egotismo, per indicare una forma nulla ed ascetica.
La scrittura di Assiri è un viaggio indescritto da paesaggi ed eventi.
È composto da ascolti spesso assordanti oppure da abbandoni in stazioni di stasi, ma c’è sempre, in ogni caso, un avanzamento paradossale: quello della volizione. Materia più sottile della volontà e disincantata, che nel suo caso, assume una sostanza etica del desiderio e lo stimola ad un auto da fè, dove restano dita senza prensione a giocherellare oppure membra dinoccolate nel gesto snervato delle parole.
I Quaderni dell’impostura sono dunque questo andare per stimolazioni progressive, additive ad un’anima, la quale, pur udendo risuonare le lontananze di Paul Celan, va ancora ad addentrarsi nella propria voce notturna. (Alberto Mori)

Note biobibliografiche di Alessandro Assiri
Alessandro Assiri, nato a Bologna nel ’62, è da molti anni residente in Trentino. Presente in diverse raccolte poetiche, ha pubblicato per Aletti Editore “Morgana e le nuvole”, 2004, e “Il giardino dei pensieri recisi”, 2006, con prefazione di Paolo Ruffilli (finalista al Lorenzo Montano XXII edizione); per LietoColle “Modulazione dell’empietà”, 2007, con prefazione di Alberto Mori (segnalato al premio Lorenzo Montano XXI edizione). “Quaderni dell’impostura” è l’ultimo lavoro edito per LietoColle, 2008.
Collabora con riviste sia cartacee che telematiche. Gestisce un frequentato blog di poesia: lettere a nessuno (www.lettereanessuno.splinder.com).
È curatore del progetto “Poeti a Nord-Est” che si occupa di creare sinergie tra artisti prevalentemente del territorio e di portare la parola poetica all’interno delle scuole, con seminari e dibattiti.

Alessandro Assiri, da "modulazione dell’empietà" e poesie inedite

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.