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Roberto Bertoldo, poeta, narratore, saggista

FRANCO SANTAMARIA

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SALA DEGLI OSPITI

 

CRITICA-SAGGISTICA / ROBERTO BERTOLDO


Sui fondamenti dell'amore
 

Roberto Bertoldo, Sui fondamenti dell'amore

Roberto Bertoldo
SUI FONDAMENTI DELL'AMORE
Guerini e Associati, Milano 2007
ISBN 978-88-8335-860-9, pp.172, € 23,00

Per ordinare il libro:
Edizioni Guerini & Associati
viale Filippetti, 28 – 20122 Milano – www.guerini.it



INDICE

Prologo
Introduzione. Il sistema di adattamento

1. Osservazioni preliminari
1.1. Verità e linguaggio
1.2. Due chiarimenti sulla fenomenognomica
1.3. Oggetto, certezze e verità, conoscenza e comprensione. L’importanza dell’arte e dell’amore
1.4. L’ingiustizia di Cartesio e la “giustizia” fenomenognomica
1.5. L’illusione di Husserl
1.6. Scienza sensuale e scienza fenomenologica
1.7. La sensazione come prassi fenomenognomica
1.8. Il tema di questo saggio

2. L’amore fenomenognomico
2.1. Emozioni, sensazioni, sentimenti
2.2. Induzione e immanenzione
2.3. L’amore non è un sentimento
2.4. L’amore è una sensazione
2.5. Mente, cervello, amore. Come ama un computer
2.6. Amore sessuale e desiderio sessuale
2.7. Amore naturale e amore culturale
2.8. L’amicizia è un sentimento deduttivo
2.9. Dovere e virtù
2.10. Il sentimento (induttivo) nell’amore fenomenognomico
2.11. Il sentimento (deduttivo) nell’amore fenomenico
2.12. La sensazione nell’amore
2.13. L’amore e la paura
2.14. Perché il vero amore è fenomenognomico
2.15. Il vero amore è un’illusione
2.16. L’amore autentico e l’arte autentica
2.17. L’illusione del sentimento
2.18. Amore come bisogno, predisposizione e caso
2.19. Base fenomenognomica delle tipologie d’amore: l’importanza del corpo in misura diversa. Perché l’incesto è contro natura
2.20. Perché le femmine non amano in modo fenomenognomico
2.21. Grandezza fenomenica della femmina che perde la testa
2.22. Differenze mentali tra maschi e femmine. Fatti e ipotesi
2.23. L’amore omosessuale
2.24. Perché l’amore non sopporta la quotidianità
2.25. Perché l’amore fenomenognomico è impraticabile

3. Espressioni fenomeniche dell’amore fenomenognomico
3.1. Singolarità e individualità
3.2. Classificazione delle sensazioni
3.3. La causa del vero amore
3.4. “L’amor è uno desio…”?
3.5. Amore e piacere
3.6. Il desiderio. Parte I.
3.7. Il desiderio. Parte II.
3.8. Matrice biologica del desiderio
3.9. La complessità del vero amore
3.10. Reciprocità apparente e disvalore
3.11. Immanenza e valore d’uso

4. Sensazione e sentimenti d’amore
4.1. La passione d’amore
4.2. Amore, gelosia, possessività
4.3. L’amore malato
4.4. Differenza tra amore vero e innamoramento
4.5. È meglio l’amore fenomenognomico o l’amore fenomenico?
4.6. Ancora sulle proiezioni fenomeniche
4.7. La malinconia e la tenerezza
4.8. La socialità, l’angoscia e la morte
4.9. La compatia
4.10. L’amore come trauma e nevrosi

5. Chiarimenti [1. La scienza postkantiana. 2. Leggi logiche e leggi empiriche. 3. Tipologie del sintetico a priori, potenzialità del giudizio, incompiutezza dell’analiticità, analiticità e conversione. 4. Notazione sui numeri e l’aritmetica e differenza tra la falsificazione degli universali empirici e del calcolo aritmetico. 5. I numeri di Dorian Gray. 6. Aritmetica e amore. 7. Le due logiche. Oltre Russell e Gödel. 8. Verità come ipotesi. 9. Note sulla conoscenza, la verità, l’autenticità, la certezza, l’oggettività, l’intenzionalità, la sensibilità. 10. Note su scetticismo, scienza, filosofia, materia ed empatia. 11. Immaginazione come sensazione. 12. L’indeterminismo mente-cervello. 13. L’intelligenza testata. 14. Note sull’amore. 15. L’immanenza della fenomenologia e della fenomenognomica. 16. Dalla ugua-glianza degli individui alla potenzialità del vero amore. 17. Sull’indefinibilità della perfezione come infinito (Il margine della scienza). 18. Sulla natura mono-dimensionale dello spazio e sulla natura intrinseca del tempo. 19. La regola teofanica di Cartesio. 20. Induzione, probabilità, possibilità]

Conclusione


1.8. Il tema di questo saggio
Qui l’amore non è visto, principalmente, né sotto l’aspetto psicologico né sotto quello sociologico, quantunque l’uno e l’altro siano tributari dell’analisi, ma sotto l’aspetto filosofico; di conseguenza questa non è un’indagine fenomenica, non almeno primariamente, bensì fenomenognomica (questo spiega anche l’accenno agli aspetti neurobiologici dell’amore). E non è, dunque, neppure un’indagine essenziale, di quelle che considerano l’amore come la ricerca dell’unità originaria, concezione che è religiosa non solo per le sue sfumature mistiche ma anche per il suo statuto ontologico e quindi ecumenico. Il vero amore, invece, nasce e si consuma nella carne, non nella carne universale, però, ossia nella materia assoluta, in quanto essa non ha che se stessa e pertanto, tutt’al più, amor proprio, che in ogni caso non è il vero amore. Il vero amore è nella carne formata, nel suo stadio fenomeno-gnomico, esso ha radici nella singolarità. Ciò significa che quanto c’è di contingente e quanto c’è di necessario sono connessi in quel sentimento-sensazione col quale tutti dobbiamo fare i conti, se non altro emotivamente. Questo sentimento-sensa-zione, questo amore che viene colto nel suo aspetto fenomenico-fenomenognomico, diviene anche qualcosa di più di un oggetto d’indagine o di un dato di sensazione, diviene una esemplificazione, la più probante, della singolarità.
(…)

2.3. L’amore non è un sentimento
(…)
Il sentimento è importante nell’amore, perché lo protegge e lo ribadisce, ma non è amore. L’amore non tiene conto dei valori, né estetici né etici. Esso non è una costruzione, un atto volontario o cosciente o pratico, né una ricomposizione di sensazioni, ma è sensazione; l’amore è radicato al darsi dell’essere amato, per quanto possa essersi radicato ad esso per bisogni di natura fenomenica (carenza di affetto, desiderio narcisistico, insomma uno degli aspetti divulgati dalla psicologia), che possono preludere o meno all’amore fenomenognomico. Non è quindi qualcosa di direttamente connesso all’idealità, ma alla materialità, sia pure la materia che si forma, che tende a farsi idealità.
Questa natura dell’amore, che si discosta dai modelli, anche romantici, sinora prodotti, non è dunque di essenza fenomenica, non perora la causa delle idealità. L’amore fenomenognomico non è ancora impegno, dovere, interesse, passione, possesso, tenerezza, che sono caratteri del sentimento che ne deriva e che è l’amore fenomenico. L’amore fenomenognomico, propriamente l’amore, è una sensazione vissuta o emotivamente rivissuta. Esso è strettamente connesso alla fisicità, quindi. Ci possiamo certamente imporre di amare, e questa imposizione è almeno un segno di nobiltà, ma nessun modello, che pure si “modelli” su una sensazione (sarebbe pur sempre un’operazione intellettuale), può contenere nella sua essenza la sensazione d’amore, tutt’al più contiene la sensazione di un sentimento d’amore.
(…)

© Roberto Bertoldo, da "Sui fondamenti dell'amore"


Il libro

«Sottraendo alle teorie del sentimento l’amore autentico, l’autore ne evidenzia il carattere al contempo reale e illusorio, biologico e singolare. L’amore è, in sostanza, una religione, ma una religione che ha radici immanenti nella materia, cosicché diviene anche un caso esemplare della fenomenognomica. L’amore vero è impossi-bile, tuttavia impossibile non significa irreale. È impossibile la sua fenomenizza-zione, la sua localizzazione, ma c’è in quanto sensazione.
Seguono considerazioni sull’inconsistenza e sulla non intenzionalità del vero amo-re, sul differente modo di amare di maschi e femmine, sull’amore omosessuale, sul piccolo amore come praticità fenomenica, sulle particolari forme di emozione e, non secondario, sulla distanza di tutto ciò dalla fenomenologia di Husserl e dalle pre-tese cartesiane.
L’autore, teorico del nullismo come superamento del nichilismo e della fenomeno-gnomica come sensuale e titanica proiezione fenomenologica, sostiene le sue tesi sull’amore mediante riferimenti scientifici (la biologia, la neurobiologia, la scienza cognitiva, ecc.) e mediante riflessioni filosofiche sugli aspetti fondanti l’analisi (scienza postkantiana, logica, aritmetica, mente, infinito, tempo, probabilità, ecc.), cosicché il libro risulta un’avvincente messa in atto del metodo fenomenognomico, che concilia scetticismo e certezza». (Mario Marchisio)


L’autore

Roberto Bertoldo ha scritto libri di poesia, di narrativa e di filosofia. Tra le sue pubblicazioni, i romanzi “Lucifero di Wittenberg – Anschluss” (1998), “Anche gli ebrei sono cattivi” (2002), “L’infame” (2009), “Ladyboy” (2009); i saggi “Nullismo e letteratura” (1998), “Principi di fenomenognomica” (2003), “Sui fondamenti dell’amore” (2006), “Anarchismo senza anarchia” (2009); i libri di poesie “Il calvario delle gru” (2000), “L’archivio delle bestemmie” (2006).


Roberto Bertoldo, L'archivio delle bestemmie (poesie)
Roberto Bertoldo, Ladyboy (romanzo)
Roberto Bertoldo, Anarchismo senza anarchia (saggio)

 

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.