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FRANCO SANTAMARIA

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CRITICA-SAGGISTICA / NICOLA VACCA


Nel verso giusto
Milena Tagliavini, il fascino della poesia-verità*

La poesia ha il potere di svelare la verità. I poeti soltanto hanno a disposizione questa straordinaria possibilità di guardare le cose attraverso la lente molteplice di un’interrogazione attenta a non sprecare gli istanti che la vita concede.
A questa importante prospettiva del dettato poetico Milena Tagliavini dedica la sua nuova raccolta, La verità (Book editore, pp.96, euro12,00).
Nei versi della poetessa milanese c’è tutto il potere della poesia che stupisce l’essere con la vita segreta delle parole: <C’è un sogno di cui tu non parli,/ ma da te proviene il senso/ di benessere che mai provasti in vita / contrapposto alla confusione / vermiforme di ciò che appare, / al dolore del pungolo-un abito, / un paio d’occhiali- lasciato / per forza al di qua del confine>. La poesia va ascoltata interrogandone i suoi misteri più profondi. La sua obiettività ci racconta che non sempre quello che appare in superficie corrisponde alla verità. Che cosa?, Chi?, Perché?, Dove?, Quando?, Come? Sono questi i quesiti con i quali la Tagliavini si tuffa nella lirica inquieta dei giorni consumati dalle attese.
La poesia custodisce della verità i suoi più intimi segreti. Nel momento in cui il poeta coltiva il giardino delle parole nella rivelazione l’ordine di tutte le cose diventa un disegno che cerca un’armonia: <Ma il segreto è nascosto / nel sangue e nelle cose alte/ che non vedresti senza di te. / Perciò rincorri le luci delle insegne / e adori un’agonia>.
La cosa più importante per il poeta è quella di <essere testimone / di ciò che non appare>.
Le aperture della mente evocano intuizioni metafisiche che sfuggono al gioco comune delle apparenze. Così Milena Tagliavini interroga, con grande coraggio, la verità stessa della poesia, cerca risposte nella tempesta inquieta di una “borsa piena di cose”.
La poetessa non abbandona mai il minuzioso resoconto dell’invenzione. Racconta la verità intrisa nei giorni perché riesce a guardare oltre il detto di una parola che trova il suo centro fuori la cornice del divenire.
Da una parola spogliata fino all’osso viene a galla, dagli abissi del non rivelato, quella verità della poesia che non smette mai di rivelare impronunciabili pensieri diventati percorsi da suggerire a chi decide, come la poetessa, di navigare nel mondo e nel suo miscuglio.
Milena Tagliavini considera la verità della poesia l’unica possibilità di vedere e cogliere tutto il mistero del mondo.
In un insieme onirico la poesia diventa verbo che sopravvive a qualsiasi caducità terrena. Diventa carne e sangue di tutte le cose che appartengono ai corpi e alle anime.
La sapienza del poeta sta in una lungimiranza del saper guardare:<E’ bellissimo sostare nel momento / in cui la pelle si ancora all’altrove>. Tutto quello che la poetessa cerca lo affida al valore affermativo del titolo del suo libro, quella verità di cui abbiamo tanto bisogno per poter stringere la vita che quotidianamente ci sfugge e spesso sprechiamo con i nostri gesti inconsulti.
La verità della poesia è la grande intuizione che si trova nella poesia della Tagliavini.
L’unica verità, quella del poeta, che è ancora capace di parlare sempre all’uomo del suo tempo e di indicargli il cammino per navigare nel mondo aggredito da un caos violento e dominato dall’assenza di una ragione ordinatrice.
La verità della poesia è la cura suggerita per le malinconie dell’anima. Perché <l’errore sta nella menzogna>.

© Nicola Vacca
"Secolo d’Italia",martedì 28 marzo 2006


 

* Milena Tagliavini, La verità, Book editore (nota di Gabriela Fantato)

 

Biografia di M. Tagliavini + Poesie da "Sabato" || Poesia da "La verità"

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.