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Mirella
Floris, prima di tutto donna eccezionale per intelligenza e
sensibilità, ha presentato nel suo sito Fiat voluntas con l’ironia
che la distingue: “Non è un nuovo tipo di auto, ma un romanzo”
E che romanzo!
Solo una scrittrice suo pari poteva partorire un lavoro tanto
attraente. Gli argomenti avrebbero rischiato pesantezza:
ragione-fede; Big ben- Creazione - opera di Dio.
La Floris è ricorsa a escamotages essenziali per generare
leggerezza: dialoghi stringenti, ironici, descrizione accurata della
natura in estate e primavera nelle Alpi, il dialetto napoletano di
un fraticello, interlocutore della prima parte del libro: “Lo
stallo”, con il quale il protagonista, Marco, un ex professore
d’ideologia agnostica si trova a dialogare nelle lunghe passeggiate
in montagna, per aver scelto un monastero come luogo di riposo e
ripresa psicologica. La seconda parte “ La svolta” vede proseguire
la conversazione con un monsignore astronomo e pure in questo caso
non appaiono segni di ponderosità.
Altra forza della scrittura, la ricorrente prosa poetica non solo
nello scritto in corsivo in cui si evidenziano i momenti salienti
della vita di Marco - il tentato suicidio, i ricordi di Sara, gli
incubi… - ma anche nel tondo, dove scorre il racconto arricchito da
endecasillabi e settenari.
“Sogna di nuovo… d’infanzia lontano”, “uno sforzo… la vede… occhi
neri.”, “Beva adesso, da bravo”, a pag 7, la prima del romanzo.
E ancora: “Pieno di vento: ecco come sono” (pag.9), “Il temporale
incalza… fragori di tuoni sferzano l’aria” (pag.12), “Entra in
fretta nella piccola cella” (pag. 13)”, “tutto è finito, scomparso!
Più nulla!”, “ora il silenzio scende” (pag 49), “tutto rientra nel
vacuo vocio” (pag.51), “Ripensa al discorso sulla scrittura”,
“Smarrimento improvviso…”( pagg.120-121)…
Ricchezza che denota lo spessore della scrittrice si rileva inoltre
dalla molteplicità di sinonimi, soprattutto a fine dialogo, a
seconda delle sfumature del discorso: bofonchia, sospira, sorride,
indica, si sorprende, sentenzia, esita, farfuglia, rimedia, tenta di
sorridere, cerca di opporsi, aderisce, preme, annaspa…
Il tutto condito da frasi di poesie, brani di musica e quadri di
artisti planetari.
Emerge dunque la cultura di rara profondità di Mirella Floris,
amante della vita in tutte le sue componenti.
Per tutto ciò, il testo risulta molto stimolante anche per una
lettura approfondita nelle scuole Superiori, luogo in cui la
scrittrice ha lavorato a lungo con amore e autenticità
intellettuale.
Mi fermo qui. Spero di aver sollecitato curiosità in altri lettori:
non resteranno delusi!
© Lucia Visconti
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Mirella
Floris
FIAT VOLUNTAS, romanzo
(Edizioni Joker, Novi Ligure AL)
Lucia Visconti, da "Per mano",
poesia
Lucia Visconti, da "L'Eco rossa", narrativa
Lucia Visconti, "Se la catena non si spezza"
di F. Santamaria
Lucia Visconti,
Pagine critiche
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