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Federico Moro
VENEZIA IN GUERRA
Le grandi battaglie della Serenissima -
saggio
Mazzanti Editori - ISBN 88-88114-54-8
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Introduzione
Venezia, una Repubblica fondata sulla guerra:
affermazione che sorprende, specie chi la filtri attraverso la lente
del pacifismo che ne ha caratterizzato, nel Settecento, l’ultimo
secolo di vita. Una scelta, il rifiuto del ricorso alla forza
militare, spinta al punto da non opporsi all’invasione napoleonica e
alla propria dissoluzione nella primavera del 17971.
Allora, lo stato d’Europa rimasto libero e
sovrano più a lungo di qualunque altro, primato che resiste
tutt’oggi, e la città fondata da profughi che nessun invasore era
riuscito a occupare caddero senza resistenza davanti a chi, e se ne
parlerà alla conclusione di questo lavoro, non sarebbe mai stato in
grado di conquistarla2.
Il pacifismo tuttavia, ed è la tesi che qui si sostiene, ha
rappresentato un’eccezione nella storia veneziana caratterizzata,
invece, come per qualunque stato dalla costante presenza della
guerra. Lungi, comunque, dal dimostrare l’avvenuto raggiungimento di
una superiore saggezza politica e/o filosofica, la scelta
settecentesca s’inquadra nello specifico approccio della classe
dirigente veneziana al problema dell’uso della forza. Fissato
l’obiettivo strategico della conservazione del potere e del proprio
status all’interno della compagine statale, i patrizi della
ristretta cerchia di governo puntarono progressivamente a ingessare
le realtà emergenti, stroncando qualunque segno di cambiamento per
bloccare l’ascesa politica dei nuovi soggetti, individui o gruppi.
Perché il “nemico” dell’oligarchia al potere a Venezia nel
Settecento era il mutamento di per sé, minaccia gravissima al
mantenimento del primato politico e sociale3. E non c’è dubbio, lo
insegnano proprio le vicende belliche della Serenissima, niente più
di una guerra scuote dalle fondamenta una società. L’immobilismo,
per contro, ha bisogno di quiete, quiete assoluta. Neutralità e
pacifismo, quindi, come valutazione d’interessi, puro e semplice
calcolo da parte del ceto di governo: nient’altro che la genesi di
ogni guerra, anche di quelle affrontate da Venezia.
La Repubblica Serenissima ha combattuto ininterrottamente, contro
tutti e ovunque, per difendere il diritto, considerato naturale e
inalienabile, a essere libera e a dirigere da sé la propria
esistenza. Nonché per il mero guadagno di chi la dirigeva. Ed è così
successo che s’è spesso “dimenticata” dell’uguale e contrario
diritto altrui.
La conseguenza è stata una lunga serie di battaglie, per mare e per
terra, affrontate nell’arco di dieci secoli, termine cronologico qui
preferito a quello della tradizione, fortemente influenzata da
elementi propagandistici, che colloca la “fondazione” di Venezia,
come racconta tra gli altri il doge-letterato Andrea Dandolo nelle
sue Cronache4, nella leggendaria giornata del venticinque marzo 421
a opera dei consoli inviati dai disperati cittadini di Padova. Un
aspetto, nascita dal nulla o ingrandimento di precedenti
insediamenti, che ha diviso gli storici fin dagli albori degli studi
su Venezia. Almeno quanto altre importanti questioni relative alle
vicende della Repubblica Serenissima, con un’unica, significativa,
eccezione: la sfera militare. Basti pensare che sull’argomento
esistono diversi lavori parziali, alcuni eccellenti, ma in sostanza
nessuna opera d’insieme. Soprattutto non c’è chi abbia cercato di
ripercorrere gli infiniti campi di battaglia della Repubblica.
Sembra quasi che la bellezza della città d’acqua e il suo essere
diventato un capolavoro artistico oltre che luogo d’elezione per le
anime romantico-decadenti abbia prodotto un rigetto verso l’evidenza
storica. Ed è per via di tale, singolare, mancanza che è nata l’idea
di questo lavoro, un tentativo di abbozzare un primo ritratto della,
chissà perché, sempre negata Venezia in guerra.
[.....]
© Federico Moro
1 - R. Cessi, “Storia della Repubblica di Venezia”, p. 755, Firenze
2 - F. Moro, “Neutralità e Guerra nel secondo Settecento Veneziano”, pp.
182-84, Tesi di Laurea a.a. 1997-98, Università Ca’ Foscari
Venezia, relatori proff. G. Scarabello e G. Del Torre
3 - ibidem, p. 6
4 - A. Dandolo, “Cronaca veneta” e “Cronaca breve”, Bologna 1912
Il libro
“devi essere deciso a morire per sopravvivere” (Wei Liao Tzu)
Venezia, una Repubblica fondata sulla guerra: è la tesi di questo
libro in cui l’autore ha cercato di coniugare il rigore della
documentazione storica con la scorrevolezza di una narrazione capace
di avvincere il lettore quasi si trattasse di un romanzo. E la
storia della Serenissima spesso ha assunto toni epici e presentato
personaggi degni di figurare in una vicenda di pura invenzione. Con
la differenza, non da poco, d’essere stata scritta con il sangue. Lo
testimoniano i tanti campi di battaglia, terrestri e navali, su cui
armate e flotte della Repubblica hanno affrontato nel corso dei
secoli ogni tipo di avversario. A volte con esito vittorioso, tal
altra pagando gli errori o la superiorità avversaria con brucianti
sconfitte. Coraggio e viltà, audacia e paura, intelligenza e
stupidità, ambiguità e tradimento, come sempre in guerra hanno
accompagnato gli uomini sotto le insegne di San Marco, forgiando i
caratteri essenziali della Serenissima e risultando poi decisivi nel
determinarne il corso delle vicende politiche, sociali, economiche e
culturali.
Venezia in guerra sostiene esplicitamente che Venezia, città e
stato, è nata combattendo e non ha mai esitato, se non alla fine, a
ricorrere all’uso della forza ogni volta che lo abbia ritenuto
necessario, opportuno, conveniente: con le armi ha respinto chi
voleva assoggettarla e attaccando ha costruito un impero. Un saggio
in cui non c’è spazio per il mito della Venezia gaia e libertina,
dedita solo ai piaceri e votata alla pace, creato da molta
pubblicistica, un libro per chi non ha paura di penetrare negli
angoli più oscuri della vera storia della Serenissima.
L’autore
Federico Moro vive e lavora a Venezia. Di formazione classica e
storica, ha intervallato ricerca a scrittura letteraria, saggistica
e teatrale. Ha come principali campi d’interesse la narrativa e il
lato strategico di eventi e decisioni politiche.
È membro della Società Italiana di Storia Militare.
Ha pubblicato i romanzi "Donne
all’Asta" (2002), "La voce della Dea" (2003), "L’Oro e l’Argento" (2005),
"La custode dei segreti" (2005), "Il
Fulmine e il Ciclamoro" (2007),
"Flagellum Dei?", la
raccolta di racconti "Storie a pelo d’acqua"
(2004), il saggio "Venezia in guerra" (2005
e 2007 seconda edizione illustrata) ed "Ercole e il Leone"
(2008),, liriche e altri racconti in forma antologica.
Federico Moro
San Marco 750 - 30124 Venezia - tel. 041.5239753/041.5235695/329.9873742
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