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Federico Moro

FRANCO SANTAMARIA

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CRITICA-SAGGISTICA / FEDERICO MORO


Venezia in guerra, le grandi battaglie della Serenissima
 

Federico Moro, Venezia in guerra / saggio

Federico Moro
VENEZIA IN GUERRA
Le grandi battaglie della Serenissima
- saggio
Mazzanti Editori - ISBN 88-88114-54-8

Per ordinare il libro:
federico_moro@fastwebnet.it - tel. 041.5239753


Introduzione


Venezia, una Repubblica fondata sulla guerra: affermazione che sorprende, specie chi la filtri attraverso la lente del pacifismo che ne ha caratterizzato, nel Settecento, l’ultimo secolo di vita. Una scelta, il rifiuto del ricorso alla forza militare, spinta al punto da non opporsi all’invasione napoleonica e alla propria dissoluzione nella primavera del 17971.
Allora, lo stato d’Europa rimasto libero e sovrano più a lungo di qualunque altro, primato che resiste tutt’oggi, e la città fondata da profughi che nessun invasore era riuscito a occupare caddero senza resistenza davanti a chi, e se ne parlerà alla conclusione di questo lavoro, non sarebbe mai stato in grado di conquistarla2.
Il pacifismo tuttavia, ed è la tesi che qui si sostiene, ha rappresentato un’eccezione nella storia veneziana caratterizzata, invece, come per qualunque stato dalla costante presenza della guerra. Lungi, comunque, dal dimostrare l’avvenuto raggiungimento di una superiore saggezza politica e/o filosofica, la scelta settecentesca s’inquadra nello specifico approccio della classe dirigente veneziana al problema dell’uso della forza. Fissato l’obiettivo strategico della conservazione del potere e del proprio status all’interno della compagine statale, i patrizi della ristretta cerchia di governo puntarono progressivamente a ingessare le realtà emergenti, stroncando qualunque segno di cambiamento per bloccare l’ascesa politica dei nuovi soggetti, individui o gruppi. Perché il “nemico” dell’oligarchia al potere a Venezia nel Settecento era il mutamento di per sé, minaccia gravissima al mantenimento del primato politico e sociale3. E non c’è dubbio, lo insegnano proprio le vicende belliche della Serenissima, niente più di una guerra scuote dalle fondamenta una società. L’immobilismo, per contro, ha bisogno di quiete, quiete assoluta. Neutralità e pacifismo, quindi, come valutazione d’interessi, puro e semplice calcolo da parte del ceto di governo: nient’altro che la genesi di ogni guerra, anche di quelle affrontate da Venezia.
La Repubblica Serenissima ha combattuto ininterrottamente, contro tutti e ovunque, per difendere il diritto, considerato naturale e inalienabile, a essere libera e a dirigere da sé la propria esistenza. Nonché per il mero guadagno di chi la dirigeva. Ed è così successo che s’è spesso “dimenticata” dell’uguale e contrario diritto altrui.
La conseguenza è stata una lunga serie di battaglie, per mare e per terra, affrontate nell’arco di dieci secoli, termine cronologico qui preferito a quello della tradizione, fortemente influenzata da elementi propagandistici, che colloca la “fondazione” di Venezia, come racconta tra gli altri il doge-letterato Andrea Dandolo nelle sue Cronache4, nella leggendaria giornata del venticinque marzo 421 a opera dei consoli inviati dai disperati cittadini di Padova. Un aspetto, nascita dal nulla o ingrandimento di precedenti insediamenti, che ha diviso gli storici fin dagli albori degli studi su Venezia. Almeno quanto altre importanti questioni relative alle vicende della Repubblica Serenissima, con un’unica, significativa, eccezione: la sfera militare. Basti pensare che sull’argomento esistono diversi lavori parziali, alcuni eccellenti, ma in sostanza nessuna opera d’insieme. Soprattutto non c’è chi abbia cercato di ripercorrere gli infiniti campi di battaglia della Repubblica. Sembra quasi che la bellezza della città d’acqua e il suo essere diventato un capolavoro artistico oltre che luogo d’elezione per le anime romantico-decadenti abbia prodotto un rigetto verso l’evidenza storica. Ed è per via di tale, singolare, mancanza che è nata l’idea di questo lavoro, un tentativo di abbozzare un primo ritratto della, chissà perché, sempre negata Venezia in guerra.
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© Federico Moro

1 - R. Cessi, “Storia della Repubblica di Venezia”, p. 755, Firenze
2 - F. Moro, “Neutralità e Guerra nel secondo Settecento Veneziano”, pp. 182-84, Tesi di Laurea a.a. 1997-98, Università Ca’ Foscari Venezia, relatori proff. G. Scarabello e G. Del Torre
3 - ibidem, p. 6
4 - A. Dandolo, “Cronaca veneta” e “Cronaca breve”, Bologna 1912

Il libro

“devi essere deciso a morire per sopravvivere” (Wei Liao Tzu)

Venezia, una Repubblica fondata sulla guerra: è la tesi di questo libro in cui l’autore ha cercato di coniugare il rigore della documentazione storica con la scorrevolezza di una narrazione capace di avvincere il lettore quasi si trattasse di un romanzo. E la storia della Serenissima spesso ha assunto toni epici e presentato personaggi degni di figurare in una vicenda di pura invenzione. Con la differenza, non da poco, d’essere stata scritta con il sangue. Lo testimoniano i tanti campi di battaglia, terrestri e navali, su cui armate e flotte della Repubblica hanno affrontato nel corso dei secoli ogni tipo di avversario. A volte con esito vittorioso, tal altra pagando gli errori o la superiorità avversaria con brucianti sconfitte. Coraggio e viltà, audacia e paura, intelligenza e stupidità, ambiguità e tradimento, come sempre in guerra hanno accompagnato gli uomini sotto le insegne di San Marco, forgiando i caratteri essenziali della Serenissima e risultando poi decisivi nel determinarne il corso delle vicende politiche, sociali, economiche e culturali.
Venezia in guerra sostiene esplicitamente che Venezia, città e stato, è nata combattendo e non ha mai esitato, se non alla fine, a ricorrere all’uso della forza ogni volta che lo abbia ritenuto necessario, opportuno, conveniente: con le armi ha respinto chi voleva assoggettarla e attaccando ha costruito un impero. Un saggio in cui non c’è spazio per il mito della Venezia gaia e libertina, dedita solo ai piaceri e votata alla pace, creato da molta pubblicistica, un libro per chi non ha paura di penetrare negli angoli più oscuri della vera storia della Serenissima.

L’autore

Federico Moro vive e lavora a Venezia. Di formazione classica e storica, ha intervallato ricerca a scrittura letteraria, saggistica e teatrale. Ha come principali campi d’interesse la narrativa e il lato strategico di eventi e decisioni politiche.
È membro della Società Italiana di Storia Militare.
Ha pubblicato i romanzi "Donne all’Asta" (2002), "La voce della Dea" (2003), "L’Oro e l’Argento" (2005), "La custode dei segreti" (2005), "Il Fulmine e il Ciclamoro" (2007), "Flagellum Dei?", la raccolta di racconti "Storie a pelo d’acqua" (2004), il saggio "Venezia in guerra" (2005 e 2007 seconda edizione illustrata) ed "Ercole e il Leone" (2008),, liriche e altri racconti in forma antologica.

Federico Moro
San Marco 750 - 30124 Venezia - tel. 041.5239753/041.5235695/329.9873742
www.federicomoro.it - federico_moro@fastwebnet.it


 

L'Oro e l'Argento|| La custode dei segreti || Flagellum Dei? || Ercole e il Leone
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