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FRANCO SANTAMARIA

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CRITICA-SAGGISTICA / AURELIO DE ROSE


Nadia Pronina e l’immaginario corporeo

La pittura di Nadia Pronina, propone tematiche rappresentative di un “assurdo giuoco figurativo” composto da elementi corporei e della natura: “innaturali” che confluiscono, aggregandosi, nel contesto di una soggettivazione mai estranea al proprio vissuto.
Tele, che hanno in sé tutte le caratteristiche di una “imago” irreale che a volte può apparire inquietante sia nella definizione che nella conformazione descrittiva degli “umanoidi”, così come dei paesaggi scarni e indefinibili nell’esclusivo contesto naturalistico proposto. Elementi quindi, che paiono tratti da un’analisi intimistica tradotta in una surreale narrazione “fiabesca”. Di quest’ultima però dove “l’orco”, spesso orribile e desolante, cela in sé un sensibile e recondito amore da poter offrire.
Frutto, queste narrazioni della Pronina, non solo di una particolare macerata sensibilità al soggettivo divenire; ma anche di quella trasformazione sociale dell’est dell’Europa, “anatomizzato” nella sua interezza. Un vissuto, nel quale si è ritrovata come memoria e corporeità e, verso il quale nutre, nella metamorfosi, una sempre più pacata ma sofferta disamina. Analisi quindi di questo profondo cambiamento, che Ella ha avuto la necessità di affrontare e conseguentemente esprimere mediante una narrazione sistematica di “allegorie” che nell’apparente “contorsione degli elementi descritivi” cerca appigli a soluzioni vitali: più umanizzate...
Non sia da credere inopportuno se questa Sua pittura si può paragonare - e ne offro la meditazione a quanti l’osserveranno in questa nuova mostra romana (1) -: alle opere più inquietanti nell’arte moderna e particolarmente quelle di Francis Bacon e di Edvard Munch. Artisti che rompendo con gli schemi edonistici, ispessivano con tormentati segni un modello figurativo allucinato, inserito in un contesto espressivo tenebroso e, in tal modo, affrontavano i tragici temi esistenziali e coinvolgenti sia della vita che, dell’ amore e della morte.
Contesti ai quali si avvicina la pittura della Pronina che, con un proprio espressio-nismo narrativo tenta appunto di manifestare, non solo la inquietudine di trascorsi momenti vissuti nel contesto sia personale che sociologico ma, soprattutto propone a quelle forze “compresse”, “represse” e, mai completamente definite in forma reale, una collocazione di espressioni corporee manifestanti spiragli di una interiore forza che appare contengano.
Infatti, se pur apparentemente freddi nella emblematica irrealtà, rappresentano ed esprimono invero, tutta una originale volontà di evasione; tale da potersi offrire individualmente e collettivamente ad una nuova vita.
Pittura quindi quella di Nadia Pronina, che oltre all’impatto concettuale, si offre anche per il particolare stile cromatico e compositivo utilizzato. Ciò avviene sia mediante l’impasto delle terre e dei rossi cupi, che nel cesello di “segni criptici” che appaiono nella continuità delle immagini, in rilievo, evidenziate appunto come in un “bassorilievo”; come spartito musicale d’ arazzo.

© Aurelio De Rose
aurelioderose@libero.it
http://www.sesi.it/qualenapoli/


(1) Mostra personale di Nadia Pronina, pittrice moldova, a Roma, presso lo Studio d'Arte Croma di Francesco Corica (via del Governo Vecchio, 118/a), presentata da Aurelio De Rose, inaugurata il 12 maggio 2007.

Nadia Pronina <pronina_n@bk.ru>
http://www.pronina.com
http://www.net-art.it/art_pronina/enter.html

 

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.