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Aurelio De Rose L'ANTICAGLIA
Passeggiando per il Decumano,
cuore della Napoli antica
Stamperia del Valentino, Napoli 2009
ISBN -13 978-88-95063-13-3, € 18
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Introduzione
Nonostante siano passati secoli con stratificazioni che cancellavano
il preesistente, a Napoli, si conserva ancora quasi del tutto
intatta quella urbanizzazione iniziata dai greci prima e dai romani
dopo, che individua in “antica” quella parte della
città dove è concentrata soprattutto l’architettura religiosa.
È nel decumano superiore, prima che negli altri, che si riscontrano
ancora oggi tracce di costruzioni coeve, tanto da dare, ad una parte
di questa strada dove più evidenti appaiono quei resti, il toponimo
di “anticaglia”.
Bartolommeo Capasso, cui si deve un primo approfondìto studio sulle
antichità di questi luoghi, ne scrisse:
« Per me e per quanti amano le patrie glorie, quelle mura sono
sacre: io le guardo sempre con religiosa venerazione. Passando sotto
le basse volte di quegli archi, la mia fantasia attraversa i secoli
e, come per incanto, si trasporta ai tempi che furono. Essa
ricostruisce il diruto teatro, in cui Claudio fece rappresentare la
sua commedia, e volle Nerone dar saggio della sua voce e dell'arte
sua musicale. Ricostruisco il foro, le terme, il ginnasio, i tempii,
i portici, le mura: tutta l'antica città, insomma, si presenta come
un panorama alla mia memoria ».
La pianta in quell’ambito, (secondo il sistema introdotto da
Ippodamo da Mileto, tagliata ad angoli retti dai tre decumani:
inferior, maior e superior, a
loro volta, intersecati dai cardini ben definiti) subiva mutazioni,
nel corso dei secoli, essenzialmente per l’espansione delle mura di
difesa e delle porte d’ingresso alla città; nel frattempo la parte
del tracciato interno, restava sostanzialmente come lo ritroviamo
oggi, nelle tre direttrici principali; così come nei cardini che
hanno avuto alcune modificazioni, dovute alle edificazioni
principalmente religiose nonché civili, nel corso dei vari
insediamenti dominanti.
I percorsi che esaminiamo e proponiamo al lettore corrispondono
all’attuale tracciato. Per il Decumano Superiore, che era chiuso ad
occidente, nei pressi di via Costantinopoli dalla porta Romana e ad
oriente, dalla porta Carbonara, poi detta di S. Sofia, assumerà di
volta in volta i nomi di via Sapienza, via Anticaglia e SS.
Apostoli.
Nella descrizione dei monumenti religiosi e palazzi nobiliari, che
sono compresi in questo itinerario, abbiamo inteso aggiungere non
solo quelli che nella parte più alta di Neapolis avevano dato luogo,
dal XV al XIX secolo, ad una vera cittadella religiosa, ma anche
altri manufatti d’interesse storico artistico esistenti nei “cardini”.
Quanto al primo tratto che esaminiamo, da via Sapienza a via S.
Giuseppe dei Ruffi, l’elemento che più lo caratterizza è il
perimetro di quest’area che nella sua totalità conteneva, come
poc’anzi accennato, per lo più monasteri e chiese e si sviluppava in
circa cento metri per lato, nei quali erano ubicati i complessi di:
S. Maria della Sapienza, Sant’Andrea delle Dame, San Gaudioso, Santa
Maria della Grazie, Sant’Aniello, Santa Maria Regina Coeli, Santa
Maria di Gerusalemme, Santa Patrizia e degli Incurabili.
Attraverso i successivi momenti storici, che determinarono anche
varie soppressioni, molte di quelle fabbriche religiose furono
abbattute, mentre altre furono trasformate nelle attuali strutture
ospedaliere ed altre ancora, invece, abbandonate ad un degrado che
ha rese irriconoscibili le tante preziosità che contenevano.
Solo da alcuni anni – per la maggiore attenzione ed interesse
suscitati dal patrimonio artistico cittadino – molte di quelle opere
che hanno resistito a furti, incuria e vandalismo, hanno fatto
registrare una seppur lenta e momentanea ripresa d’interesse.
Attraverso una serie di restauri che ci si augura non le deturpino,
(vedere a tal proposito lo scempio e cattivo gusto utilizzato nel
restauro del palazzo dello Spagnolo ai Vergini) si spera verranno
riportate allo splendore di un tempo.
© Aurelio De Rose
Alcune immagini

Arco via dell’Anticaglia

L'Autore scende al Teatro Greco

Discesa al Teatro Greco

Teatro Greco

S.Aniello a Caponapoli

Santa Maria Della Sapienza
Il libro
Napoli non é solo "Gomorra" e i deprecabili
spettacoli di "monnezza". È soprattutto un luogo ricco di monumenti
che troppo spesso gli stessi napoletani non conoscono e, chi li
governa, non ha provveduto a renderli in uno stato di decente
visibilità. L’autore, così come per le fontane, le chiese ed i
palazzi, anche con questo testo cerca di accompagnare il lettore nel
Decumano Superiore, che da sempre viene indicato come
“L’Anticaglia”, anche per i resti del teatro greco-romano che vide
Nerone esibirsi.
Da via Sapienza a via Santa Sofia, il percorso individua e narra
d’uno degli itinerari più evocativi, ma stranamente anche il più
trascurato ed ignorato dell’antica Napoli che, chi li governa, non
ha mai provveduto a renderlo in uno stato di decente visibilità.
La passione di Aurelio De Rose per la Città di origine e la sua
penna al contempo profonda e leggera ci consegnano quindi questo
tributo all’Anticaglia, come giusto apporto alla sua conoscenza, tra
storia ed aneddotica, portandoci a scoprire gli aspetti più nascosti
ed intriganti di questo illustre ma quasi obliato angolo della
Città: nucleo primigenio e di massima importanza nel tessuto della
Neapolis greca, se è vero che il suo tracciato ne accoglieva anche
l’Acropoli. È la prima volta, dopo l’ottocentesco studio dei luoghi
di Bartolomeo Capasso, che un libro viene dedicato integralmente
all’argomento. Godiamone quindi la lettura, utilizzandolo come una
vera guida mentre percorriamo fisicamente i luoghi in esso
descritti. E Napoli, nell’auspicio che si possa attraverso una degna
conservazione preservare stratificazioni e artisticità ancora
presenti, ce ne sarà grata.
L'Autore
Critico d’arte, poeta, studioso della vita artistica napoletana
antica e moderna. Ha collaborato e collabora con quotidiani, riviste
letterarie e culturali, con interventi di storia del costume e
critica d'arte.
Tra i vincitori del Premio Pontano 1977 (sez. poesia).
Ha pubblicato: “Monili”, poesia (IGEI, Napoli 1979); “Napoli
dell'antico e del nuovo. Cronologia dinastica e itinerari della
città” (il Girasole, Napoli 1994); “Le fontane di Napoli” (Newton &
Compton, Roma 1994); “Le chiese gotiche di Napoli” (Newton &
Compton, Roma 1995); “Palazzi di Napoli” (Newton & Compton, Roma
2001), “L’Anticaglia” (Stamperia del Valentino, Napoli 2009).
È presente in varie antologie tra le quali si citano le più recenti:
“La parola negata (rapporto sulla poesia a Napoli)” di Mario M.
Gabriele (Nuova Letteratura, Campobasso 2004); “Le città dei poeti”,
a cura di Carlo Felice Colucci (Guida, Napoli 2005).
Ha conseguito, oltre al Premio Pontano 1977, anche il Primo Premio
Memorial Gennaro Sparagna 2007, per la silloge “Prova d'Autore.
Concerto per pianoforte”.
Blog: blog.libero.it/auurelioderosear/
E-mail:
aurelioderose@libero.it
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