Franco Santamaria,poesia,narrativa,pittura,culturapoesia narrativa pittura arte
   

 

Aurelio De Rose

FRANCO SANTAMARIA

Opere
Hanno detto di
Franco Santamaria
Biografia
Biographie 
SALA DEGLI OSPITI
Poesia
Narrativa
Arte
Critica-Sagg.
Citazioni

Eventi Culturali Naz.
Concorsi Letter./Art.
Link Culturali

SALA DEGLI OSPITI

 

CRITICA-SAGGISTICA / AURELIO DE ROSE


L'Anticaglia

 

Aurelio De Rose, L'Anticaglia

Aurelio De Rose
L'ANTICAGLIA
Passeggiando per il Decumano, cuore della Napoli antica
Stamperia del Valentino, Napoli 2009
ISBN -13 978-88-95063-13-3, € 18

Per ordinare il libro:
- Stamperia del Valentino, via Raffaele Tarantino 4 - 80128 Napoli
- tel. 081 5787569, cell. 347 1249126
- www.stamperiadelvalentino.it

Introduzione

Nonostante siano passati secoli con stratificazioni che cancellavano il preesistente, a Napoli, si conserva ancora quasi del tutto intatta quella urbanizzazione iniziata dai greci prima e dai romani dopo, che individua in “antica” quella parte della città dove è concentrata soprattutto l’architettura religiosa.
È nel decumano superiore, prima che negli altri, che si riscontrano ancora oggi tracce di costruzioni coeve, tanto da dare, ad una parte di questa strada dove più evidenti appaiono quei resti, il toponimo di “anticaglia”.
Bartolommeo Capasso, cui si deve un primo approfondìto studio sulle antichità di questi luoghi, ne scrisse:
« Per me e per quanti amano le patrie glorie, quelle mura sono sacre: io le guardo sempre con religiosa venerazione. Passando sotto le basse volte di quegli archi, la mia fantasia attraversa i secoli e, come per incanto, si trasporta ai tempi che furono. Essa ricostruisce il diruto teatro, in cui Claudio fece rappresentare la sua commedia, e volle Nerone dar saggio della sua voce e dell'arte sua musicale. Ricostruisco il foro, le terme, il ginnasio, i tempii, i portici, le mura: tutta l'antica città, insomma, si presenta come un panorama alla mia memoria ».
La pianta in quell’ambito, (secondo il sistema introdotto da Ippodamo da Mileto, tagliata ad angoli retti dai tre decumani: inferior, maior e superior, a loro volta, intersecati dai cardini ben definiti) subiva mutazioni, nel corso dei secoli, essenzialmente per l’espansione delle mura di difesa e delle porte d’ingresso alla città; nel frattempo la parte del tracciato interno, restava sostanzialmente come lo ritroviamo oggi, nelle tre direttrici principali; così come nei cardini che hanno avuto alcune modificazioni, dovute alle edificazioni principalmente religiose nonché civili, nel corso dei vari insediamenti dominanti.
I percorsi che esaminiamo e proponiamo al lettore corrispondono all’attuale tracciato. Per il Decumano Superiore, che era chiuso ad occidente, nei pressi di via Costantinopoli dalla porta Romana e ad oriente, dalla porta Carbonara, poi detta di S. Sofia, assumerà di volta in volta i nomi di via Sapienza, via Anticaglia e SS. Apostoli.
Nella descrizione dei monumenti religiosi e palazzi nobiliari, che sono compresi in questo itinerario, abbiamo inteso aggiungere non solo quelli che nella parte più alta di Neapolis avevano dato luogo, dal XV al XIX secolo, ad una vera cittadella religiosa, ma anche altri manufatti d’interesse storico artistico esistenti nei “cardini”.
Quanto al primo tratto che esaminiamo, da via Sapienza a via S. Giuseppe dei Ruffi, l’elemento che più lo caratterizza è il perimetro di quest’area che nella sua totalità conteneva, come poc’anzi accennato, per lo più monasteri e chiese e si sviluppava in circa cento metri per lato, nei quali erano ubicati i complessi di: S. Maria della Sapienza, Sant’Andrea delle Dame, San Gaudioso, Santa Maria della Grazie, Sant’Aniello, Santa Maria Regina Coeli, Santa Maria di Gerusalemme, Santa Patrizia e degli Incurabili.
Attraverso i successivi momenti storici, che determinarono anche varie soppressioni, molte di quelle fabbriche religiose furono abbattute, mentre altre furono trasformate nelle attuali strutture ospedaliere ed altre ancora, invece, abbandonate ad un degrado che ha rese irriconoscibili le tante preziosità che contenevano.
Solo da alcuni anni – per la maggiore attenzione ed interesse suscitati dal patrimonio artistico cittadino – molte di quelle opere che hanno resistito a furti, incuria e vandalismo, hanno fatto registrare una seppur lenta e momentanea ripresa d’interesse. Attraverso una serie di restauri che ci si augura non le deturpino, (vedere a tal proposito lo scempio e cattivo gusto utilizzato nel restauro del palazzo dello Spagnolo ai Vergini) si spera verranno riportate allo splendore di un tempo.

© Aurelio De Rose

Alcune immagini

Arco via dell’Anticaglia
Arco via dell’Anticaglia

L'Autore scende al Teatro Greco
L'Autore scende al Teatro Greco

Discesa al Teatro Greco
Discesa al Teatro Greco

Teatro Greco
Teatro Greco

S.Aniello a Caponapoli
S.Aniello a Caponapoli

Santa Maria Della Sapienza
Santa Maria Della Sapienza

Il libro

Napoli non é solo "Gomorra" e i deprecabili spettacoli di "monnezza". È soprattutto un luogo ricco di monumenti che troppo spesso gli stessi napoletani non conoscono e, chi li governa, non ha provveduto a renderli in uno stato di decente visibilità. L’autore, così come per le fontane, le chiese ed i palazzi, anche con questo testo cerca di accompagnare il lettore nel Decumano Superiore, che da sempre viene indicato come “L’Anticaglia”, anche per i resti del teatro greco-romano che vide Nerone esibirsi.

Da via Sapienza a via Santa Sofia, il percorso individua e narra d’uno degli itinerari più evocativi, ma stranamente anche il più trascurato ed ignorato dell’antica Napoli che, chi li governa, non ha mai provveduto a renderlo in uno stato di decente visibilità.

La passione di Aurelio De Rose per la Città di origine e la sua penna al contempo profonda e leggera ci consegnano quindi questo tributo all’Anticaglia, come giusto apporto alla sua conoscenza, tra storia ed aneddotica, portandoci a scoprire gli aspetti più nascosti ed intriganti di questo illustre ma quasi obliato angolo della Città: nucleo primigenio e di massima importanza nel tessuto della Neapolis greca, se è vero che il suo tracciato ne accoglieva anche l’Acropoli. È la prima volta, dopo l’ottocentesco studio dei luoghi di Bartolomeo Capasso, che un libro viene dedicato integralmente all’argomento. Godiamone quindi la lettura, utilizzandolo come una vera guida mentre percorriamo fisicamente i luoghi in esso descritti. E Napoli, nell’auspicio che si possa attraverso una degna conservazione preservare stratificazioni e artisticità ancora presenti, ce ne sarà grata.

L'Autore

Critico d’arte, poeta, studioso della vita artistica napoletana antica e moderna. Ha collaborato e collabora con quotidiani, riviste letterarie e culturali, con interventi di storia del costume e critica d'arte.
Tra i vincitori del Premio Pontano 1977 (sez. poesia).
Ha pubblicato: “Monili”, poesia (IGEI, Napoli 1979); “Napoli dell'antico e del nuovo. Cronologia dinastica e itinerari della città” (il Girasole, Napoli 1994); “Le fontane di Napoli” (Newton & Compton, Roma 1994); “Le chiese gotiche di Napoli” (Newton & Compton, Roma 1995); “Palazzi di Napoli” (Newton & Compton, Roma 2001), “L’Anticaglia” (Stamperia del Valentino, Napoli 2009).
È presente in varie antologie tra le quali si citano le più recenti: “La parola negata (rapporto sulla poesia a Napoli)” di Mario M. Gabriele (Nuova Letteratura, Campobasso 2004); “Le città dei poeti”, a cura di Carlo Felice Colucci (Guida, Napoli 2005).
Ha conseguito, oltre al Premio Pontano 1977, anche il Primo Premio Memorial Gennaro Sparagna 2007, per la silloge “Prova d'Autore. Concerto per pianoforte”.


Blog: blog.libero.it/auurelioderosear/
E-mail: aurelioderose@libero.it

 


 

Ancora su Modulazioni.it:
Aurelio De Rose, da "Prova d'Autore" e "Monili"
Aurelio De Rose, su Nadia Pronina
Aurelio De Rose, su  "Se la catena non si spezza" di F. Santamaria
Aurelio De Rose, su "Parola e Immagine" di F. Santamaria

 

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.