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Ringrazio
tutti per l’invito e per l’accoglienza.
Sono un’artigiana della parola, parola che utilizzo nell’esercizio
dell’attività d’insegnamento e di scrittura, parola che assimilo nel
corso dell’attività di studio e di ricerca.
Se difficoltà ci sono state nella mia vita non penso di doverle
attribuire al fatto di appartenere al genere femminile, quanto,
piuttosto, al fatto di aver sempre privilegiato lo studio, anche a
costo di sacrifici economici, nella famiglia di provenienza e in
quella che ho formato. Ho avuto la fortuna di trovare intorno a me
persone sensibili alla mia vocazione, persone che hanno accettato la
mia differenza.
Ad attività più redditizie ho sempre preferito anteporre il paziente
esercizio della ricerca, della riflessione, cui si abbina, qui in
Canada soprattutto, l’esercizio della capacità di dialogare, che
oggi diviene sempre più necessaria.
Nella motivazione dell’invito a questa bella manifestazione mi è
stato detto che sarei una rappresentante del mondo della cultura.
Che cosa si intende per cultura?
La cultura non è solo quella libresca, pur importante, che
contribuisce ad affinare le capacità intellettuali, a disciplinare
la mente. La cultura è soprattutto una progressiva acquisizione,
lunga quanto la nostra vita, della sapienza del cuore, fatta di
capacità di esprimere parole che porgono aiuto e sollievo o di
capacità di tacere e di ascoltare.
Nella donna in particolare la cultura è capacità di osservazione di
indizi, anche minimi, di sofferenza da lenire. È la dolcezza di un
sorriso, è la carezza a un bambino, è la mano tesa a chi ha bisogno.
Possiamo tanto, ognuna con le sue individuali capacità.
Abbiamo immensi potenziali di bontà da elargire in famiglia e nella
società, attraverso un paziente lavoro di trasformazione positiva,
che privilegia i valori morali e l’educazione.
Coerentemente con questa convinzione nella mia famiglia si sta
lavorando da anni intorno al progetto di istituzione di un Liceo di
stampo italiano qui a Toronto.
In questo Liceo cultura ed educazione morale dovrebbero coincidere.
Si auspica di poterlo realizzare quanto prima, anche perché risponde
alle aspettative di molti genitori.
Un saluto affettuoso a tutte le donne qui presenti e alle donne del
mondo intero, soprattutto a quelle che sono costrette al silenzio.
Grazie.
© Antonia Chimenti
Toronto, 6 marzo 2010
* Discorso pronunciato da Antonia
Chimenti durante la celebrazione della Festa della Donna,
organizzata dal Comites di Toronto, il 6 marzo 2010, presso la Dante
Alighiery Academy.
Durante la cerimonia sono state premiate, con un riconoscimento
dell’On. Laura Albanese, MPP, donne che si sono distinte in vari
ambiti.
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