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FRANCO SANTAMARIA

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CRITICA-SAGGISTICA / AGNESE PALUMBO


"Il guappo" di Monica Florio *

Chi di sfregio ferisce di sfregio perisce. Il guappo, figura storicamente riconosciuta, oggi si confonde facilmente con quella del camorrista (e anche qui ci sarebbe da scindere convinzioni popolari e cronaca nera!). Eppure, a chiedere un po’ in giro nei pressi dei quartieri, si incontrerà una popolazione di esperti e pronti in materia. Non che si siano tutti riscoperti storici, il fatto è che l’errore di sovrapposizione l’ha creato il folclore. Eh sì, perché il guappo è guappo. Il camorrista è camorrista. Esiste un vero e proprio elenco di differenze socio- culturali, letterarie e non solo!
Ha affrontato questo singolare argomento Monica Florio, scrittrice e saggista napoletana, nel suo “Il Guappo” (Kairòs Edizioni, 10 €): “Il guappo rappresenta una faccia della malavita, quella non organizzata che, a partire dal ‘900, iniziò a perdere la propria identità, fondata anche sull’antico codice d’onore ignorato dai moderni criminali, per confondersi con il rivale camorrista. Per quanto concerne l’immagine del guappo come eroe popolare, essa scaturisce senz’altro da fattori psicologici rilevanti, avendo egli realizzato tutte quelle aspirazioni sociali, quei bisogni e quei desideri inespressi che sono stati proiettati dalle masse su di lui. Non va dimenticato, poi, che gli stessi artisti non erano immuni dal rispetto verso i guappi da cui ricevevano protezione in modo disinteressato”.
Un tempo scomparso certamente. Riempito di retorica e buonismo ma che in fondo nasconde una realtà che, ripulita dei tanti fronzoli, è ancora più interessante. E così, si scopre ad esempio che il grande Ferdinando Russo era un guappo: “Fu così, in pochi minuti - racconta il poeta nel documento ‘Come divenni guappo’ - Ed io, devo confessarlo, divenni guappo per Lei. E dico Lei! Perché c’entra una Lei! Vecchia storia,quella di lui e di lei. Ma quale storia è nuova?Fu sempre la donna, però, che fece l’uomo. Lo fece e lo disfece: gli infuse coraggio o viltà. L’innalzò all’eroismo, lo precipitò negli abissi della più abietta vigliaccheria. […] Insomma, te lo girò e rigirò come volle. E continua a cucinarlo come vuole…Or se divenni guappo, io lo debbo a lei”.
Ma come nasce allora un guappo? Il racconto di Russo, che alla fine si domanda se gli sia davvero convenuto scegliere la vita dello scrittore a quella del guappo, è solo uno dei tanti modi per meritare il titolo. Guappo si diventa per meriti, per discendenza, per necessità… Monica Florio, in questo saggio davvero gustoso, approfondisce il percorso storico che ha portato alla nascita di questa figura: le biografie dei principali esponenti, Antonio Spavone, Pupetta Maresca o Pasquale Simonetti, noto per aver schiaffeggiato in pubblico Luky Luciano, i riferimenti letterari, quelli teatrali e cinematografici, come “Carmela è una bambola”, “San Giovanni decollato” o “Un turco napoletano”. La Florio non dimentica neppure la canzone napoletana citando i testi di “Don Carluccio” di Salvatore di Giacomo o la celeberrima “Guapperia”, scritta nel 1914 da Libero Bovio e Rodolfo Falvo e divenuta in seguito famosissima nella sceneggiata merolana: ‘Scetateve guaglione ’e mala vita’. Così esordiva. “Il mio saggio rievoca una Napoli estinta a cui le vecchie generazioni guardano spesso con rimpianto. Io mi sono accostata a questa materia con quel distacco critico di chi, cresciuta in una Napoli senza guappi, li considera un’icona. Il rifiuto di ogni stereotipo è alla base della mia attività di scrittrice. Ma l’iconografia partenopea non è la mia sola materia anzi! Due miei racconti sono apparsi nelle raccolte “Vedi Napoli e poi scrivi” e “San Gennoir”, edite entrambe dalla Kairòs. Le storie che racconto ritraggono persone ordinarie, emarginate per motivi economici, culturali, sessuali. Mi interessa esplorare la diversità nelle sue sfaccettature: omosessualità, handicap, follia, nell’ottica di un superamento degli atteggiamenti razzisti e di quelli, spesso ancora più falsi, dettati dal politicamente corretto”, conclude la scrittrice.

© Agnese Palumbo


 

* Monica Florio, Il guappo nella storia, nell'arte, nel costume - Prefazione di Ernesto Filoso, Edizioni Kairòs, 2004 - ISBN 88-901276-0-0, p. 81, € 10,00

 

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.