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L'Arte di
Margherita Fascione
I mari in tempesta di Margherita Fascione
I fragorosi mari in tempesta di Margherita Fascione riempiono lo
spazio rappresentativo della tela con vortici cromatici di intenso
dinamismo, in una prospettiva febbrile ed emotiva che fissa in
tantissime porzioni infinitesimali di tempo l'immagine delle acque
stesse. (…). Più che in altri contesti, la Fascione trasforma
l'incanto degli spazi acquatici in metafora di uno stato d'animo,
con un approccio espressionista che elimina ogni orizzonte e
concentra sulle "astrazioni" formali dei cromatismi ondosi tutti i
punti di riferimento. (Federico De Caroli (Deca) - Savona, aprile 2003)
Il Colore del Mito
...la donna di Margherita è eterea, caratteristica che in certo qual
modo il mito impone, ma è etera l'essenza della donna stessa che va
a intaccare l'idea moderna della donna determinata, pragmatica,
compiaciuta.(...) E' questo il rapporto col "suo" mito, il suo
sentirsi a disagio nella spoglie della sua storia, la storia della
sua anima...il colore che l'avvolge segna il divincolarsi della sua
natura ufficiale per testimoniare quello che sarebbe stata se non l'avessero
scritta... (Stefano Ferrioli – Ferrara, dicembre 2003)
Donne allo specchio
Figure il cui profilo si sfa, perdendosi in una fitta sequenza di
segni filamentosi e di sbuffi di colore; un fondale densamente
punteggiato, che si direbbe erede del divisionismo e che trasuda
atmosfericità e luminosità; una sospensione del tempo, sottraendosi
al tempo, come in ogni epifania del mito, qualunque segno di
distinzione storica o marca di identificazione che riporti alla
realtà; uno spazio che si nega alla prospettiva e si presta,
piuttosto, a dinamiche di rifrazione, a effetti di duplicazione
delle immagini come in specchio, per entro un contesto determinato
da nessi sincronici e quasi regolato da movimenti di
compenetrazione; personaggi sulla cui appartenenza al paradigma del
mito – talvolta segnalata da gesti, coreografie o oggetti di scena –
si posa un velo di affabilità che aggiunge alle figure un tono di
sensualità, tra incanto, meraviglia e malizia; un alone indefinito,
un pastellato fiorire di natura a contorno delle immagine che hanno
anche queste un qualcosa di naïf; come in certa tradizione, il
concorso della lettura che parla dal titolo concorrendo all’opera ed
al suo senso: questa la pittura di Margherita Fascione nel ciclo
ispirato al mito. Una pittura che sembra riprendere modelli e stili
di quella che fu la stagione del simbolismo italiano di fine
Ottocento ma erotizzandoli con leggerezza e garbo sorridente e
accompagnando il mito con un elegante controcanto di anacronismo e
di distacco. (Marcello Carlino, Storico della critica d'arte
– Roma, maggio 2004)
L’arte di Margherita Fascione
L’anima è discinta come la Primavera in fiore: penso sia questa
l’impressione estemporanea che l’Ananke della Fascione fornisce allo
spettatore. La materia colorata che l’Ananke trascina con sé è un
magma floreale che stringe la figura umana al contesto immaginario,
che le si abbarbica alle membra…è il prolungamento romantico di
un’anima femminile quanto mai fluida, un’appendice che si fa indice
iconografico di una sorta di palingenesi poetica. Tutto è materia e
la materia può farsi arte. Ananke come Destino che ha gli occhi
vitrei dello smeraldo, che si riversa negli sguardi femminei di
Destini Avvinti, mentre una scena bellica sospesa nel tempo si
profila sotto le sognanti essenze. L’arte della Fascione è la resa
pittorica di uno sguardo che si figge in lontananza, che affissa un
altrove che è il dentro di ognuno, è il canto dell’irrealtà di un
mito che pulsa sulla tela per condurci in luoghi arcani, in eden
perduti, in spazi reconditi, come quelli dell’anima. Le citazioni
culturali in cui la Fascione si profonde sono rese attraverso gli
stilemi neoclassici di una bellezza algida ma piena nella sua
assolutezza, in cui alle volte la figura umana diviene scultura
marmorea, aggettante sulla tela, concepita pur sempre come la
visione intimistica di un sogno. Di qui l’uso di tinte tenui,
perlate, in cui è facile leggere la fuggevolezza del tocco del
pennello. La chioma ramata della Venere botticelliana e della Danae
di Klimt conferisce alla Pandora, alla Circe e alle Nereidi della
pittrice un’aura sofisticata, che sa di pathos/fuoco e di arcano.
Sono bellezze rinascimentali e noveau nelle vesti di un’ Alcione
dannunziana: la Circe è la fusione perfetta di impressionistiche
virgole di colore, ognuna speculare all’altra, per la resa ottimale
di un’essenza esteticamente compiaciuta nella sua carnalità. Penso
che un’arte concepita in maniera così interiore non necessiti di
mere descrizioni, per questo ho reputato più valido l’esprimere che
il descrivere, palesando sensazioni, al di là di giudizi
tecnicistici, che sono solamente il frutto della decodificazione di
un messaggio artistico. La realizzazione di un quadro: questo mi è
parso di fare esprimendomi su questo giovane talento. (Silvano
Russo – Roccamonfina, luglio 2004)
La natura, il territorio e l’immaginario collettivo
(…) È così che Margherita Fascione ha dipinto i suoi paesaggi:
imprimendo sulla tela i ricordi scaturiti da una memoria archiviata
ma mai cancellata. Le sue opere sembrano immagini nate
dall’inconscio e concretizzatesi insieme all’odore dell’erba, al
fruscio delle foglie e al brivido sottile che lascia sulla pelle il
soffio leggero del vento. È tangibile il legame tra l’artista e la
sua terra che, negli anni, ha mantenuto intatte le vivacità della
natura (…) Così, con la stessa nostalgica memoria, prendono vita le
figure di Margherita Fascione, personaggi che sembrano essersi
originati dai suoi paesaggi, ne riprendono i colori, emanano lo
stesso sottile profumo di fiori e i capelli sono mossi dallo stesso
leggero alito di vento. Donne che mantengono una freschezza
espressiva tra il ricordo sfumato e il mito di un inconscio
collettivo.
I due generi pittorici di Margherita, pur apparentemente così
diversi tra loro, non possono essere considerati altro che la
proiezione di diverse emozioni scaturite dalla stessa fonte: la sua
terra. (Donatella Bartoli – Roma, luglio 2004)
Interposizioni, come onde o squarci, che ci introducono nel suo
mondo fiabesco. Un globo di esclusive intimità, gelosamente
custodite per molto tempo e che ora Margherita Fascione non esita a
svelare, quasi sentisse la necessità di liberarsene. Epifania di una
presenza discreta e sottile, in bilico tra metafisica e quotidiano
senso dell’esistenza, ma, soprattutto, affascinante simbiosi tra
l’artista e le proprie opere. (Giuseppe Tenti –
Varese, 8 maggio 2005)
Biografia e Curriculum di
Margherita Fascione
Margherita Fascione, laureata in Filosofia, presso l’Istituto
Universitario Orientale di Napoli, successivamente specializzata in
Estetica e teoria delle arti, all’Istituto Suor Orsola Benincasa,
quindi laureata in Lettere Classiche, presso l’Università degli
Studi di Cassino, è pittrice autodidatta; la sua formazione classica
ed il suo interesse per la natura, la porta ad individuare, fra i
personaggi dei Miti antichi, i protagonisti delle sue opere. Nelle
sue ultime tele la Fascione sperimenta nuovi linguaggi artistici,
utilizzando materiali, texture e tecniche diverse nella stessa
opera; interposizioni, come onde o squarci, epifania di presenze
discrete e sottili, in bilico tra metafisica e quotidiano senso
dell’esistenza.
Principali esposizioni personali:
1997-98-99: Cassino -
Galleria Comunale; 2000: Formia - La Donna e la Luce - Sale dei
Criptoportici (Villa Apollinaris); 2001: Boville Ernica - Museo
Civico; Gaeta - Club Nautico; Sperlonga - Eventi delle notti
d'estate; Fregene - Gilda on the beach; Roma - Galleria Studiologos;
2002: Barcellona - Sala Barna; Rocca d'Evandro - La Casina;
Venafro - Isole delle Figurazione (a cura di Rocco Zani) - Palazzo San
Francesco; 2003: Torino - Avvolti dalle acque (a cura di Adelinda
Allegretti) - Circolo Pueblo, Associazione Fuorisede, Associazione
Fuoriluogo, Circolo Arci La Cadrega, Caffè del progresso; Minturno -
Il Fragore del Silenzio - Castello Baronale; Ferrara - Art room
Banca Mediolanum; Fondi - I percorsi del Mito: il mondo di Circe -
Castello Caetani; Formia - Mito Natura Colore - Galleria della
Corte; Sessa Aurunca - Il Colore del Mito - Castello Ducale; 2004:
Cassino - Le donne viste da una donna - In Woman#1- In Store;
Firenze, Coffee Shop Nannini; Roccamonfina - La natura, il
territorio e l'immaginario collettivo - Comunità Montana Monte Santa
Croce; Sessa Aurunca - Riso amaro - Castello Ducale; 2005;
Pontecorvo - Liliale nudo mitologico (a cura di Grimoaldo Di Sotto)
- Biblioteca Comunale; Napoli - Espressioni artistiche tra
matericità e cromatismo nell'impeto del Segno (a cura di Jole
Benoffi) - Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II; Fondi - Chiostro
di San Francesco; 2006: Cassino: Imago, Biblioteca Comunale.
Principali esposizioni collettive:
1997-98-99: Alatri -
Expò d'arte in Ciociaria; Roccasecca - VI estemporanea di pittura
(premiata); Cassino - Sala mostre; 2001: Roma - Chiesa Anglicana All
Saint Church; Castelnuovo Parano - I ed. Castelnuovo Art (premiata);
Fiuggi - IX Expò d'arte in Ciociaria; Sperlonga - Eventi delle notti
d'estate; 2002: Milano - Galleria Eustachi, (premio speciale della
giuria); Ferrara - Sale dell'Imbarcadero del Castello Estense - I
Biennale Internazionale dell' Arte Contemporane; Ferrara - Forme e
colori 2002 - Galleria Alba; Alassio - Grand Hotel Spiaggia;
CAGLIARI - Cittadella dei Musei; BARI - Galleria Lanzolla; 2003:
Noli (SV) - 100 artisti per la pace - Galleria Noli Arte; Roma -
Teatro dei servi - Espressioni: i Simboli dello Sport; 2004:
Collecchio - Corte di Giarola; Milano - Segrete di Bocca;
Czestochowa-Varsavia - Galleria Prezydenka; 2005: Pontedera - Fuori
Luogo - Carrozzeria Rizzieri; Cassino - I premio di pittura Città
Nostra - Museo Archeologico; 2007: Soiana di Terricciola (Pisa) –
Villa San Marco; 2008: Barletta – Ogni giorno, ad ogni ora - Centro
Culturale ZeroUno; Genova – Sogni e trasparenze dell’universo
femminile - Palazzo Ratto-Picasso; Arezzo - Arte per non dimenticare
– Galleria La Bottega dell’Arte; Roccasecca - Artemisia e le altre –
La Locanda del Castello; Napoli - Lu Cuntu de lu Mare – Nuova
Stazione Marittima; Napoli; Liberamente Rosso, LineadArte Officina Creativa.
Sitoweb:
www.margheritafascione.it/
Email: info@margheritafascione.it
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