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Margherita Fascione

FRANCO SANTAMARIA

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Franco Santamaria
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SALA DEGLI OSPITI

 

 

ARTE / MARGHERITA FASCIONE

Margherita Fascione, “Volto di donna (Maria)”

© Margherita Fascione, “Volto di donna (Maria)”, olio su tela, 40x30, 2006

 

Margherita Fascione, “Ritratto 2”

© Margherita Fascione, “Ritratto 2”, olio su tela, 50x40, 2003

 

Margherita Fascione, “Metafora di un riflesso”

© Margherita Fascione, “Metafora di un riflesso”, olio su tela, 50x70, 2004

 

Margherita Fascione, “Nereidi”

© Margherita Fascione, “Nereidi”, olio su tela, 50x40, 2003

 

Margherita Fascione, “Sabbah”

© Margherita Fascione, “Sabbah”, olio su tela, 80x60, 2003

 

Margherita Fascione, “Ananke”

© Margherita Fascione, “Ananke”, olio su tela, 70x100, 2002

 

L'Arte di Margherita Fascione

I mari in tempesta di Margherita Fascione
I fragorosi mari in tempesta di Margherita Fascione riempiono lo spazio rappresentativo della tela con vortici cromatici di intenso dinamismo, in una prospettiva febbrile ed emotiva che fissa in tantissime porzioni infinitesimali di tempo l'immagine delle acque stesse. (…). Più che in altri contesti, la Fascione trasforma l'incanto degli spazi acquatici in metafora di uno stato d'animo, con un approccio espressionista che elimina ogni orizzonte e concentra sulle "astrazioni" formali dei cromatismi ondosi tutti i punti di riferimento. (Federico De Caroli (Deca) - Savona, aprile 2003)

Il Colore del Mito
...la donna di Margherita è eterea, caratteristica che in certo qual modo il mito impone, ma è etera l'essenza della donna stessa che va a intaccare l'idea moderna della donna determinata, pragmatica, compiaciuta.(...) E' questo il rapporto col "suo" mito, il suo sentirsi a disagio nella spoglie della sua storia, la storia della sua anima...il colore che l'avvolge segna il divincolarsi della sua natura ufficiale per testimoniare quello che sarebbe stata se non l'avessero scritta... (Stefano Ferrioli – Ferrara, dicembre 2003)

Donne allo specchio
Figure il cui profilo si sfa, perdendosi in una fitta sequenza di segni filamentosi e di sbuffi di colore; un fondale densamente punteggiato, che si direbbe erede del divisionismo e che trasuda atmosfericità e luminosità; una sospensione del tempo, sottraendosi al tempo, come in ogni epifania del mito, qualunque segno di distinzione storica o marca di identificazione che riporti alla realtà; uno spazio che si nega alla prospettiva e si presta, piuttosto, a dinamiche di rifrazione, a effetti di duplicazione delle immagini come in specchio, per entro un contesto determinato da nessi sincronici e quasi regolato da movimenti di compenetrazione; personaggi sulla cui appartenenza al paradigma del mito – talvolta segnalata da gesti, coreografie o oggetti di scena – si posa un velo di affabilità che aggiunge alle figure un tono di sensualità, tra incanto, meraviglia e malizia; un alone indefinito, un pastellato fiorire di natura a contorno delle immagine che hanno anche queste un qualcosa di naïf; come in certa tradizione, il concorso della lettura che parla dal titolo concorrendo all’opera ed al suo senso: questa la pittura di Margherita Fascione nel ciclo ispirato al mito. Una pittura che sembra riprendere modelli e stili di quella che fu la stagione del simbolismo italiano di fine Ottocento ma erotizzandoli con leggerezza e garbo sorridente e accompagnando il mito con un elegante controcanto di anacronismo e di distacco. (Marcello Carlino, Storico della critica d'arte – Roma, maggio 2004)

L’arte di Margherita Fascione
L’anima è discinta come la Primavera in fiore: penso sia questa l’impressione estemporanea che l’Ananke della Fascione fornisce allo spettatore. La materia colorata che l’Ananke trascina con sé è un magma floreale che stringe la figura umana al contesto immaginario, che le si abbarbica alle membra…è il prolungamento romantico di un’anima femminile quanto mai fluida, un’appendice che si fa indice iconografico di una sorta di palingenesi poetica. Tutto è materia e la materia può farsi arte. Ananke come Destino che ha gli occhi vitrei dello smeraldo, che si riversa negli sguardi femminei di Destini Avvinti, mentre una scena bellica sospesa nel tempo si profila sotto le sognanti essenze. L’arte della Fascione è la resa pittorica di uno sguardo che si figge in lontananza, che affissa un altrove che è il dentro di ognuno, è il canto dell’irrealtà di un mito che pulsa sulla tela per condurci in luoghi arcani, in eden perduti, in spazi reconditi, come quelli dell’anima. Le citazioni culturali in cui la Fascione si profonde sono rese attraverso gli stilemi neoclassici di una bellezza algida ma piena nella sua assolutezza, in cui alle volte la figura umana diviene scultura marmorea, aggettante sulla tela, concepita pur sempre come la visione intimistica di un sogno. Di qui l’uso di tinte tenui, perlate, in cui è facile leggere la fuggevolezza del tocco del pennello. La chioma ramata della Venere botticelliana e della Danae di Klimt conferisce alla Pandora, alla Circe e alle Nereidi della pittrice un’aura sofisticata, che sa di pathos/fuoco e di arcano. Sono bellezze rinascimentali e noveau nelle vesti di un’ Alcione dannunziana: la Circe è la fusione perfetta di impressionistiche virgole di colore, ognuna speculare all’altra, per la resa ottimale di un’essenza esteticamente compiaciuta nella sua carnalità. Penso che un’arte concepita in maniera così interiore non necessiti di mere descrizioni, per questo ho reputato più valido l’esprimere che il descrivere, palesando sensazioni, al di là di giudizi tecnicistici, che sono solamente il frutto della decodificazione di un messaggio artistico. La realizzazione di un quadro: questo mi è parso di fare esprimendomi su questo giovane talento. (Silvano Russo – Roccamonfina, luglio 2004)

La natura, il territorio e l’immaginario collettivo
(…) È così che Margherita Fascione ha dipinto i suoi paesaggi: imprimendo sulla tela i ricordi scaturiti da una memoria archiviata ma mai cancellata. Le sue opere sembrano immagini nate dall’inconscio e concretizzatesi insieme all’odore dell’erba, al fruscio delle foglie e al brivido sottile che lascia sulla pelle il soffio leggero del vento. È tangibile il legame tra l’artista e la sua terra che, negli anni, ha mantenuto intatte le vivacità della natura (…) Così, con la stessa nostalgica memoria, prendono vita le figure di Margherita Fascione, personaggi che sembrano essersi originati dai suoi paesaggi, ne riprendono i colori, emanano lo stesso sottile profumo di fiori e i capelli sono mossi dallo stesso leggero alito di vento. Donne che mantengono una freschezza espressiva tra il ricordo sfumato e il mito di un inconscio collettivo.
I due generi pittorici di Margherita, pur apparentemente così diversi tra loro, non possono essere considerati altro che la proiezione di diverse emozioni scaturite dalla stessa fonte: la sua terra. (Donatella Bartoli – Roma, luglio 2004)

Interposizioni, come onde o squarci, che ci introducono nel suo mondo fiabesco. Un globo di esclusive intimità, gelosamente custodite per molto tempo e che ora Margherita Fascione non esita a svelare, quasi sentisse la necessità di liberarsene. Epifania di una presenza discreta e sottile, in bilico tra metafisica e quotidiano senso dell’esistenza, ma, soprattutto, affascinante simbiosi tra l’artista e le proprie opere. (Giuseppe Tenti – Varese, 8 maggio 2005)

Biografia e Curriculum di Margherita Fascione
Margherita Fascione, laureata in Filosofia, presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, successivamente specializzata in Estetica e teoria delle arti, all’Istituto Suor Orsola Benincasa, quindi laureata in Lettere Classiche, presso l’Università degli Studi di Cassino, è pittrice autodidatta; la sua formazione classica ed il suo interesse per la natura, la porta ad individuare, fra i personaggi dei Miti antichi, i protagonisti delle sue opere. Nelle sue ultime tele la Fascione sperimenta nuovi linguaggi artistici, utilizzando materiali, texture e tecniche diverse nella stessa opera; interposizioni, come onde o squarci, epifania di presenze discrete e sottili, in bilico tra metafisica e quotidiano senso dell’esistenza.

Principali esposizioni personali:
1997-98-99: Cassino - Galleria Comunale; 2000: Formia - La Donna e la Luce - Sale dei Criptoportici (Villa Apollinaris); 2001: Boville Ernica - Museo Civico; Gaeta - Club Nautico; Sperlonga - Eventi delle notti d'estate; Fregene - Gilda on the beach; Roma - Galleria Studiologos; 2002: Barcellona - Sala Barna; Rocca d'Evandro - La Casina; Venafro - Isole delle Figurazione (a cura di Rocco Zani) - Palazzo San Francesco; 2003: Torino - Avvolti dalle acque (a cura di Adelinda Allegretti) - Circolo Pueblo, Associazione Fuorisede, Associazione Fuoriluogo, Circolo Arci La Cadrega, Caffè del progresso; Minturno - Il Fragore del Silenzio - Castello Baronale; Ferrara - Art room Banca Mediolanum; Fondi - I percorsi del Mito: il mondo di Circe - Castello Caetani; Formia - Mito Natura Colore - Galleria della Corte; Sessa Aurunca - Il Colore del Mito - Castello Ducale; 2004: Cassino - Le donne viste da una donna - In Woman#1- In Store; Firenze, Coffee Shop Nannini; Roccamonfina - La natura, il territorio e l'immaginario collettivo - Comunità Montana Monte Santa Croce; Sessa Aurunca - Riso amaro - Castello Ducale; 2005; Pontecorvo - Liliale nudo mitologico (a cura di Grimoaldo Di Sotto) - Biblioteca Comunale; Napoli - Espressioni artistiche tra matericità e cromatismo nell'impeto del Segno (a cura di Jole Benoffi) - Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II; Fondi - Chiostro di San Francesco; 2006: Cassino: Imago, Biblioteca Comunale.
Principali esposizioni collettive:
1997-98-99: Alatri - Expò d'arte in Ciociaria; Roccasecca - VI estemporanea di pittura (premiata); Cassino - Sala mostre; 2001: Roma - Chiesa Anglicana All Saint Church; Castelnuovo Parano - I ed. Castelnuovo Art (premiata); Fiuggi - IX Expò d'arte in Ciociaria; Sperlonga - Eventi delle notti d'estate; 2002: Milano - Galleria Eustachi, (premio speciale della giuria); Ferrara - Sale dell'Imbarcadero del Castello Estense - I Biennale Internazionale dell' Arte Contemporane; Ferrara - Forme e colori 2002 - Galleria Alba; Alassio - Grand Hotel Spiaggia; CAGLIARI - Cittadella dei Musei; BARI - Galleria Lanzolla; 2003: Noli (SV) - 100 artisti per la pace - Galleria Noli Arte; Roma - Teatro dei servi - Espressioni: i Simboli dello Sport; 2004: Collecchio - Corte di Giarola; Milano - Segrete di Bocca; Czestochowa-Varsavia - Galleria Prezydenka; 2005: Pontedera - Fuori Luogo - Carrozzeria Rizzieri; Cassino - I premio di pittura Città Nostra - Museo Archeologico; 2007: Soiana di Terricciola (Pisa) – Villa San Marco; 2008: Barletta – Ogni giorno, ad ogni ora - Centro Culturale ZeroUno; Genova – Sogni e trasparenze dell’universo femminile - Palazzo Ratto-Picasso; Arezzo - Arte per non dimenticare – Galleria La Bottega dell’Arte; Roccasecca - Artemisia e le altre – La Locanda del Castello; Napoli - Lu Cuntu de lu Mare – Nuova Stazione Marittima; Napoli; Liberamente Rosso, LineadArte Officina Creativa.


Sitoweb: www.margheritafascione.it/
Email: info@margheritafascione.it




 

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.