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Livio Benetti

FRANCO SANTAMARIA

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SALA DEGLI OSPITI

 

 

ARTE / LIVIO BENETTI

a cura di Franco Benetti, "Livio Benetti,scritti d'arte e di vita civile"

a cura di Franco Benetti

LIVIO BENETTI scritti d'arte e di vita civile
Tipografia Polaris, Sondrio - pp. 362, € 24,00

Per ordinare il libro:
- Tipografia Polaris, Via Vanoni - Sondrio

- Franco Benetti <benetti.franco@alice.it>

 



 

Livio Benetti, Bucaneve

© Livio Benetti, ”Bucaneve”, olio

 

Livio Benetti, Nudo seduto

© Livio Benetti, “Nudo seduto”, carboncino

 

© Livio Benetti, “Bormio”, schizzo a penna

 

Livio Benetti, Monumento ai caduti a Sondalo

© Livio Benetti, Monumento ai caduti a Sondalo

 

Livio Benetti, Monumento ai caduti Aprica

© Livio Benetti, Monumento ai caduti ad Aprica

 

Livio Benetti, Tomba Melazzini a Sondrio

© Livio Benetti, Tomba Melazzini a Sondrio

 

STRALCI DA ALCUNI SCRITTI DI LIVIO BENETTI

A) Scritti di politica e turismo e altri contributi

Da “Democrazia è partecipazione” dell’11 ottobre 1969:
… Purtroppo la sensazione che siamo incamminati per questa strada è molto diffusa. Rare le occasioni di incontri, ancor più rare le possibilità offerte agli iscritti di esprimere concretamente il loro pensiero. Come nei supermercati, troviamo le idee, i piani le soluzioni, già predisposti e prefabbricati, pronti, pronti per il consumo e spesso senza nemmeno l’indicazione della provenienza e un onesto marchio di garanzia...
Da “I Lombardi e il primo incontro…” del 12 dicembre 1970:
… Tale isolamento avrebbe posto le premesse di una considerazione particolare, che doveva concretarsi in una speciale autonomia. Nell’arco alpino tutte le zone di confine hanno realizzato questo status speciale, ne sono rimaste escluse poche valli, tra le quali le nostre, che per ragioni storiche e di fatto avevano molti argomenti da far valere, certo non inferiori alle ragioni ritenute valide per le zone affini…
Da “Prediche al vento” del 22 gennaio 1972:
… Pensiamo alle vicende storiche che hanno dato origine alla vicina Svizzera, in analoghe circostanze di frustrazione economica e politica provocate dalla scarsa considerazione per le rispettive zone alpine da parte degli stati originali, alle riconosciute esigenze della Valle d’Aosta, del Trentino Alto Adige, del Friuli Venezia Giulia, che hanno portato alle autonomie locali e invece alle misconosciute richieste della Valtellina e della Valchiavenna, che minacciano di perpetuarsi in una nostra posizione minoritaria e soggetta…
…Direi che anzi proprio ora, più che mai, il richiamo a quei fondamenti della nostra formazione sia necessario per ridare slancio ideale alla nostra azione. E’ giusto: l’etichetta cristiana non garantisce il contenuto ma vorrei sfidare di trovarne un’altra che lo garantisca meglio…
… Facciamoci promotori di una politica comune della gente delle Alpi, che non sia solo il romantico richiamo delle adunate di ex alpini a farci ritrovare in convegni folcloristici, ma anche la somma dei nostri interessi a farci ritrovare in una politica comune……
Da “Vocazione turistica – vocazione europea” del 16 giugno 1984:
… Non vogliamo un turismo devastante e incontrollato, ma un turismo a livello europeo, che sappia apprezzare sì l’ambiente, straordinario, ma anche la cultura, che sappia gradire un’ospitalità semplice e sincera, fatta di rapporti umani e di sentimenti che nobilitino gli animi e stringano in un legame di amicizia gente di cultura e di lingue diverse…
Da Oggi domani del 1986
... Se noi non ripopoliamo, almeno stagionalmente, questo territorio deserto, attraverso una intelligente, saggia ed economica gestione che reinteressi nuovamente i locali a questo mondo, domani saremmo costretti a pagare a caro prezzo un insediamento mercenario, che svolga i lavori necessari di manutenzione, bonifica e salvaguardia di un ambiente fonte di beni impagabili non solo per noi ma per tutta la Lombardia e l’Italia…

B) Scritti d’arte - interviste e lettere
Da “Appunti autobiografici” del 1973
… Quest’estate la natura era stupenda, la montagna coi suoi colori splendenti, suggeriva sempre nuovi colori, sempre più vividi e luminosi, si dipingeva lassù come in una canzone e il cuore pulsava rapido come in una nuova giovinezza.. Si sentiva nell’aria, l’armonia del creato, che confortava la creatura. Possa il Signore darmi ancora forza e coraggio, per dire queste cose con sentimento e parteciparle umilmente agli altri…
... Sì certo, per definizione l’artista ha bisogno di un pubblico e in questo campo le soddisfazioni arrivano talvolta dalle direzioni più impensate. Ma quello che conta è realizzare sé stessi nel proprio lavoro. Segnare nella materia quell’impronta che rispecchia la tua vita, la somma dei tuoi tormenti, sublimata in qualche cosa che rappresenta la tua anima. E in questo sono un po’ espressionista. Ma è il retaggio di noi trentini, popolo delle Alpi, quello di essere tramite tra due culture diverse ed essere alla ricerca di una sintesi…
Da “Le pitture di Giulio Quaglio a Novate” del 1976
Darei per scontato che gli artisti, in genere sono rappresentativi dell’umanità del loro tempo e rispecchiano nelle loro opere, più o meno coscientemente, il mondo nel quale vivono. Per due ragioni: anzitutto perché, essendo per natura propria inclini ad un accentuata personalizzazione, rappresentano in questo uno degli aspetti della dialettica sociale: l’individualismo. In secondo luogo, perché antenne sensibilissime come sono, captano il clima umano circostante, non solo, ma lo subiscono anche, condizionati dalla situazione economica e dai committenti che trovano, così che registrano fedelmente con le loro opere l’altro aspetto del problema: il sentimento della collettività. Sono due modi di essere e di vivere, presenti sempre (e continuamente in dialettica tra loro) nell’uomo e nella storia come nell’arte.
Da “Dalle valli dell’Adige a quelle dell’Adda: una vita per l’arte” del 1981
…. Nell'autunno del 1937 feci la mia prima apparizione in Valtellina. Era un fulgido autunno colorato e la valle mi apparve in tutta la sua ricchezza di tinte e di toni anche se quel ritornante risuonare di campane a ruota, per me desueto, metteva in corpo una certa vena di melanconia….
… Vorrei solo mi si riconoscesse, pur sapendo che le buone intenzioni non fanno un artista, la serietà dell'impegno, l'espressione di quella briciola di poesia che un sentimento profondo ha coltivato in questo mio vagare inquieto tra le montagne, come un esule, di qua e di là dal Tonale, dalle valli dell'Adige a quelle dell'Adda in tanti anni di fervido lavoro…
Da “Trento Firenze Sondrio” del 1986
… Non si concepiva nemmeno lontanamente che il bello pittorico della valle era tutto da scoprire in basso. Nelle suggestive colline di vigneti, nei paesi, nei paesaggi sereni di pascoli e d’acque del fondo valle. Non ho scoperto l’America, ho cercato di rendere evidente a tutti la poesia di questo ambiente. Ho aperto gli occhi a molti che non volevano vedere le bellezze semplici e caratteristiche di un mondo vissuto da secoli strettamente legato all’agricoltura e al territorio in modo tale da lasciarlo fortemente impregnato di un sapore umano…

Breve biografia di Livio Benetti
Livio Benetti nasce a Trento nel 1915 da Beatrice e Gustavo. Il padre Gustavo noto cesellatore trentino, riesce a trasmettere al figlio oltre che la sua passione per l'arte e la letteratura anche quella per le scienze, per la natura e soprattutto per la montagna. Gli incontri con lo scultore Stefano Zuech, amico del pittore Moggioli, e con il pittore Camillo Bernardi, influirono notevolmente sulla sua formazione. Dopo avere studiato a Trento e a Firenze raggiunge la maturità artistica e dopo gli studi all’Accademia di Venezia dove insegnano Graziosi e Griselli, raggiunge anche l’abilitazione all’insegnamento del disegno. Studia pittura e affresco con artisti di grande personalità come Crepet, Spinelli, Chini. Non dimentica però la sua preferita, la scultura, con insegnanti come Pozzi e Rivalta. Ammira e studia i grandi scultori del Rinascimento fiorentino e ha occasione di vedere le mostre di Viani, Conti, Martini. Nel 1937 vince la cattedra di disegno e sceglie la sede di Sondrio presso l' Istituto Magistrale. Nel 1940 si sposa con la moglie Pia, anche lei trentina, e si trasferisce definitivamente a Sondrio. Qui sceglie quasi subito l' "eremo" in cui vivrà con la famiglia i suoi cinquant' anni sondriesi : una casa in affitto, dove ricava anche lo studio in una vecchio deposito, in località Masegra, ai piedi dell' omonimo castello che domina Sondrio. Dal 1941 al 1955 tiene numerose mostre personali e partecipa ad alcune collettive prevalentemente a Sondrio e a Trento ma anche a Milano, in Svizzera e Germania. Negli stessi anni assume importanti incarichi politici, come quello di segretario provinciale della D.C. e amministrativi in Valtellina. Dal 1952, oltre ad eseguire molte sculture e pitture per privati, viene incaricato di numerose opere pubbliche, alcune di notevole importanza, soprattutto in provincia di Sondrio. Partecipa sempre molto attivamente alla vita politica, sociale e culturale della Valtellina assumendo nel corso di varie amministrazioni importanti incarichi: assessore alla pubblica istruzione e vicesindaco di Sondrio, vicesegretario provinciale della D.C., preside dell'Istituto Magistrale, presidente dell' Ente Prov. Per il Turismo. Dal 1973 al 1987 apre una mostra personale permanente a Sondrio in via Battisti a Sondrio che diventa un importante punto di riferimento per il mondo della cultura e per i giovani artisti locali. Nasce un solido rapporto di amicizia e di reciproca stima con lo scultore Mario Negri. Sperimenta, assieme al pittore Elio Pelizzatti, la tecnica dell' acquaforte, una delle poche da lui non ancora conosciute. Muore improvvisamente, nella sua casa in Masegra, il 10 gennaio 1987.

Note biografiche di Franco Benetti, curatore del libro
Franco Benetti è nato a Sondrio il 7 ottobre 1948. Laureato in Scienze politiche alla Cattolica di Milano, ha lavorato per alcuni anni al Convitto nazionale Piazzi e quindi, dal 1977 al 2006, al Credito Valtellinese di Sondrio.
All’interesse per la storia e l’arte della provincia di Sondrio ha sempre unito la passione per la fotografia naturalistica e la ricerca mineralogica, pubblicando alcune guide e collaborando a varie riviste tra cui “IVM Magazine”, bollettino dell’Istituto Valtellinese di Mineralogia”, “Il naturalista valtellinese”,  “L’Annuario della Sezione del CAI di Sondrio”,  “Orobie”,  “Quaderni Valtellinesi” e “Alpes”.
Ha curato nel 1982 la monografia “Livio Benetti, un artista trentino in Valtellina” e nel 1985, insieme a Vittorio Mevio, il volume “Valtellina nostalgia delle origini”. Suoi articoli sono comparsi su quotidiani e periodici locali.
Nel 1997, in occasione del decennale della morte, ha collaborato all’organizzazione della mostra antologica su Livio Benetti curata dal fratello Aurelio, insieme al quale ha dato vita al sito www.liviobenettiarte.it, avviando quindi il censimento e la catalogazione sistematica delle opere del padre.



FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.