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L'Arte di
Grazia Ribaudo
Forma e fondamento
Il mondo dell’arte rivolge ora grande attenzione ai “nuovi
linguaggi”.
Talvolta la vivacità della comunicazione conduce all’enfasi, talora,
anche se raramente, davvero si incontrano proposte e tematiche che,
mediante autenticità espressiva e tecnica, indicano prospettiva,
futuro e continuità.
È il caso di questa mostra, imperniata su lavori recenti, frutto di
una ricerca elaborata da due anni, attenta a coniugare i contenuti
con la forma e capace di esprimere esteriormente il fondamento di
pensiero.
Il mondo e il linguaggio di internet. La rete. La connessione oltre
la distanza, la possibilità di comunicazione oltre il pericolo della
solitudine.
La traccia del dialogo non più nello sguardo dell’interlocutore ma
nel tessuto informatico che sottostà ad ogni nostro colloquio
elettronico.
La pittura, nel gesto, nel segno istintivo e imperioso di Grazia
Ribaudo, disegnatrice in punta di matita come repentino ma ritmico
passo di danza, interviene sulla tela che accoglie già,
nell’estensione unanime di colore, l’intreccio della rete.
Si sovrappone poi, come iscrizione nel tempo, come epigrafe di
sacralità, una componente del messaggio affidato a internet: ma non
è l’anima del nostro colloquio, è quella parte, ignota come
l’inconscio, che nella tecnologia del viaggio informatico supporta
la parola.
È un quadro del nostro tempo, del linguaggio odierno, del connubio
tra anima e mondo, senso della parola e rigore della comunicazione.
(Claudio Rizzi, testo pubblicato su invito alla mostra
personale “forma e fondamento”, Villa Vertua, Nova Milanese, aprile
2008)
La memoria e l’ardire
Le opere di Grazia Ribaudo accendono forte attenzione e tanto più
inducono a considerazioni aperte alla lettura critica
dell’attualità.
I nuovi linguaggi, infatti, beneficiano oggi di grande risalto. Come
usualmente avviene intorno ai temi in auge, l’enfasi genera
frequente retorica.
Dell’argomento si parla molto. Persino troppo. Senza nemmeno
specificare se si tratti di nuovi linguaggi nell’arte oppure
dell’arte. Non è distinzione pedante ma sostanziale. Distingue lo
strumento dalla finalità. E non sempre lo strumento garantisce il
traguardo.
La transizione epocale protesa al culto dell’effimero tende a
premiare l’evidenza senza discernere tra apparenza e contenuti.
L’abito fa il monaco. La sembianza prevale sull’essere.
Ma non lasciamoci abbagliare. La confusione attuale deriva da
malinteso nel concetto di equivalenza. Azione uguale arte. Trovata
uguale arte. Espressione uguale linguaggio. Senza considerare che il
lessico necessita della sintassi e viceversa, dimenticando che
numeri estemporanei non generano aritmetica, come parole inermi non
determinano poesia.
Occorre ritornare ai punti cardinali, ridefinire il territorio di
competenza e comprendere che l’arte, avvalendosi di espressività
strumentale, focalizza contenuti e procede ben oltre la semplice
evidenza del mezzo. Anzi, all’esteriorità del dato tecnico
corrisponde in misura esponenziale il fondamento di interiorità,
ovvero il valore poetico e intellettuale.
Allora il linguaggio non può connotarsi quale unicità di fine ma
deve determinare suggestione, evocazione o individuazione del
concetto.
Lo scenario d’attualità, benché comprenda frequente travestimento,
risulta confortante nelle presenze solide e mature di artisti anche
giovani. In questo palcoscenico è ottima interprete Grazia Ribaudo,
capace di esiti raffinati nella concretezza del lavoro.
Testimonia il proprio tempo, l’attualità di comunicazione e la
solitarietà del monologo.
All’universalità di colloquio può corrispondere la solitudine
telematica. Alla parola pronunciata, sussurrata o scritta
nell’inchiostro della grafia, il tempo ha sostituito l’esiguo calore
della e-mail.
Ribaudo interpreta l’epoca, l’immediatezza del messaggio e l’unicità
di linguaggio.
Come radiografia del mondo, la tela che accoglie la pittura è
solcata da una trama di segni, inequivocabile rete, simbolo e
realtà.
Quasi substrato naturale, o risorsa della terra, la ramificazione
del contatto è divenuta struttura dell’umanità ma l’elettronica non
aliena poetica e pittura.
Qui interviene Ribaudo, consapevole dei valori e intimamente
convinta della meraviglia del progresso come dell’infinito emotivo.
Coniuga la persuasione della tecnologia al fascino della
suggestione.
Dialoga con lo strumento della contemporaneità ma adotta la pittura,
immediatezza di segno ed evocazione nel colore, quale innegabile
affermazione di umanità.
La coerenza con l’età anagrafica conduce Ribaudo a condividere
valori diversi e apparentemente opposti, riuscendo a superare ogni
eventuale contrapposizione ed anzi a modularli in simbiosi.
Eliminata a priori qualsiasi ipotesi nostalgica, grazie alla
comprensione della propria epoca e alla piena padronanza del mezzo
tecnico, Ribaudo instaura un raro dialogo tra umanesimo della
pittura e omologazione della tecnologia.
In questo esito forte di personalità, si fondano le esperienze
maturate in anni intensi dedicati alla pittura e alla pratica web.
La piena conoscenza del mondo internet ha condotto Ribaudo a
riflessioni non superficiali tese a considerare il substrato della
leggibilità e il meccanismo della comunicazione, ampliando le
annotazioni ai concetti di individualità, inviolabilità,
riservatezza e controllo, globalità e solitudine.
Ma anziché procedere nella valutazione tecnologica o giuridica, nel
metodo o nel merito, lei ha importato, o meglio innestato, i valori
della poetica e dell’arte.
Ha conferito vitalità altra e nuova al meccanismo dell’universalità.
La rete telematica è globale ma la postazione è singola e solitaria.
Il messaggio è recepibile eppure richiede la connessione. L’arte non
esige ma evoca. E si rivolge a tutti con la voce dell’umanità.
Dalla trasparenza dello scritto, documento ipotestuale che
accompagna ogni messaggio in evidenza, trapela l’altra metà del
mondo, l’anima, rapida apparizione nell’immediatezza del segno e
nella luminosità del colore.
Pittura radicata nella tradizione, maturata da lunga confidenza con
la tavolozza, pittura di gesto e di passione, apparentemente libera
ma in realtà estremamente determinata. Dettata dalla consuetudine di
un segno incisivo e nitido, immediato ma non casuale, capace di
grande libertà ma nel rigore della logica.
Un territorio di approfondimento negli spazi della contemporaneità,
l’osservazione del paesaggio tecnologico, la memoria e l’ardire
della navigazione poetica. (Claudio Rizzi, prefazione
catalogo in occasione della mostra personale “forma e fondamento”,
Villa Vertua, Nova Milanese, aprile 2008)
Segno Scrittura Segno
Grazia lo è: di nome e di fatto. Eppure questa giovane artista che
irrompe con decisione nel mondo della pittura porta con sé una
determinazione e una sicurezza senza pari.
Sono la inevitabile conseguenza di un lavoro intenso e convinto, di
sperimentazioni e ricerca continue. Ancora una volta, la
rappresentazione artistica parte dalla realtà ma non la riproduce,
bensì la ricostruisce secondo l’immagine interiore che di essa può
avere l’artista.
Così il linguaggio di internet che tanta parte ha, ormai, nella
nostra quotidianità fa da sfondo alle esibizioni dell’anima. Il
colore, anche per gli addensamenti materici, si smembra, si
assottiglia e si ricompone in esasperazioni e delicatezze, in
trasparenza e liquidità, in tutta una serie di intuizioni
arabescanti, di costruzioni ed effetti.
Il segno diventa scrittura e la scrittura segno, quasi a suggellare
le indubbie doti grafiche di Grazia e questa molteplice ricchezza di
impulsi, forme e composizioni, viste sotto la particolare
angolazione della luce, rivelano un’immediata, notevole capacità
comunicativa.
Emozioni forti che Grazia Ribaldo concederà a tutti coloro che
visiteranno le opere in Villa Vertua. L’Amministrazione comunale che
segue con attenzione il suo lavoro, formula l’augurio di un meritato
successo. (Laura Barzaghi, prefazione catalogo in
occasione della mostra personale “forma e fondamento”, Villa Vertua,
Nova Milanese, aprile 2008)
Note biografiche di Grazia
Ribaudo
Nasce a Cantù (CO) nel 1975. Autodidatta, si dedica alla pittura, al
disegno e all’illustrazione satirica per riviste e pubblicazioni in
ambito scolastico. Esordisce alla Biblioteca Civica di Mariano
Comense nel 1994 esponendo lavori dedicati al conflitto nella
Ex-Jugoslavia: uno dei suoi disegni diviene manifesto istituzionale
per l’adozione a distanza di bambini croati.
Dal 2004 al 2007 frequenta la Libera Accademia di Pittura “Vittorio
Viviani” di Nova Milanese con la guida di Alessandro Savelli.
Si ripropone con nuove tematiche e nuove tecniche nel 2005 in mostra
collettiva in Villa Vertua a Nova Milanese. Il percorso di
partecipazione e invito a rassegne tematiche prosegue con
continuità: 2005, Nova Milanese, Rassegna “Bice Bugatti” (medaglia
d’argento L.A.P.); Nova Milanese, Villa Vertua; 2006, Milano,
Famiglia Artistica Milanese; Sesto San Giovanni, Centro Culturale
Valmaggi; Nova Milanese, Rassegna “Giovanni Segantini” (medaglia
d’argento L.A.P.); Villasanta; Iseo, Sale dell’Arsenale; Biassono,
Villa Verri; Nova Milanese, Villa Vertua; Milano, invitata e
finalista al Premio Oscar Signorini, Studio D’Ars.
Nel 2007 partecipa alla rassegna “Carosello Italiano” presentato a
Biella, Palazzo Boglietti, e a Castell’Arquato, Palazzo della
Pretura; è presente alla Rassegna “Bice Bugatti” di Nova Milanese.
Nel 2008 il Civico Museo Parisi Valle di Maccagno acquisisce una sua
opera che verrà esposta nella mostra “Acquisizioni 2008”. È presente
a Milano nell’ambito di “Fuori Miart 2008 (con)TemporaryArt -
Tortona e dintorni” a “Identità dalla generazione anni ‘70”,
allestita presso Spazio Vuoto e alla rassegna “Carosello Italiano”
presso la “Casa dell’Energia”. Viene invitata a "Modart – Impronte
del Tempo" con diffusione di intervista e redazionale sulle reti
SKY. Viene invitata ad esporre 3 opere recenti nella mostra
collettiva “Big Bang: Corpore et Anima” a Cervo (IM), presso
l’Ex-oratorio Santa Caterina XII° Sec.
Negli ultimi 2 anni si dedica con costanza e sperimentazione ad una
ricerca artistica sui "nuovi linguaggi", le cui tematiche e
soluzioni vengono proposte nel mese di maggio 2008 in “Forma e
Fondamento”, mostra personale a cura del critico d'arte Claudio
Rizzi a Nova Milanese, Villa Vertua, con il Patrocinio
dell'Amministrazione Comunale.
Dal 19 giugno 2008, 16 opere, di cui alcune inedite, si trovano in
esposizione permanente per un anno a Milano in via Boccaccio presso
i locali della H&L Art collection.
Vive a Limido Comasco e ha studio a Bovisio Masciago.
Grazia Ribaudo
Residenza in via Carducci 9/11, 22070 Limido Comasco (CO)
Atelier in via XXIV Maggio 10, 20031 Bovisio Masciago (MI)
Tel. 0362.593888 – Fax 0362.571270 – Cell. 335.5481769
E-mail: info@graziaribaudo.it
Web site:
http://www.graziaribaudo.it
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