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Curriculum di Antonio Fomez
Antonio Fomez
è nato a Portici (Napoli) nel 1937, vive e lavora a Milano. È del
1961 la sua prima mostra personale a Napoli alla Galleria S.Carlo.
In questo periodo esporrà i suoi quadri segnico-materici, per invito
o su accettazione, ad importanti mostre nazionali, come il Premio
Spoleto, Premio Michetti, PremioTermoli, Premio Marche ad Ancona nel
1961, 1962 e 1963, la “Biennale di Pontedera”, ecc. vincendo qualche
premio acquisto. Nel novembre del 1963 si trasferisce a Milano, dove
partecipa a varie edizioni del “Premio S.Fedele”, riservato ai
giovani sotto i trent’anni, e a vincere un premio. Tra il 1963/64
passa ad un nuovo tipo di figurazione: è tra i primissimi in Italia
ad utilizzare il linguaggio della pop art. Nel 1967 appaiono le
prime scalette e le opere monocrome bianche, che esporrà a Milano ed
a Parigi, ed è tra i primi al mondo ad utilizzare singolari rilievi
immersi in sacchetti trasparenti pieni d'acqua, comprese alcune
vasche contenenti pesci e acqua, che presenta alla Galleria
Artecentro di Milano nel 1967, alla Galleria Zunini di Parigi nel
1968, in aprile alla galleria Toselli di Milano (allora Galleria
Nieubourg), e a Genova alla Galleria Carabaga, dove espone un
canotto con acqua e pesci. Seguono poi una serie di cicli artistici,
su temi particolari, con la tecnica della pittura, ma frammisti
talvolta da riporti fotografici su tela e con l’aggiunta di
collages. Negli anni 1996/97, concepisce il ciclo scultoreo
"Serpenti & Parenti", con ceramiche e bronzi. Ha allestito mostre
personali in Italia e all’estero, nelle gallerie private e
pubbliche. Tra queste ultime: alla Gal..D’Arte moderna di Ascoli
Piceno e di Gallarate nel 1985; al Sagrato del Duomo a Milano nel
1986, ecc., fino alle ultime del 2005 alla Gal.D’Arte moderna di
Caserta ed al Politecnico delle Marche ad Ancona nel 2006.
Sul suo lavoro hanno scritto
importanti studiosi d’arte, come G.Dorfles, U.Eco, E.Sanguineti,
ecc.e i critici d’arte Di Genova, A.Ginesi, M.Vitiello, ecc.
Edoardo Sanguineti sull'arte
di Antonio Fomez:
OTTOVOLANTE (per Antonio Fomez)
1.
volta il capo! che mondo capovolto!
che mondo blu, se lo prendi alle spalle!
c'è un busto, in alto, che sembra robusto:
è un fantasmino nano: a chi dà gusto?
c'è uno scivolo, e scivolano palle:
sono un virtuoso, però: sarò assolto?
2.
mettiti le tue mani tra i capelli!
sono biondicci, su un fondo azzurrastro:
come mi stai sospesa, bambinella!
come cadi! mi torci le budella:
sembra che bruci, e bruci come un astro:
in fiamme sono i seni, e i piedi belli:
3.
il saccheggio, lì giù, mi sembra un sacco:
sarà il colore, la forma, non so:
c'è una sfera che domina il paesaggio:
vedo tre stanze: stanno di passaggio:
forse la sfera è sfera di un oblò:
alzati il braccio: il sacco è proprio un pacco:
4.
il fuoco amico è il fuoco, a me, che piace:
rotolano giù, lassù, molte rovine:
sono pezzi di un corpo macellato;
lo sgabello sta storto: e quel soldato,
cadendo, spara sghembo: è fatta: fine!
chi muore muore: buona notte: e pace!
5.
caro fuoco, ti scrivo: brucia tutto,
per me, in cantina, giù, li sottoterra!
vedo il vuoto e, nel vuoto vedo un cielo:
se ci metti la faccia, vedo un velo:
caro fuoco, lo so: ci sta la guerra:
è molto preventiva: lotta e lutto:
6.
ma quel tuo cerchio, adesso è un vero sole: e il saccheggio perdura:
sono in te
le finestre che ti apro: e adesso, chiudo:
ogni morto, se è morto, è un vero nudo:
oh cielo in fiamme: ma è il cielo che c'è:
sta rosso, come tante mie parole:
7.
l'attentato lo vedo, in alto in alto:
io sono, quasi, un pupazzo in frantumi:
ci piovono altri obliqui pupazzetti,
con una sedia, credo, via dai tetti:
né esplosioni ti toccano, né fumi:
dall'assalto ti salvi con un salto:
8.
è quasi come prima: ma è un tramonto:
cambia anche il punto di vista, per me: rovescio tutto: qui va tutto
in merda:
non perdo niente: e che niente si perda!
che ore che sono? le otto? e trenta? e tre? se scoppio in fretta,
chi mi fa lo sconto?
(Edoardo Sanguineti, 15 luglio 2004)
Sito web: www.fomez.it
E-mail: antonio@fomez.it
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