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Antonio Fomez

FRANCO SANTAMARIA

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SALA DEGLI OSPITI

 

 

ARTE / ANTONIO FOMEZ

Antonio Fomez, Babycollage

© Antonio Fomez, Babycollage, carta e collage, 35x50, dic-2006

 

Antonio Fomez, Dietro la tela

© Antonio Fomez, Dietro la tela, tela e collage, 60X80, 2006

 

Antonio Fomez, Divieto ai bambini

© Antonio Fomez, Divieto ai bambini, carta e collage, 35x50, dic-2006

 

Antonio Fomez, Scala e bamini

© Antonio Fomez, Scala e bamini, cartoncino e collage, 13x17, genn-2007

 

Antonio Fomez, Travolti da una busta

© Antonio Fomez, Travolti da una busta, carta e collage, 35x50, dic-2006

 

Curriculum di Antonio Fomez

Antonio Fomez è nato a Portici (Napoli) nel 1937, vive e lavora a Milano. È del 1961 la sua prima mostra personale a Napoli alla Galleria S.Carlo. In questo periodo esporrà i suoi quadri segnico-materici, per invito o su accettazione, ad importanti mostre nazionali, come il Premio Spoleto, Premio Michetti, PremioTermoli, Premio Marche ad Ancona nel 1961, 1962 e 1963, la “Biennale di Pontedera”, ecc. vincendo qualche premio acquisto. Nel novembre del 1963 si trasferisce a Milano, dove partecipa a varie edizioni del “Premio S.Fedele”, riservato ai giovani sotto i trent’anni, e a vincere un premio. Tra il 1963/64 passa ad un nuovo tipo di figurazione: è tra i primissimi in Italia ad utilizzare il linguaggio della pop art. Nel 1967 appaiono le prime scalette e le opere monocrome bianche, che esporrà a Milano ed a Parigi, ed è tra i primi al mondo ad utilizzare singolari rilievi immersi in sacchetti trasparenti pieni d'acqua, comprese alcune vasche contenenti pesci e acqua, che presenta alla Galleria Artecentro di Milano nel 1967, alla Galleria Zunini di Parigi nel 1968, in aprile alla galleria Toselli di Milano (allora Galleria Nieubourg), e a Genova alla Galleria Carabaga, dove espone un canotto con acqua e pesci. Seguono poi una serie di cicli artistici, su temi particolari, con la tecnica della pittura, ma frammisti talvolta da riporti fotografici su tela e con l’aggiunta di collages. Negli anni 1996/97, concepisce il ciclo scultoreo "Serpenti & Parenti", con ceramiche e bronzi. Ha allestito mostre personali in Italia e all’estero, nelle gallerie private e pubbliche. Tra queste ultime: alla Gal..D’Arte moderna di Ascoli Piceno e di Gallarate nel 1985; al Sagrato del Duomo a Milano nel 1986, ecc., fino alle ultime del 2005 alla Gal.D’Arte moderna di Caserta ed al Politecnico delle Marche ad Ancona nel 2006.
Sul suo lavoro hanno scritto importanti studiosi d’arte, come G.Dorfles, U.Eco, E.Sanguineti, ecc.e i critici d’arte Di Genova, A.Ginesi, M.Vitiello, ecc.

Edoardo Sanguineti sull'arte di Antonio Fomez:
OTTOVOLANTE (per Antonio Fomez)
1.
volta il capo! che mondo capovolto!
che mondo blu, se lo prendi alle spalle!
c'è un busto, in alto, che sembra robusto:
è un fantasmino nano: a chi dà gusto?
c'è uno scivolo, e scivolano palle:
sono un virtuoso, però: sarò assolto?
2.
mettiti le tue mani tra i capelli!
sono biondicci, su un fondo azzurrastro:
come mi stai sospesa, bambinella!
come cadi! mi torci le budella:
sembra che bruci, e bruci come un astro:
in fiamme sono i seni, e i piedi belli:
3.
il saccheggio, lì giù, mi sembra un sacco:
sarà il colore, la forma, non so:
c'è una sfera che domina il paesaggio:
vedo tre stanze: stanno di passaggio:
forse la sfera è sfera di un oblò:
alzati il braccio: il sacco è proprio un pacco:
4.
il fuoco amico è il fuoco, a me, che piace:
rotolano giù, lassù, molte rovine:
sono pezzi di un corpo macellato;
lo sgabello sta storto: e quel soldato,
cadendo, spara sghembo: è fatta: fine!
chi muore muore: buona notte: e pace!
5.
caro fuoco, ti scrivo: brucia tutto,
per me, in cantina, giù, li sottoterra!
vedo il vuoto e, nel vuoto vedo un cielo:
se ci metti la faccia, vedo un velo:
caro fuoco, lo so: ci sta la guerra:
è molto preventiva: lotta e lutto:
6.
ma quel tuo cerchio, adesso è un vero sole: e il saccheggio perdura: sono in te
le finestre che ti apro: e adesso, chiudo:
ogni morto, se è morto, è un vero nudo:
oh cielo in fiamme: ma è il cielo che c'è:
sta rosso, come tante mie parole:
7.
l'attentato lo vedo, in alto in alto:
io sono, quasi, un pupazzo in frantumi:
ci piovono altri obliqui pupazzetti,
con una sedia, credo, via dai tetti:
né esplosioni ti toccano, né fumi:
dall'assalto ti salvi con un salto:
8.
è quasi come prima: ma è un tramonto:
cambia anche il punto di vista, per me: rovescio tutto: qui va tutto in merda:
non perdo niente: e che niente si perda!
che ore che sono? le otto? e trenta? e tre? se scoppio in fretta, chi mi fa lo sconto?
(Edoardo Sanguineti, 15 luglio 2004)



Sito web: www.fomez.it
E-mail: antonio@fomez.it



 

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.