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In questo
nuovo volume di poesie, “Radici Perdute” (Kairòs Edizioni,
Napoli 2009), Franco Santamaria presenta testi di grande intensità:
come in un torrente in piena le immagini poetiche travolgono il
lettore con la loro forza, tale è l’urgenza dell’ispirazione
poetica. Un’ispirazione intrisa di malessere esistenziale, di sdegno
e denuncia verso il male della società, ma venata da un forte
attaccamento alla vita con tutte le sue contraddizioni, senza che
mai l’autore ceda alla rassegnazione e al silenzio.
La visionarietà dei testi rivela la familiarità dell’autore con gli
strumenti della pittura (egli è anche validissimo pittore), che gli
consentono di plasmare versi quasi materici, in cui i colori, luci e
ombre danzano davanti agli occhi del lettore creando immagini di
forte suggestione e ponendo così l’accento sui contenuti delle
poesie.
Risulta dunque evidente, nella lettura di “Radici Perdute”,
che la maggior parte delle poesie ha una forte connotazione di
attualità e coraggio, in cui a momenti più bui si contrappongono
esplosioni di luce, spiragli di speranza.
L’autore ci permette, con grande sincerità, di leggere nel suo
animo, e di riflettere le nostre sensazioni di lettori nelle
emozioni suscitate dalle sue liriche, come accade ad esempio nel
testo conclusivo “L’assurda parola (performance corale)”:
- guerra, guerra/ maledetta sia la guerra/ maledetti tutti quelli
che vogliono la guerra.
Federica
Imbrogli
Reggio Emilia, ottobre 2009
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