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Mentre
sono qui a leggere Radici Perdute di Franco Santamaria mi
rendo conto di seguire le emozioni e la spinta a riflettere sul
significato di ciascuna parola stilata dall’autore.
Avvalendosi, infatti, degli elementi naturali il poeta rappresenta
tutte le sfaccettature dei sentimenti umani e ne descrive, passioni,
dolori e speranze. E questo suo essere dotato di grande sensibilità
mi costringe all’approfondimento.
Mai superficiale, ogni verso contenuto in Radici Perdute mi
ha indotto a considerare speciali tutti i componimenti, in
quanto capaci di mostrare la generosità di un poeta che non si
risparmia nel mettere a disposizione di tutti la sua schietta e
sincera poesia.
L’elevato livello d’astrazione, unito al percepito in ‘carne’ e
‘sentimento’ rivela la genuinità di chi, pur restando ancorato alla
sua delicatezza, è capace di esprimere forza. Una forza, resa
amalgamando parole, suoni e colori, che riesce a far parlare il
silenzio concentrando, come fa Baudelaire, in pochi e apparentemente
semplici versi, l’angoscia e la gioia del vivere moderno.
Con questa raccolta, equilibrata e carica di impegno civile, il
poeta ci offre l’occasione per ‘leggerci’ e ‘rifletterci-re’ nel
nostro quotidiano, spesso contaminato dalla volgarità e dalla
trasgressione espressiva, mettendo in risalto il dissidio interiore
e la delusione avvertita dall’uomo quando la società ci appare in
tutta la sua ingannevolezza e priva di coscienza: un dissidio che
Franco Santamaria descrive, quasi giocando, con versi ‘ritmati’
e parole ‘pure’ per rendere ‘in immagine’ le tensioni
di quel che comunemente viene definita anima ed offre a chi legge la
speranza di ritrovarsi in mondi immaginari dove riscoprire nuove
prospettive di futuro.
Paolina
Carli
Roma, maggio 2010
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