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Franco Santamaria, (In)conoscenza, pittura

FRANCO SANTAMARIA

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ECHI AD INCASTRO

 
 

 

Gli “Echi ad incastro” di Franco Santamaria
Marina Zatta, Matteo Fantuzzi, Mariella Bettarini, Franco Piri Focaldi

 

Nella nuova raccolta poetica “Echi ad incastro”, edita da Joker di Novi Ligure, della quale curo la presentazione alla Galleria “Arte In” di Roma, Franco Santamaria conferma, dopo “Storie di echi” (Ferraro, Napoli), la singolare predisposizione a scavare nella realtà odierna per rilevarne problemi e sofferenze e farli diventare sue personali inquietudini.
La sua poesia richiede attenzione e riflessione. In apparenza può suggerire l’idea di un forte protagonismo dell’autore, ma il vero protagonista è l’uomo nella sua veste di carnefice e di vittima, di “ingordo rapace” e di creatura senza difesa, “albero” spogliato della sua dignità.
È poesia sociale e politica, oltre che lirica pura, dove l’ “io” del poeta è sovrastato dal “noi” dell’umanità sofferente per ingiuste cause, della quale Santamaria si fa voce o meglio cassa di risonanza degli “echi” che da essa provengono e s’incastrano nella sua coscienza.
Sono echi di dolore, ma anche di speranza e di reazione vitale che si intrecciano in una trama fitta di figure retoriche (primeggia la metafora) che fugano il pericolo della caduta in declamazioni ideologiche o in banale commiserazione dell’angoscia esistenziale.

Marina Zatta


Tensione, dolore, angoscia combattute e probabilmente anche debellate, quantomeno esorcizzate con l'arma della poesia. Una poesia personale quella di Santamaria, nato a Tursi in provincia di Matera ma da anni residente ad Afragola in provincia di Napoli, che delinea una condizione “Anche questo giorno è passato, / vorrei dire / lentamente / per un dolore / insostenibile e interminabile; [...]” umana che dal singolo passa a definire un'intera società, le coscienze di ognuno di noi attanagliate come questa dal quotidiano. “[...] Forse / io solo conservo / in una piccola ampolla, / difesa, un'arancia gialla, / per non dimenticare il colore del sole / della terra / e l'essenza del nostro riscatto”.

Matteo Fantuzzi


Caro Franco (Santamaria),
scusa se ho tardato tanto a rispondere all’invio del tuo bel libro “Echi ad incastro”: bello ed importante, ma il mio lavoro è davvero tanto, a volte troppo…

Ho finalmente letto, e mi compiaccio per la forza e la tenerezza di questa tua poesia, per l’ “amore” ed il “canto”, che vi sono profusi, così come per la “tristezza” e il “pianto” verso tutto quanto -attorno a noi- soffre e muore senza pietà, senza “riscatto”.

Mi dispiace di non poter fare nient’altro per questo tuo libro, ma mi faceva piacere comunicarti la mia (umana e “critica”) adesione.

Con l’augurio e il saluto più cari di

Mariella (Bettarini)


Carissimo Franco (Santamaria),
ho ricevuto oggi il tuo libro di poesie, ti ringrazio anche per la dedica. L'ho scorso, mi sono soffermato su alcuni versi, li ho letti e riletti.
La mia impressione: sono luminosi, ma di una luce fredda, polverosa, a tratti ferma e intrisa nel paesaggio, spesso sono i fiori che si incaricano di dare un colore, di aprire un cammino. C'è la vita riflessa, la testa che si solleva per guardare oltre ed oltre c'è il passato. Un passato che si fa presente, che guarda l'oggi con gli occhi di allora, ma non è nostalgia.
E' una grande profonda coscienza del mondo e della vita, una saggezza penetrante che vede dietro le ombre e ne segue in silenzio i contorni.
Con stima e molta cordialità

Franco (Piri Focaldi)

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FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.