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In questa
raccolta il poeta Franco Santamaria ci delizia con trenta bellissime
liriche di elevato valore stilistico e fortemente espressive che
come già preannuncia il titolo, rappresentano tanti "echi" che
riflettono problemi sociali, sentimenti, ricordi, stati d'animo.
Versi fatti anche di vere e proprie denunce e quindi di precisi
messaggi in virtù soprattutto del compito del poeta che consiste
anche nel rilevare e far conoscere all'uomo comune tutto ciò che al
giorno d'oggi, per le ragioni più varie e spesso strane, non riesce
a vedere. In una società dove ormai l'inutile sembra paradossalmente
aver preso il sopravvento, la penna del poeta rappresenta uno dei
sistemi più semplici ed efficaci per far chiarezza e soprattutto non
far dimenticare.
E Santamaria, con la perentorietà incisiva dello stile per niente
convenzionale, ci presenta una serie di immagini ricche di figure
sostanzialmente umane che mostrano sovente il senso incancellabile
del distacco dai luoghi natii, la forza e la presenza di un mondo
che spesso passa inosservato ed in silenzio, ma che in fondo è
quello autentico dei sacrifici e del vero amore, un panorama
fantastico e nostalgico enormemente ricco di assonanze, di misteri e
di echi.
L'atmosfera malinconica che accompagna le trenta liriche, il
sentimento profondo della sofferenza esaltano in modo magico tutti i
temi della poesia che non vuole consolare ma semplicemente scuotere
le menti.
Una poesia dunque che, sia per lo stile non scolastico e ben
strutturato, sia per la presenza continua e piacevole della metafora,
non passa inosservata. Un libro in cui il discorso poetico solo in
apparenza complesso, muovendo l'ispirazione dal proprio vissuto e
dalle proprie esperienze, ci mostra una poesia notevolmente ricca di
contenuti essenziali, capace di indagare sui reali sentimenti ed
orientare lo sguardo finalmente sul mondo degli uomini. Un libro
essenziale, piacevole e profondo questo di Franco Santamaria che si
legge davvero con immenso piacere.
Claudio
Perillo |