Franco Santamaria,poesia,narrativa,pittura,culturapoesia narrativa pittura arte

Franco Santamaria, (In)conoscenza, pittura

FRANCO SANTAMARIA

Opere
Hanno detto di
Franco Santamaria
Biografia
Biographie 
SALA DEGLI OSPITI
Poesia
Narrativa
Arte
Critica-Sagg.
Citazioni

Eventi Culturali Naz.
Concorsi Letter./Art.
Link Culturali
 

ECHI AD INCASTRO

 
 

 

“La Parola di Franco Santamaria tra riscatto e appartenenza”
Mariella De Santis

 

“Echi ad incastro”, ultima pubblicazione di Franco Santamaria, ricomprende nel titolo quello del suo libro precedente, “Storie di echi” (Ferraro ed.) e non certamente per penìa di ispirazione, ma quale precisa indicazione, di continuità in una ventura poetica ed esistenziale da cui l’autore non si distoglie.
L’immatericità a cui il titolo chiama, è in contrapposizione ad un tessuto poietico che si nutre solo di argomenti tratti da sensi osservanti e in ascolto di una umanità quotidianamente vissuta e partecipata. Ma Franco Santamaria è consapevole che nel suo gesto artistico non c’è spazio per una rappresentazione fotografica; la parola che consegna al lettore deve attraversare i suoi sensi, i suoi filtri cognitivi e poi arrivare ad una mèta non designata, come l’eco della parola lanciata dal fianco di una montagna che si spegne lontana nell’aria senza che si sappia chi la potrebbe ascoltare.
La riuscita degli incastri tra queste eco è solo una speranza coltivata metodicamente: “Voglio anche dire/ della luna che si spegne,/ quando giovani speranze/ profughe/ sbarcano/ per rifondare il giardino distrutto.” (pg. 57). La perseveranza trova fondamento nel convincimento che solo l’incastro delle eco può creare quelle condizioni minime ed indispensabili per tenere insieme l’umano: “ portiamo il dolore delle cose minute,/ deboli, di ciò che solo noi possiamo comprendere.” (pg. 20). Si delineano da subito, quindi, due componenti essenziali del libro di Franco Santamaria, il soggetto plurale che il poeta assume sulla propria individualità e che genera il tema dell’appartenenza, e quello del riscatto da una condizione di miserevolezza e sopraffazione morale e materiale: “Porto con me una bimba/ che già teme/ come me/ vortici ed abissi liquidi,/ e sotterranei/ di catene, di missili, di anime in vendita;/ che ancora si balli al tam- tam/ in un cerchio di dolori antichi.” (pg. 40).
Se il libro di questo poeta voglia essere un libro di denuncia sociale, è difficile dirlo, ma di certo ambisce a collocarsi nella scarsamente frequentata tradizione della poesia civile in cui anche l’afflato del sentimento personale, della nostalgia, del bene perduto, non possono mai solo riguardare l’Uno escludendo l’Altro. Non è estraneo all’uomo ciò che è umano, e di conseguenza non c’è verità più vera di quella che si può apprendere attraverso il dolore, la compassione dell’altro: “Qui, io sento la notte/ che scende/ tra balli selvaggi/ e ferma/ l’ombra degli ulivi e dei monti al tramonto.// Queste cose io dico/ che sono come te che stai soffrendo.” (pg. 25).
Il tema del riscatto insorge in maniera disseminata; il suo primo inespugnabile baluardo è proprio la parola. Non restare afoni per Franco Santamaria è il principio e l’attestazione dell’esistenza in vita; il gesto, le storie, le lotte e le vittorie devono poter essere memorate e inscritte in quell’immaginario archivio dell’esistenza che può essere la poesia: “ Non voglio solo dire/ di quegli occhi/ nella notte,/ che hanno inventato linee/ di fuoco e di brividi/ allargando i deserti.// Voglio anche dire/ della luna che si spegne,/ quando giovani speranze/ profughe/ sbarcano/ per rifondare il giardino distrutto.”

Mariella De Santis

Indice Recensioni

FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.