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L’arte deve essere
espressione della realtà del creato, dichiara esplicitamente
l’autore negli spunti di riflessione in chiusura di raccolta.
Effettivamente, improntata da un impegnato coinvolgimento soggettivo
e da slanci lirici, la poesia (e più in generale l’attività
artistica) di Santamaria è forma aperta verso il contesto e la
contemporaneità. Forse proprio perché consapevole della fragilità e
del pericolo dell’isolamento a cui sarebbe destinata la propria
voce, trae energia dalla necessità di opporre resistenza. Affianca
il pessimismo della ragione alla speranza: “Sono di questo
pianeta.// Ma voglio rompere/la stretta catena di idee, di acciaio e
di pietra lavica, che razionalmente/imprigiona libertà di voli,/ …”
Luigi Cannillo
La poesia
di Franco Santamaria si distingue per l'impegno anche in campo
sociale, in un'epoca in cui gli autori, sovente, si chiudono in una
sorta di solipsismo.
Riproporre una sorta di poesia civile è senza dubbio interessante e
ricco di fecondi sviluppi perché avvicina la poesia ai problemi
quotidiani e rende il lettore attento alle vicende contemporanee.
L'autore, comunque non scade mai nella enfasi o retorica di maniera,
rischio insito nei testi impegnati, perché dedica molta cura al
significante con la scelta di un ritmo, col sapiente uso della
scelta della parola polisemica. Si crea un'eco continua tra l'io e
il mondo, il contenuto e la forma.
Il lettore rimane colpito da questa ricerca che, in modo circolare,
parte dall'io, cerca gli altri, per tornare al soggetto in senso
lato, come individuo che vuole trovare uno scopo nella vita.
Carattere esistenziale e tema sociale si intrecciano per mezzo di
un'autentica poesia.
Mariacristina Pianta
Apprendiamo da questo libro che Franco Santamaria non è solo poeta,
ma anche pittore.
“Echi ad incastro” è un libro contemporaneo pubblicato con edizioni
Joker nel 2004.
Dotatosi di apparati poetici e teorici, espressivi e socialmente
intensi, cerca di esprimere nel panorama poetico contemporaneo una
propria voce: singolare, esclusiva e raffinata.
Ciò che tuttavia, emerge di più nei suoi testi è la presenza di una
voce tesa e inesausta. E’ la voce dell’artista, capace di un
“agonismo” poetico, capace di una tensione inesauribile, come a
farsi carico della sofferenza esistenziale, capace di dichiarazione
e denuncia.
Sul piano del linguaggio, annotiamo un uso facile del verso,
un’abitudine a sintagmi quotidiani, come si addice a poesia
declaratoria, a poesia disposta a “scendere in campo”.
“Echi ad incastro”: poesie che illustrano un modo di essere, un modo
di parlare, un modo di vivere e s’incastrano emozionando nel vivere
di ognuno di noi.
Spectator/Dreams
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