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Tre sono
le chiavi di lettura per penetrare nell’arte di Franco Santamaria:
una tematico-contenutistica, l’altra grafica e l’altra
pittorico-tonale.
Quella tematico-contenutistica è la figura umana dominante nelle sue
opere e usata sempre con diverse simbologie; quella grafica è
l’ambiente che circonda i personaggi, irreale, molto articolato
nella composizione e anch’esso ricco di elementi simbolici. La terza
chiave, quella pittorico-tonale, sono quei colori freddi che
prevalgono, tesi a creare atmosfere surreali e, spesso, angosciose.
Tema dominante, dunque, la figura umana, appena accennata e confusa
o estremamente precisa, plastica e vibrante nelle fasce muscolari
più scolpite che dipinte; sono figure sofferenti, a volte grottesche
nelle maschere da clown, o sognanti e pensierose, ma sempre nude,
nude ma non oscene, in quanto simbolo di una nudità spirituale,
della solitudine e della inerme debolezza dell’uomo espressa con la
nudità del corpo; sono, pur nella loro realtà, rappresentazioni
puramente interiori , quasi proiezioni d’un vagabondaggio di memoria
e di anima.
Anche i paesaggi che fanno da contorno alle figure rispettano questo
vagabondare dell’anima dell’artista: rupi solitarie, chiostre di
monti dalle cime irradiate di sole in contrasto con profonde
oscurità, scheletri di alberi, muri diroccati, scenografie surreali
e cariche di elementi inaspettati e allegorici, segno di una
fantasia vasta e pensosa che diventa anche estenuata fantasticheria.
Il mondo di Santamaria è un mondo onirico evidenziato dai toni
pittorici dominanti, dai colori spesso freddi ma ricchi di
sfumature, di sensibilità tonali a volte impercettibili, a volte
violente; è un mondo pieno di umana solitudine spesso sopraffatto da
una angoscia che diventa arte e poesia.
Nelle opere di questo pittore l’ispirazione e il vigore creativo
s’impossessano della tecnica con la quale stabiliscono un sensibile
equilibrio.
Le sue tele sono stati d’animo espressi con forme e colori
accattivanti.
Ci troviamo al cospetto di un pittore che fonda il proprio assunto
poetico su una realtà trasfigurata dalla sua personale visione del
mondo e della vita con le sue angosce e i suoi timori.
Però, egli lascia una via d’uscita: un angolo della tela senza
colore!
Adriana
Ricci |