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Franco Santamaria, (In)conoscenza, pittura

FRANCO SANTAMARIA

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"Alcune considerazioni sulla pittura di F. Santamaria"
Vittorio Mazzone

 

Una prima sensazione di profondo calore umano ti prende subito nell’osservare i dipinti di Franco Santamaria.

Sono in primo luogo i colori caldi e pastosi, quasi messi lì apposta per farti sentire a tuo agio, che ti invitano a fermarti, a riflettere, ad entrare in sintonia con la personalità dell’artista.

Il primo "miracolo" è avvenuto; il feeling si è determinato; il dialogo più intimo, allora, può avere inizio. Quasi inavvertitamente ti trovi a girovagare per il complesso mondo onirico dell’autore, che con sincerità e senza pudore ti squaderna sogni e paure, frustrazioni e speranze, che, a ben riflettere, rappresentano sentimenti e stati d’animo che non sono affatto lontani dalla tua condizione esistenziale.

I temi della vita, dell’amore, della pace, della fraternità tra gli uomini, sembrano dominare la pittura di Santamaria.

Proposti con mano sicura e sapiente abilità tecnica, ritornano quasi con insistenza ossessiva, a significare che questi valori non sono per l’autore fatti transeunti o semplice concessione a mode passeggere, ma rappresentano parte costitutiva di un uomo che, anzi, con la sua pittura sembra voglia sollecitare se stesso e noi tutti a cimentarci, con sempre maggiore coerenza, con i molteplici aspetti della moderna condizione umana.

La ricchezza di questo mondo interiore tende a colpire direttamente gli ambiti più riposti del nostro io, costringendoci a mettere da parte modi di agire stereotipati e di maniera, per dare voce, invece, alla parte più nascosta e vera di noi stessi.

E’ quasi come se l’artista, con le sue provocazioni, volesse accompagnarci in un viaggio lungo la nostra memoria, alla ricerca di ciò che davvero siamo e/o vorremmo essere. E tutto ciò avviene naturalmente, solo se lasciamo da parte per un attimo il mondo che ci circonda, un mondo che, nella durezza e nella tragica "normalità" della vita quotidiana ci appare un tutto compatto e immodificabile.

Santamaria, invece, vuole dirci che così non è: la realtà, con le sue brutture e le sue amarezze, non è un dato a priori di fronte al quale l’uomo non può far altro che rimanere passivo.

Nei suoi dipinti, allora, l’artista gioca con la realtà. Non l’annulla, ma la frantuma e ce la presenta nelle sue parti più significative, come pezzi di un immaginario puzzle che l’uomo è chiamato a ricomporre, facendo leva sulla sua sensibilità e su un’auspicabile ansia di riscatto.

Le mani che si protendono disperatamente alla ricerca di legami forti e salutari, emblematicamente, testimoniano questa struggente tensione ideale che anima tanta parte della produzione di Santamaria.

Rappresentano, in definitiva, un atto di fiducia nelle risorse razionali e spirituali dell’uomo ed al tempo stesso un messaggio di speranza per ciascuno di noi, impegnato con affanno nella quotidiana battaglia della vita.

Vittorio Mazzone

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FRANCO SANTAMARIA: LETTERATURA E ARTE
Quando LETTERATURA e ARTE esprimono, metaforicamente, la dura condizione dell'uomo.