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Ama la mia gente la sera.
Sua parte di sangue,
che scindere non si lascia,
io pure l'amo,
perché pallida
rende la luce e poi smorta
sui tetti, scudi intarsiati, della nostra
spoglia e battuta falange.
Il ferro dei muli scintilla
sulle pietre, dondola il contadino
sul basto nascosto dalle reti di paglia,
si solletica il bimbo
(suoni di mezza voce)
a far stridere tra le dita
lieve lieve
la cicala dalle ali rotte: stridio
fioco, poi senza più vita.
Si sorride a sera per l'amore
che riviene, per speranze di pace.
E più umana è l'aria dopo il giorno
affocato d'estate.
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