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Ad ogni battito si allontana
da noi che restiamo
la via della speranza
e l'ora della notte è eterna a venire.
Verso l'esilio
altri fuggono lungo il misero Pesco
che rotola
sassi in giostra di brividi,
al tristo risveglio della civetta.
E’ giusto il tuo perire,
e il mio, della nostra gente contadina
con la voce tremante nella gola,
al canto delle lacrime
che nell'aria s'inaridisce?
Ad altri progressi è volto
ogni pensiero: a mangiar cibo di ferro,
a bere acqua d’orina!
Non giacerà il mio tempo secondo,
infinito
in un rosso campo di Aceldama.
Luce e senno pagherò al giorno
con aspra pena
per la dolente arida terra del Sinni.
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