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Ho tanto sognato di volare nei
cieli dell'anima
a spiegarmi perché mondi irrequieti, disumani,
a spiegarmi perché
insistentemente
il vento svena le pietre del sud
e un cupo suono di tuba scopre
note rotondità in fiamme - in ogni direzione.
Solo conosco il gioco scivolante dei ghiacciai
e l'eco che s’intreccia in brulicanti santuari,
la morbida essenzialità del ritorno dei germogli.
Solo conosco il linguaggio di ciò che non è umano,
se la tomba
scavata nella rena si dilava in rito dissacrante,
se l'antico steccato imprigiona disarmonie
volute e accettate.
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