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Solo da pochissimo tempo
hai deposto
il seme dell'albero della vita
nella nuda mia roccia,
campo di venti,
e già la roccia fermenta e cede
calore alla tua mano di piuma.
In pianto
s'infiora la tua anima a gioia
che a me mai fu data,
e nel caldo sigillo di ogni tuo gesto
s'illuminano
promesse d'in te esattamente fissare
immagini a me familiari:
gente di cui registra ogni tempo il gemito
e arsi luoghi - anche il bue
che osseo diveniva
nei fossi dove si alzavano
canneti e tamerici dalle chiome di sale
o sulla costa che sempre
accoglieva lamenti di cani affamati.
E in questo germoglio
presento dolcezze di cose fiorite, vive.
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